SMACT chiude il 2025 a 16,5 milioni: +55,4% e terzo anno consecutivo in utile
I dati presentati a Verona: 557 aziende seguite, 405 sono PMI. A Padova il patrimonio della Live Demo torna sopra 2 milioni.
VERONA - SMACT, il Competence Center Industria 4.0 di riferimento per il Nordest, ha chiuso il 2025 con un valore della produzione di 16,5 milioni di euro, in crescita del 55,4% rispetto al 2024, e con il terzo esercizio consecutivo in utile. Il dato interessa da vicino il sistema produttivo del Triveneto perché fotografa l’espansione dei servizi di innovazione e formazione alle imprese, con oltre 550 aziende già seguite e una forte prevalenza di piccole e medie imprese.
I numeri del bilancio sono stati illustrati il 17 giugno a Verona durante l’Innovation Ecosystem Day, appuntamento che ha riunito partner industriali e accademici del Centro. A trainare la crescita, secondo SMACT, sono stati i progetti collaborativi di ricerca e innovazione IRISS sostenuti dai fondi PNRR e l’aumento della domanda di servizi da parte delle aziende.
I numeri del bilancio e delle imprese coinvolte
Dall’avvio dei flussi legati al PNRR, SMACT ha contrattualizzato oltre 1.300 accordi con 557 aziende clienti, sviluppando progetti di innovazione per un valore complessivo di circa 29,3 milioni di euro. Una parte di questo volume è stata sostenuta da meccanismi di cofinanziamento pubblico pensati per ridurre i costi a carico delle imprese.
Il dato più rilevante riguarda il peso delle PMI: su 557 realtà servite, 405 sono piccole e medie imprese, pari al 73% del totale. Nel dettaglio si tratta di 255 piccole imprese, 130 medie imprese e 20 tra startup e PMI innovative. Un quadro che si lega anche al tema delle nuove imprese e startup nel Nordest, dove l’accesso a competenze e tecnologie resta uno dei nodi principali per la crescita.
L’andamento dei clienti mostra una progressione netta: dalle 49 aziende assistite nel 2023 si è passati a 216 nel 2024, fino a 276 nel 2025. La tendenza prosegue anche nel 2026, con 164 aziende già servite. Resta forte il radicamento operativo nel Nordest, ma cresce anche la presenza nazionale: i servizi erogati fuori dal Triveneto sono passati da 24 nel 2024 a 66 nel 2025, con un aumento del 175% in un anno.
Nuovi fondi Mimit e conti senza indebitamento
Sul fronte finanziario, SMACT segnala una struttura senza indebitamento e con posizione finanziaria netta positiva. Nel corso del 2025 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inoltre riconosciuto al Centro risorse aggiuntive nell’ambito dei fondi PNRR, confermando una premialità selettiva destinata a un numero ristretto di infrastrutture nazionali per il trasferimento tecnologico.
Per la presidente Eleonora Di Maria, i risultati del 2025 mostrano il raggiungimento della piena maturità operativa del Centro e il superamento degli obiettivi fissati dal piano industriale. Il direttore generale Matteo Faggin ha invece indicato come dato più incoraggiante la crescita dei servizi a mercato, letta come segnale del fatto che le imprese, soprattutto PMI, scelgono SMACT non solo per i cofinanziamenti ma per il valore dei servizi ricevuti.
La sede di Padova torna sopra quota 2 milioni
Tra gli elementi evidenziati nel bilancio c’è anche il recupero del Patrimonio Destinato “Live Demo Agri-food”, costituito nel 2020 per la realizzazione della sede padovana con una dotazione iniziale di 2.010.000 euro, di cui 2 milioni apportati dalla Camera di Commercio di Padova. A fine 2025 il patrimonio netto risulta pari a 2.003.913 euro, tornando di fatto in linea con la dotazione originaria.
Secondo SMACT, la sede e i laboratori dimostrativi di Padova sono oggi pienamente operativi e utilizzati dalle imprese che cercano soluzioni applicative, formazione esperienziale e supporto all’innovazione di prodotto e processo. Nel percorso di trasformazione industriale del territorio, uno dei temi che resta centrale è anche quello dell’energia idroelettrica e più in generale dell’efficienza dei sistemi produttivi del Nordest.
Il piano 2026-2030 e la fase dopo il PNRR
Nelle scorse settimane il Consiglio di Sorveglianza ha approvato il nuovo Piano Industriale 2026-2030, che punta su accompagnamento consulenziale e formativo personalizzato per le imprese in transizione, sinergia con le istituzioni locali e servizi utili ad attrarre talenti nelle aziende. L’impostazione, viene spiegato, guarda non solo ai percorsi individuali ma anche ad aggregazioni di imprese e comunità professionali.
Il 2026 viene indicato come anno di passaggio tra la conclusione del ciclo PNRR e la nuova programmazione ministeriale su base triennale. Il riferimento è al decreto del MEF del 13 ottobre 2025, che prevede una linea di finanziamento Mimit da 83 milioni di euro per il triennio 2028-2030 destinata al consolidamento strutturale dei Competence Center e degli European Digital Innovation Hub.
SMACT, società consortile per azioni nata nel 2018, riunisce università, centri di ricerca e imprese private del Triveneto con l’obiettivo di favorire la collaborazione tra ricerca e impresa nell’adozione di tecnologie innovative, con particolare attenzione alle PMI.