Soteu 2026, Donazzan attacca von der Leyen: "Sulla deindustrializzazione solo parole"

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia contesta il sesto Soteu della presidente Ue e parla di assenza di misure concrete.

16 settembre 2026 17:54
Soteu 2026, Donazzan attacca von der Leyen: "Sulla deindustrializzazione solo parole" -
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STRASBURGO - Nel giorno del discorso sullo Stato dell’Unione europea, Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento europeo, attacca l’intervento di Ursula von der Leyen e lo definisce un passaggio «autoreferenziale» e privo di risposte concrete, soprattutto sul fronte della deindustrializzazione.

La presa di posizione arriva il 16 settembre 2026, al termine del sesto discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea. Secondo Donazzan, l’intervento sarebbe stato rivolto soprattutto alla maggioranza che sostiene von der Leyen, più che a indicare una strategia per il futuro dell’Europa.

Le critiche su industria ed energia

Il punto centrale della contestazione riguarda la crisi industriale europea. Donazzan sostiene che, pur ammettendo il problema della deindustrializzazione, von der Leyen non abbia indicato un piano capace di invertire la rotta. Nella lettura dell’europarlamentare, le risposte offerte si ridurrebbero ad accordi con la Cina e all’elettrificazione dell’Europa, senza però misure operative per affrontare una situazione che definisce non più rinviabile.

Secondo Donazzan, il quadro presenterebbe diverse contraddizioni. Da un lato, osserva, viene riconosciuto che il costo dell’energia è troppo alto; dall’altro si continua a insistere sul tutto elettrico. Allo stesso modo, aggiunge, mentre si sostiene che la difesa europea non debba dipendere dall’esterno, si immagina in Ucraina la più grande area industriale per la fabbricazione di armi.

Il nodo competitività e delocalizzazioni

Nelle sue dichiarazioni, Donazzan contesta anche il capitolo sulla competitività, giudicato insufficiente rispetto all’andamento reale dell’economia industriale europea. «La competitività resta quindi un titolo senza risposte», afferma, indicando il calo della produzione industriale e l’aumento di costi e vincoli per i settori produttivi come fattori che rischiano di favorire la delocalizzazione.

Per l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, l’Europa non può affrontare la sfida ambientale scaricando nuovi oneri sulle imprese. Nella sua valutazione, il peso dell’Unione sulle emissioni globali è pari a circa il 5% delle emissioni globali, un dato che, secondo Donazzan, rende ancora più urgente una politica capace di tenere insieme sostenibilità e tenuta del sistema produttivo.

La richiesta di una strategia diversa

La conclusione politica della presa di posizione è una richiesta di cambio di rotta. Donazzan sostiene che servisse «un’inversione di marcia» e che invece il discorso abbia offerto molte parole e poca progettualità.

Nel suo intervento, l’europarlamentare chiede quindi una strategia industriale, energetica e competitiva che ritiene più adeguata alle sfide aperte per l’Unione europea. Il giudizio finale resta netto: per Donazzan, il discorso di von der Leyen è stato pensato più per gli equilibri interni al Parlamento europeo che per dare risposte concrete alla crisi industriale del continente.

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