Social Media Festival a Rovigo: guida ai quattro laboratori gratuiti del 24 e 25 ottobre

Due giornate all'Urban Digital Center con Katia Amoroso, Il Mariele, Vera Gheno e Giulio Armeni: programma, iscrizioni, orari e come scegliere l'incontro più adatto.

22 ottobre 2026 06:16
Social Media Festival a Rovigo: guida ai quattro laboratori gratuiti del 24 e 25 ottobre -
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ROVIGO – Non è un convegno da ascoltare e basta: il Social Media Festival torna a Rovigo sabato 24 e domenica 25 ottobre con quattro incontri-laboratorio pensati per chi usa i social, crea contenuti o vuole capire meglio linguaggi, parole e meccanismi della comunicazione online. La quinta edizione si svolge all'Urban Digital Center – Innovation Lab, in via Nicola Badaloni 2, ed è gratuita. Il dettaglio da non trascurare è la prenotazione: i posti sono limitati e il sito del festival indica che si può prenotare fino al giorno precedente a ciascun appuntamento.

La formula è concreta. Ogni fascia mette insieme un ospite e una parte laboratoriale: non occorre essere professionisti della comunicazione né avere un progetto già avviato, ma conviene scegliere l'incontro in base a ciò che si vuole portare a casa. C'è chi racconterà il territorio, chi lavorerà sul comico e sull'osservazione del quotidiano, chi affronterà la responsabilità delle parole e chi partirà da meme e cultura pop. Per chi arriva da fuori città, il festival è anche una tappa che si inserisce bene nel calendario culturale di fine ottobre: qui la guida all'Ottobre Rodigino 2026 raccoglie gli altri appuntamenti già annunciati in città.

Quando e dove: le informazioni da fissare prima di iscriversi

Le attività sono ospitate dall'Urban Digital Center – Innovation Lab di Rovigo, via Nicola Badaloni 2, nelle giornate di sabato 24 e domenica 25 ottobre. La pagina del programma del Social Media Festival conferma quattro sessioni: una al mattino e una al pomeriggio per ciascuna giornata. Il calendario generale riporta le fasce 10-13 e 14-17; per i due laboratori mattutini, le pagine di iscrizione collegate indicano invece accoglienza alle 9.30 e attività dalle 10 alle 13.30. È quindi prudente presentarsi alle 9.30 e considerare il blocco del mattino impegnato fino alle 13.30, verificando l'ultima conferma ricevuta dopo l'iscrizione.

L'ingresso non ha costo, ma gratuito non significa accesso libero senza formalità. La capienza è limitata e l'organizzazione richiede l'iscrizione. Il sito del festival avverte che la prenotazione è disponibile fino al giorno antecedente: per il sabato la scadenza indicativa è venerdì 23 ottobre, per la domenica sabato 24 ottobre, salvo esaurimento anticipato. Non è comunicato un accesso garantito per chi si presenta senza prenotazione: per evitare un viaggio inutile conviene completare il modulo collegato al singolo incontro e conservare la comunicazione di conferma.

I link di registrazione non sono tutti uguali: per Katia Amoroso e Vera Gheno il programma rimanda alla piattaforma Pari Rovigo; per Il Mariele e Giulio Armeni rimanda a Eventbrite. In entrambi i casi è meglio scegliere l'appuntamento dal calendario ufficiale, invece di cercare eventi omonimi sui social, perché è lì che l'organizzazione collega le prenotazioni aggiornate.

Sabato 24 ottobre: raccontare luoghi e trasformare l'osservazione in contenuto

Il primo incontro, “Storie che fanno venire voglia di partire”, è affidato a Katia Amoroso, cofondatrice di Veneto Segreto. È in programma sabato mattina: accoglienza dalle 9.30, laboratorio dalle 10 alle 13.30 secondo la pagina di adesione. Il tema non è la promozione turistica in astratto. La presentazione del festival parla di autenticità, ritmo, immagini e parole per trasformare un luogo o un'esperienza in una storia che susciti curiosità. È il blocco più adatto a associazioni, piccole realtà culturali, guide, gestori di attività e persone che desiderano raccontare un paese, un itinerario o una storia locale senza limitarsi alla didascalia descrittiva.

Il punto utile per i partecipanti è arrivare con un caso semplice su cui lavorare: un luogo che conoscono bene, una piccola iniziativa, una foto o un'idea di percorso. Non è un requisito dell'organizzazione, ma permette di tradurre più facilmente il taglio laboratoriale in un risultato pratico. L'incontro è inserito nel progetto GET – Gender Equality Thinking, finanziato nell'ambito del programma regionale indicato dagli organizzatori.

Nel pomeriggio, dalle 14 alle 17, il testimone passa a Il Mariele con “La realtà fa già ridere. Osservare, trasformare, raccontare”. L'ospite unisce esperienza teatrale e contenuti digitali; il laboratorio è dedicato al passaggio dall'osservazione di situazioni quotidiane alla costruzione di personaggi e contenuti. È la scelta sensata per chi vuole capire come funzionano ritmo, ironia e riconoscibilità senza confondere l'ironia con la battuta improvvisata. Il programma non annuncia una lezione tecnica su app o montaggio: l'attenzione è sul linguaggio e sulla costruzione dell'idea.

Domenica 25 ottobre: parole, identità e meme

La domenica si apre con Vera Gheno e il laboratorio “Le parole fanno mondi”. Anche in questo caso l'accoglienza è alle 9.30 e il laboratorio indicato dalle 10 alle 13.30. Gheno, sociolinguista e autrice, lavorerà sul rapporto tra parole, identità, potere e responsabilità nella comunicazione contemporanea. La scheda di iscrizione dell'incontro conferma la gratuità con iscrizione obbligatoria e descrive una parte pratica dedicata a contenuti più consapevoli e capaci di produrre un impatto positivo.

È l'appuntamento da preferire per chi amministra pagine di enti, scuole, associazioni o attività aperte al pubblico, ma anche per chi sente che una parola, un tono o una formula possono includere, semplificare e talvolta irrigidire una conversazione. Non promette regole pronte per ogni situazione: propone strumenti per scegliere con più consapevolezza. Il tema è attuale anche oltre Rovigo: in Veneto la discussione sulle competenze digitali si sta allargando dall'accesso ai servizi all'uso responsabile degli strumenti, come mostra il quadro sulle competenze digitali in Veneto.

Dalle 14 alle 17 chiude Giulio Armeni, noto per Filosofia Coatta, con “Costruire un'identità, un meme alla volta”. Il laboratorio prende l'ironia come tecnica di osservazione e comunicazione: l'obiettivo dichiarato è provare a trasformare un'idea, un fatto o un'osservazione in un contenuto che faccia sorridere ma anche riflettere. È la sessione più vicina alla cultura pop e ai formati rapidi, ma non va scambiata per una gara a chi pubblica di più. Il focus è capire perché un riferimento funziona, per chi funziona e quale identità comunica nel tempo.

Come scegliere senza tentare di fare tutto

Le sessioni hanno orari consecutivi e, sulla carta, si può costruire una giornata completa. Vale però la pena scegliere con un obiettivo preciso. Chi racconta territori, ospitalità o progetti locali troverà più immediato il laboratorio di Amoroso; chi lavora su video, recitazione, satira o comunicazione personale può partire da Il Mariele. Gheno è il passaggio più utile se il nodo riguarda lessico, comunità e responsabilità delle parole. Armeni parla invece a chi vuole capire l'ironia come sintesi culturale, non come scorciatoia.

Portare un telefono, un taccuino o un portatile può essere utile per annotare e sviluppare un'idea, ma il programma ufficiale non impone dotazioni tecniche. Prima di partire è bene evitare di dare per scontati wi-fi, ricariche, pause o materiale fornito: non sono dettagli pubblicati. Una piccola preparazione, invece, è alla portata di tutti: individuare un pubblico, una storia o una domanda reale da cui iniziare. È la differenza tra assistere a quattro incontri e usare il festival per rivedere davvero il proprio modo di comunicare.

Perché è un appuntamento che riguarda anche chi non lavora nei social

Il valore del festival sta nel trattare i social come spazio culturale e relazionale, non solo come vetrina. La programmazione riunisce racconto del territorio, comicità, linguaggio e meme: quattro porte d'ingresso diverse a una stessa domanda, cioè come costruire contenuti che abbiano una voce riconoscibile senza rinunciare alla cura delle persone a cui parlano. È un tema presente in molte iniziative del Nordest, dalla rassegna Mimesis su filosofia e trasformazione digitale in Friuli Venezia Giulia fino ai percorsi veneti sulla cittadinanza digitale, ma a Rovigo assume la forma meno astratta del laboratorio.

Per le famiglie, gli studenti e i lavoratori autonomi può essere un'occasione per misurarsi con domande quotidiane: come si presenta un progetto? Come si racconta un posto senza replicare formule già viste? Come si usa l'ironia senza perdere il contesto? E come cambiano le relazioni quando una frase passa da una conversazione privata a un post? Le risposte non stanno in una checklist, ma i quattro incontri offrono metodi e casi su cui fare pratica.

Ultimo controllo prima di uscire

La sede da inserire nel navigatore è Urban Digital Center – Innovation Lab, via Nicola Badaloni 2, Rovigo. Conviene arrivare con un margine maggiore al mattino, quando l'accoglienza è fissata alle 9.30, e non programmare impegni immediatamente dopo: le pagine di prenotazione dei laboratori mattutini indicano la chiusura alle 13.30. Per il pomeriggio il programma generale indica 14-17. I posti sono limitati, l'ingresso è gratuito e l'iscrizione va fatta entro il giorno precedente; eventuali cambiamenti di disponibilità, orario o modalità di accesso vanno controllati sul sito del Social Media Festival prima della partenza.

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