Siccità nell’Udinese, acqua ridotta per l’irrigazione: oltre 110 milioni per il sistema idrico

Dal 15 luglio ridotte le portate irrigue per preservare gli invasi. La Regione indica 110,3 milioni già attivati, più risorse Pnrr e legge.

A cura di Web Team Web Team
05 agosto 2026 18:06
Siccità nell’Udinese, acqua ridotta per l’irrigazione: oltre 110 milioni per il sistema idrico -
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UDINE - La carenza d’acqua nell’Udinese sta mettendo sotto pressione l’agricoltura, con riduzioni e sospensioni della fornitura irrigua già adottate in questi giorni per contenere i danni alle colture. La Regione Friuli Venezia Giulia segue l’evoluzione della situazione e riferisce di avere già attivato 110,3 milioni di euro per rafforzare il sistema irriguo, a cui si aggiungono altri fondi nazionali.

Secondo quanto spiegato dal governatore Massimiliano Fedriga e dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, la diminuzione delle disponibilità idriche ha reso necessario destinare la risorsa in via prioritaria alle attività agricole, pur entro i limiti imposti dalla forte riduzione dei volumi disponibili.

Cosa sta succedendo nell’Udinese

La fase critica riguarda in particolare il territorio udinese, dove le alte temperature delle ultime settimane stanno aggravando la pressione sulle riserve idriche e sulle produzioni agricole. Zannier ha precisato che le riduzioni e le sospensioni della fornitura adottate in questi giorni sono la conseguenza diretta della scarsità d’acqua e servono a limitare il più possibile i danni legati alla mancanza di irrigazione.

L’effetto del caldo, viene evidenziato dalla Regione, si sta facendo sentire anche nelle aree normalmente servite dai sistemi irrigui, con ripercussioni negative sulle colture nonostante la distribuzione dell’acqua.

Portate ridotte dal 15 luglio

Già dal 15 luglio era stata avviata, su indicazione dell’Autorità di bacino, una gestione più prudente delle derivazioni irrigue, con una parziale riduzione delle portate per conservare le scorte presenti negli invasi.

La misura, nelle intenzioni, doveva rallentare il consumo delle riserve disponibili. Tuttavia, la Regione segnala che gli stock si sono progressivamente esauriti, in un quadro climatico definito ancora più critico rispetto a quello del 2003.

Fedriga ha parlato di un’azione costante di monitoraggio e di supporto ai territori più esposti, con un’attenzione particolare al comparto agricolo, che in questa fase risulta il più colpito dagli effetti della scarsità d’acqua.

Siccità nell’Udinese, acqua ridotta per l’irrigazione: oltre 110 milioni per il sistema

Gli investimenti annunciati dalla Regione

Sul fronte strutturale, la Regione conferma l’impegno ad aumentare la capacità di adattamento del sistema irriguo ai cambiamenti climatici. Gli investimenti già attivati ammontano a oltre 110,3 milioni di euro e si dividono in due linee principali.

La prima riguarda il Piano Laghetti, previsto dalla legge regionale 13 del 5 agosto 2022, con 28,6 milioni di euro stanziati tra il 2022 e il 2024. La seconda linea passa attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, con 81,7 milioni di euro inseriti nell’Accordo per la Coesione Stato-Regione Friuli Venezia Giulia dell’8 marzo 2024.

A queste somme si aggiungono 21,1 milioni di euro di fondi Pnrr e altri 35,36 milioni di euro assegnati tramite le risorse della legge 178/2020, derivanti dalla graduatoria Pnrr.

I soggetti coinvolti

Gli interventi interessano i Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia e, in particolare, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, indicato come uno dei soggetti centrali nella gestione della rete irrigua del territorio.

Per la Regione, l’obiettivo è aumentare la resilienza del sistema, migliorare disponibilità e gestione della risorsa idrica e proteggere, per quanto possibile, le produzioni agricole nelle annate segnate da temperature elevate e periodi prolungati di siccità.

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