Incappucciato e portato in una cascina: violenze e minacce per strappargli il denaro

Nove arresti per un sequestro a scopo di estorsione: violenze in una cascina nel Rodigino e madre e figlio minacciati alle Poste.

30 settembre 2026 12:53
Incappucciato e portato in una cascina: violenze e minacce per strappargli il denaro -
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ROVIGO - BRESCIA – Un ragazzo sequestrato, picchiato e trasferito tra più province, con le violenze riprese per ricattarlo. Poi il tentativo di costringere lui e sua madre a prelevare 6mila euro da un libretto postale, sotto la minaccia di pistole semiautomatiche. L’indagine della Squadra mobile di Brescia ha portato all’arresto di nove persone per sequestro di persona a scopo di estorsione e porto illegale di armi.

La vicenda ha coinvolto anche il territorio di Rovigo, dove, secondo la ricostruzione investigativa, il giovane è stato condotto in una cascina e sottoposto alle prime violenze.

La richiesta di aiuto nell’ufficio postale

L’inchiesta è partita dall’arresto in flagranza di tre cittadini stranieri, avvenuto il 9 gennaio 2026 in un ufficio postale di Ghedi, in provincia di Brescia.

I tre avevano accompagnato alle Poste una madre e suo figlio, anch’essi stranieri, per obbligarli a ritirare 6mila euro depositati su un libretto. Per intimidirli avrebbero utilizzato pistole semiautomatiche.

All’interno dell’ufficio si trovavano casualmente un poliziotto libero dal servizio e alcuni agenti della polizia locale. Le vittime sono riuscite ad avvertirli, raccontando di essere tenute in ostaggio. La richiesta di aiuto ha consentito l’intervento e l’arresto dei tre.

Il sequestro iniziato il giorno precedente

Gli investigatori hanno successivamente ricostruito le ore precedenti attraverso l’analisi dei cellulari degli indagati, la loro attività sui social e le intercettazioni telefoniche.

Secondo quanto emerso, il sequestro del giovane era iniziato nel pomeriggio dell’8 gennaio 2026. I tre arrestati lo avrebbero attirato con un inganno e, dopo averlo sequestrato e malmenato, lo avrebbero portato incappucciato in una cascina nel territorio di Rovigo.

Qui il ragazzo sarebbe stato spogliato e picchiato, con minacce di morte finalizzate a ottenere tutto il denaro che aveva con sé.

Carte di credito sottratte e un bonifico imposto

Gli aggressori si sarebbero impossessati anche delle carte di credito della vittima, costringendola inoltre a effettuare un bonifico a favore di uno di loro.

Le violenze sarebbero state filmate. Le registrazioni venivano utilizzate come ulteriore strumento di pressione: al giovane sarebbe stata prospettata la diffusione dei video qualora non avesse soddisfatto le richieste.

Il trasferimento in provincia di Reggio Emilia

La mattina del 9 gennaio, il ragazzo è stato trasferito in un’abitazione della provincia di Reggio Emilia.

Secondo la ricostruzione della polizia, nell’alloggio è stato chiuso a chiave in una stanza e ha subito ulteriori violenze. Nella stessa giornata è avvenuto l’episodio nell’ufficio postale di Ghedi, dove madre e figlio sono riusciti a chiedere aiuto agli agenti presenti.

Le contestazioni sulle armi e il materiale trovato nel telefono

Complessivamente, nell’indagine risultano coinvolte nove persone. Per cinque indagati è contestato anche il fatto di aver portato pistole semiautomatiche e relativo munizionamento in un luogo aperto al pubblico, senza il necessario titolo autorizzativo.

Un’altra persona è indagata anche per possesso di materiale pedopornografico, individuato durante gli accertamenti sul suo telefono cellulare.

Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

Un’operazione con più Squadre mobili

All’operazione hanno partecipato, insieme alla Squadra mobile di Brescia, i poliziotti delle Squadre mobili di Caserta, Bergamo, Cremona, Mantova, Reggio Emilia, Rovigo e Vicenza.

Il dispositivo ha coinvolto anche gli operatori dei Reparti prevenzione crimine e le unità cinofile antiesplosivo.

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