Bimbo di appena tre mesi punto da un calabrone: soccorsi a Tramonti di Sopra
Bimbo di tre mesi punto probabilmente da un calabrone a Tramonti di Sopra: attivati Soccorso Alpino ed elisoccorso regionale.
TRAMONTI DI SOPRA. Una corsa contro il tempo per raggiungere un bambino di appena tre mesi, punto da un insetto mentre si trovava con la famiglia nella zona di Tramonti di Sopra, nel Pordenonese.
L’allarme è scattato tra le 13 e le 13.20 di mercoledì 12 agosto, dopo una chiamata arrivata al Nue112. In base alle prime informazioni, il piccolo sarebbe stato punto da un calabrone.
Attivati Soccorso Alpino ed elisoccorso
La Sores ha immediatamente mobilitato la stazione di Maniago del Soccorso Alpino, assieme all’elisoccorso regionale.
Vista l’età del bambino e la necessità di raggiungere rapidamente la famiglia, la centrale operativa ha iniziato anche a predisporre un secondo equipaggio completo, comprendente un medico del Soccorso Alpino e destinato a essere trasportato in elicottero.
Un intervento che si inserisce tra le numerose operazioni di emergenza affrontate in questi giorni sul territorio regionale, dopo il recente caso del bambino di cinque anni elitrasportato a Udine dopo una caduta da una finestra.
Un soccorritore raggiunge la famiglia in venti minuti
Prima che fosse necessario completare l’attivazione del secondo elicottero, però, la situazione ha avuto una svolta.
Un soccorritore del Soccorso Alpino residente proprio a Tramonti di Sopra è riuscito a raggiungere la famiglia nel giro di circa venti minuti.
Una volta arrivato sul posto, ha preso in carico il nucleo familiare e lo ha accompagnato verso la strada, dove era già stata fatta arrivare un’ambulanza pronta a ricevere il bambino.
Il piccolo affidato ai sanitari
Grazie alla rapidità dell’intervento sul territorio è stato quindi possibile trasferire il bambino ai sanitari senza attendere l’arrivo di ulteriori squadre via aria.
Il meccanismo di soccorso era stato comunque predisposto nella sua interezza, con Soccorso Alpino, elisoccorso regionale e personale medico pronti a intervenire qualora fosse stato necessario.
La mobilitazione conferma l’importanza della presenza capillare dei soccorritori nelle aree montane e più isolate del Friuli Venezia Giulia, dove anche pochi minuti possono fare la differenza nel raggiungere una persona che necessita di assistenza.
Negli ultimi giorni i soccorsi in ambiente montano sono stati impegnati anche in altre situazioni delicate, come nel caso della ferrata chiusa ma ancora percorsa dagli escursionisti, con conseguenti rischi anche per chi interviene in emergenza.
Per il piccolo, dopo essere stato raggiunto dal soccorritore, è quindi iniziata la presa in carico da parte dell’equipaggio sanitario che attendeva sulla viabilità.