SPID: il Sistema di Identità Digitale Italiano Spiegato per chi lo Usa ogni Giorno
SPID, CIE e IT Wallet: come funzionano, dove si usano e quali cambiamenti attendono l’identità digitale degli italiani
Lo SPID è entrato nella vita di milioni di italiani quasi senza preavviso, tra il 2020 e il 2021, quando la pubblica amministrazione ha spostato online quasi tutto quello che prima si faceva allo sportello. Oggi lo usiamo per il cassetto fiscale, per prenotare una visita, per il bonus asilo nido. Pochi però sanno davvero come funziona, cosa cambierà nei prossimi anni e dove viene richiesto anche fuori dagli uffici pubblici.
Cos'è lo SPID e chi lo rilascia
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale nasce nel 2016 da un'idea dell'allora deputato Stefano Quintarelli. Non è lo Stato a gestirlo direttamente: se ne occupano identity provider privati, accreditati dall'Agenzia per l'Italia Digitale, tra cui Poste Italiane, Aruba e InfoCert.
Con un'unica coppia di credenziali si entra in centinaia di servizi diversi, senza dover ricordare una password per ogni portale. Le identità attive hanno superato i 40 milioni.
L'addio annunciato: cosa cambia davvero
Nel luglio 2025 il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti ha confermato, in audizione parlamentare, l'intenzione del governo di spegnere gradualmente lo SPID a favore della Carta d'Identità Elettronica. Il motivo principale riguarda la sicurezza: la CIE è rilasciata direttamente dallo Stato e raggiunge il livello 3 richiesto dagli standard europei eIDAS, mentre lo SPID passa attraverso fornitori terzi. Come riportato da ANSA, lo stesso Butti ha parlato apertamente di vulnerabilità del sistema attuale.
La transizione non sarà immediata. Il governo parla di due o tre anni, da gestire in accordo con i provider privati che finora hanno sostenuto il servizio.
Dove lo richiedono anche i privati
Oltre alla pubblica amministrazione, molti soggetti privati accettano lo SPID come strumento di verifica dell'identità. Banche e operatori telefonici lo usano per aprire un conto o attivare una SIM a distanza, evitando l'invio di documenti scansionati.
Lo stesso principio vale per le piattaforme regolamentate che devono verificare età e identità dei propri utenti prima di consentire l'accesso. Tra queste rientrano i casinò con SPID, che sfruttano il sistema per completare in pochi minuti controlli che altrimenti richiederebbero l'invio di più documenti separati.
Come lo usiamo ogni giorno, senza pensarci
Il caso più comune resta il fisco: consultare la propria posizione contributiva sull'INPS, scaricare un certificato dall'Agenzia delle Entrate o accedere al fascicolo sanitario elettronico richiede quasi sempre lo SPID.
Anche la scuola lo usa per l'iscrizione online, e molti comuni lo richiedono per pratiche anagrafiche che un tempo comportavano code allo sportello. Chi lavora con la pubblica amministrazione, dai liberi professionisti alle piccole imprese, lo usa per presentare istanze telematiche che hanno lo stesso valore legale di una firma autografa.
La logica è sempre la stessa: un'unica identità, riconosciuta ovunque nella pubblica amministrazione, senza dover ricreare un profilo diverso per ogni ente.
I tre livelli di sicurezza, spiegati senza tecnicismi
Non tutti gli SPID sono uguali. Il livello 1 permette l'accesso con semplice username e password, adatto a servizi con basso rischio.
Il livello 2 aggiunge un codice temporaneo generato da un'app sul telefono, ed è quello richiesto dalla maggior parte dei servizi pubblici. Il livello 3 introduce un dispositivo fisico di autenticazione e resta riservato a operazioni particolarmente sensibili.
Gli errori più comuni in fase di attivazione
Il problema più frequente riguarda l'email e il numero di telefono: devono essere personali e non condivisi con altri membri della famiglia, altrimenti il provider blocca la registrazione.
Un altro inciampo tipico è la scelta del metodo di riconoscimento. Il riconoscimento via webcam richiede tempi di attesa più lunghi rispetto a quello di persona presso un ufficio postale o un tabaccaio abilitato, e non tutti lo sanno prima di iniziare la procedura.
Capita anche di confondere i documenti richiesti: serve un documento d'identità valido insieme al codice fiscale o alla tessera sanitaria, e senza uno dei due la pratica resta bloccata a metà. Verificare la scadenza dei documenti prima di iniziare evita di dover ripetere l'intera procedura.
Cosa arriva con l'IT Wallet
Il passo successivo si chiama IT Wallet, il portafoglio digitale che raccoglierà patente, tessera sanitaria e altri documenti in un'unica app, basata sulle credenziali CIE. Alcune funzioni sono già attive nell'app IO, che ha superato i sei milioni di utenti per la gestione documentale.
Chi deve ancora attivare lo SPID e vuole seguire la procedura passo dopo passo può consultare la nostra guida completa alla registrazione, aggiornata con i requisiti e i provider accreditati.