Società longeva, artigiani pensionati a confronto a Tricesimo

Alla 26ª edizione focus su servizi territoriali, tecnologia e ruolo degli anziani. Premiati cinque artigiani per la carriera.

02 maggio 2026 11:53
Società longeva, artigiani pensionati a confronto a Tricesimo -
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TRICESIMO – Il calo demografico e l’aumento dell’età media non sono stati affrontati come un’emergenza, ma come una trasformazione da governare. È il tema attorno al quale si è svolta il 1° maggio a Tricesimo la 26ª edizione della Festa del Pensionato Artigiano, organizzata da Confartigianato Udine e Anap Udine con un confronto dedicato a “La società longeva. Appunti per un futuro che ci riguarda”.

Al centro dell’incontro, davanti a una platea numerosa e con la presenza di rappresentanti istituzionali, le ricadute dell’invecchiamento della popolazione su salute, lavoro, servizi e organizzazione delle comunità. Il dibattito è stato coordinato da Pierino Chiandussi, presidente di Anap Udine e Fvg.

Una trasformazione da affrontare

Il confronto ha preso spunto dal volume “La società longeva” di Stefania Bandini e Paolo Manfredi, pubblicato da Egea. Sono intervenuti lo stesso Manfredi, responsabile delle tecnologie digitali di Confartigianato nazionale, Carlo Bolzonello, presidente della III Commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, e Fabio Menicacci, segretario nazionale Anap. In apertura ha portato il proprio contributo anche il presidente nazionale Anap Guido Celaschi, mentre le conclusioni sono state affidate a Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Udine e Fvg.

Chiandussi ha richiamato il valore dell’esperienza degli anziani, rifiutando una lettura della longevità soltanto in chiave di problema sociale. “Una società longeva – ha detto – è una società che ha il privilegio di avere persone con più anni, più esperienza, più saggezza. Non significa, invece, emergenza anziani, perché la nostra generazione ha ancora molto da dire, molto da dare, molto da pretendere”. Tra i punti indicati, la tutela del potere d’acquisto delle pensioni, la rivalutazione dei trattamenti, servizi sanitari e trasporti più vicini alle persone.

Nel suo intervento Chiandussi si è soffermato anche sul rapporto con l’innovazione tecnologica, invitando i pensionati a non tirarsi indietro davanti ai cambiamenti: “Il mondo ha bisogno di persone capaci di trasmettere”. Da qui il messaggio sintetizzato nello slogan “né paura né resa”.

Sanità territoriale, cura e lavoro

Il cambiamento demografico è stato accostato, per dimensione e impatto, a quello climatico: anche se può essere mitigato, impone un ripensamento profondo dell’organizzazione della vita individuale e collettiva. Tre gli ambiti richiamati con maggiore forza: lavoro, territorio e tecnologia.

Manfredi ha posto l’attenzione, tra le altre cose, sulla “solitudine dei caregiver” e sul “peso invisibile della cura”. Il tema si collega alla necessità di riorganizzare i servizi sanitari, affrontata da Bolzonello illustrando gli interventi in corso in Friuli Venezia Giulia per dare concretezza ai principi “più territorio e meno ospedale; più prevenzione e più domicilio”. Il presidente della III Commissione ha ricordato anche il percorso di omogeneizzazione dell’offerta delle Rsa regionali, con 11mila posti complessivi, di cui 8mila pubblici.

“È necessario un cambio culturale – ha sottolineato Bolzonello – che pensi innanzitutto a salvaguardare la salute, per una rinnovata presenza dei professionisti in sanità – per esempio la presenza di un medico in ogni Rsa – e per una ricostituzione di un tessuto sociale solidale, perché solo in una comunità solidale si può dare una società longeva”.

Menicacci ha condiviso l’obiettivo di rafforzare la sanità di territorio e ha richiamato il nuovo strumento mutualistico messo a punto dagli artigiani a livello nazionale, MutuiArt. Il segretario nazionale Anap ha poi allargato il ragionamento al possibile ruolo degli artigiani in pensione, immaginando forme di impiego utili al sistema: dalla presenza di un barbiere nelle Rsa al contributo di figure con competenze tecniche nelle riparazioni, oggi spesso difficili da reperire.

Nelle conclusioni Tilatti ha insistito sulla necessità di guidare la trasformazione legata al calo demografico. “Il modello artigiano ha molto da dire – ha affermato –: una dimensione inclusiva, responsabile, solidale con i pensionati che, in moltissimi casi, restano in servizio permanente”. Per affrontare questa fase, ha aggiunto, servono dialogo, confronto e una classe dirigente e politica capace di pensare e realizzare soluzioni nuove.

Durante la giornata sono intervenuti anche l’assessore del Comune di Tricesimo Lorenzo Fabbro e i presidenti zonali di Confartigianato Eva Seminara per Udine e Paolo Bressan per il Friuli Occidentale.

La Festa si è chiusa con il riconoscimento a cinque artigiani per la loro lunga attività lavorativa: Daniela Zoratto, autotrasportatrice, e Andriana Zanin, parrucchiera, entrambe di Sedegliano; Pierino Birarda, impiantista elettrico di Colloredo di Monte Albano; Modesto Gonano, attivo nella lavorazione del legno a Cividale; Alida Liberale, estetista, che dopo la pensione si è laureata in Scienze e tecniche del turismo culturale.

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