Anatre felici nelle locandine ma poi servite nel piatto: animalisti contro la “Sagra de le Raze”
Polemica sulla Sagra de le Raze di Staranzano: Partito Animalista e Animal Pride segnalano la campagna promozionale a Comune e autorità.
STARANZANO. Anatre che cantano, ballano, fanno le dj, brindano con la birra e salgono sul palco per ricevere un premio. Immagini allegre utilizzate per promuovere una manifestazione gastronomica nella quale proprio la carne di anatra è protagonista. È su questo contrasto che si concentra la protesta del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e di Animal Pride Defending Association aps contro la comunicazione della “Sagra de le Raze 2026” di Staranzano.
Le due realtà hanno annunciato di aver inviato una diffida-segnalazione congiunta al Comune di Staranzano, agli organizzatori della manifestazione e a diversi organismi di controllo, chiedendo che venga valutata la conformità della campagna promozionale.
La sagra è in programma dal 28 agosto al 7 settembre 2026.
Va precisato che quella presentata dagli animalisti è una segnalazione: spetterà agli enti destinatari valutare se le contestazioni formulate abbiano o meno fondamento sotto il profilo normativo.
La contestazione sulle anatre raffigurate nelle locandine
Al centro della polemica ci sono manifesti e contenuti pubblicati sui social per promuovere l'evento.
Secondo quanto riferisce Irene Giurovich, giornalista e portavoce regionale del Partito Animalista Italiano, nelle illustrazioni le anatre vengono rappresentate come personaggi antropomorfi e festosi.
Gli animali vengono mostrati mentre cantano davanti a un microfono, suonano, ballano, fanno i dj oppure brindano con boccali di birra.
In un'altra rappresentazione un'anatra sale sul palco per ricevere il premio denominato “La Raza d'Argento”.
Secondo i firmatari della segnalazione, queste immagini sarebbero in contrasto con la natura gastronomica dell'appuntamento, nel quale viene consumata carne degli stessi animali utilizzati come protagonisti della comunicazione.
Lo slogan contestato dagli animalisti
Nella nota viene richiamato anche uno degli slogan utilizzati nella campagna:
“Life feels better when magnemo i gnochi de raza”.
È proprio l'accostamento tra il riferimento gastronomico e la rappresentazione dell'anatra viva e sorridente a essere contestato dalle associazioni.
La posizione non riguarda soltanto la contrarietà degli animalisti all'uccisione degli animali per il consumo alimentare.
Il punto sul quale viene chiesto l'intervento degli organismi competenti è infatti soprattutto il modo in cui il prodotto e l'animale vengono rappresentati nella comunicazione promozionale, in particolare quando il messaggio può raggiungere bambini e adolescenti.
«Animali uccisi ma rappresentati come felici»
«Fermo restando la nostra contrarietà intrinseca a sacrificare animali destinati al consumo umano, chiediamo se non altro coerenza ed eticità nella comunicazione», sostengono i promotori dell'iniziativa.
Secondo PAI e Animal Pride, mostrare come «felice, vivo e festante» un animale destinato successivamente al consumo alimentare rischierebbe di offrire una rappresentazione distante dalla realtà della filiera.
La tesi espressa nella segnalazione è che tale modalità comunicativa potrebbe contribuire a banalizzare il passaggio dall'animale vivo al prodotto alimentare.
Si tratta, è bene ribadirlo, della posizione sostenuta dalle associazioni firmatarie e non di una valutazione già formulata dalle autorità alle quali la segnalazione è stata inoltrata.
Il nodo dei bambini
Uno dei passaggi più delicati della lettera riguarda proprio i minori.
Gli animalisti osservano come molti bambini vengano portati nelle fattorie didattiche per vedere da vicino anatre e altri animali, conoscerli e interagire con loro.
Nella comunicazione della sagra, sostengono, gli stessi animali vengono trasformati in personaggi simpatici e umanizzati per promuovere un evento nel quale vengono poi proposti come alimento.
Secondo i firmatari questa sovrapposizione potrebbe generare confusione soprattutto nei destinatari più piccoli, considerati particolarmente sensibili a immagini e messaggi di questo tipo.
La contestazione viene estesa anche ai laboratori creativi dedicati ai bambini inseriti nell'ambito della manifestazione.
La segnalazione inviata anche ad Agcm, Iap e Agia
La lettera non è stata indirizzata esclusivamente al Comune di Staranzano e agli organizzatori.
Tra i destinatari indicati dalle associazioni figurano anche l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), lo IAP - Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, l'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza (AGIA) e il Co.Re.Com. Friuli Venezia Giulia.
La segnalazione è stata inoltre inviata agli sponsor della manifestazione e alla Bcc Venezia Giulia.
L'obiettivo dichiarato è ottenere una valutazione della campagna e verificare se il materiale promozionale, compresi i contenuti diffusi attraverso i social network, rispetti le disposizioni richiamate nella lettera.
Le norme citate nella diffida-segnalazione
Tra i riferimenti indicati dagli animalisti c'è l'articolo 11 del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale dello IAP, che contiene disposizioni relative ai messaggi destinati o comunque accessibili a bambini e adolescenti.
La lettera richiama inoltre l'articolo 20, comma 3, del Codice del Consumo, facendo riferimento alla tutela dei gruppi di consumatori considerati particolarmente vulnerabili, anche per ragioni legate all'età.
Viene citato anche il Regolamento IAP sulla comunicazione commerciale di alimenti e bevande rivolta ai bambini, oltre ad altri riferimenti normativi inseriti nella segnalazione.
Saranno eventualmente gli organismi competenti a stabilire se tali disposizioni siano effettivamente applicabili al caso e se la comunicazione utilizzata presenti profili problematici.
Cosa chiedono gli animalisti
PAI FVG e Animal Pride non chiedono, secondo quanto riportato nella nota, la cancellazione immediata della manifestazione.
Al Comune di Staranzano e al comitato organizzatore viene invece chiesto di ripensare, a partire dalle prossime edizioni, l'impostazione della campagna promozionale.
Alle autorità competenti viene domandato di valutare la conformità del materiale pubblicitario.
Agli sponsor viene infine rivolto l'invito a prendere in considerazione una revisione del proprio sostegno qualora non dovesse cambiare l'impostazione comunicativa dell'evento.
A firmare la lettera Irene Giurovich, PAI e Animal Pride
La segnalazione porta, secondo quanto comunicato dalle associazioni, la firma della portavoce regionale del Partito Animalista Irene Giurovich, del coordinatore regionale indicato nella nota come Fabio e Rabak e di Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending Association.
Giurovich era già intervenuta nei giorni scorsi su altri temi relativi alla tutela animale. Nordest24 aveva raccontato l'allarme degli animalisti per la scomparsa delle marmotte nell'area del Montasio.
La stessa portavoce è anche al centro del volume “Sentinelle della Natura”, dedicato a diritti degli animali, attivismo e giustizia.
La sagra intanto ha preso il via
La Sagra de le Raze 2026 ha preso il via a Staranzano il 28 agosto e proseguirà fino al 7 settembre.
La segnalazione apre quindi una polemica mentre l'evento è già in corso e arriva in un fine settimana particolarmente ricco di appuntamenti sul territorio: Nordest24 ha raccolto sagre ed eventi in programma nel Friuli Venezia Giulia nel weekend del 28, 29 e 30 agosto.
A questo punto l'attenzione si sposta sulle eventuali valutazioni del Comune, degli organizzatori e degli organismi destinatari della segnalazione, chiamati a pronunciarsi sulle contestazioni sollevate dalle associazioni animaliste.