Tre emergenze in poche ore tra pareti, ghiacciai e rischio temporali: soccorsi fino alle 3 del mattino

Tre interventi del Soccorso Alpino nella notte in Trentino tra Cima d’Ambiez, Placche Zebrate e Marmolada. Maltempo decisivo.

20 agosto 2026 11:23
Tre emergenze in poche ore tra pareti, ghiacciai e rischio temporali: soccorsi fino alle 3 del mattino - Le immagini dell'intervento in Cima d'Ambiez
Le immagini dell'intervento in Cima d'Ambiez
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TRENTINOTre interventi di soccorso in poche ore, tra pareti, ghiacciai e condizioni meteorologiche difficili. È stata una lunga notte per il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, impegnato tra Cima d’Ambiez, le Placche Zebrate in Valle del Sarca e il ghiacciaio della Marmolada.

In uno degli interventi, dopo aver raggiunto due arrampicatori rimasti bloccati, gli stessi soccorritori sono stati investiti dal maltempo e hanno dovuto ripararsi sotto le rocce per circa un’ora prima di riuscire a rientrare.

Ferita al ginocchio a 2.900 metri

Il primo allarme ha riguardato un’arrampicatrice del 1998 residente a Modena, che durante la discesa lungo la via normale di Cima d’Ambiez, nelle Dolomiti di Brenta, si è procurata un taglio al ginocchio.

La donna si trovava a circa 2.900 metri di quota. A chiamare il Numero Unico di Emergenza 112, intorno alle 16.30, è stata la compagna di cordata.

L’elisoccorso è stato immediatamente allertato, ma le condizioni meteorologiche avverse hanno impedito inizialmente il sorvolo della zona.

Cinque operatori della Stazione San Lorenzo in Banale hanno quindi iniziato l’avvicinamento a piedi. Contemporaneamente altri cinque soccorritori, appartenenti alle Stazioni di San Lorenzo in Banale, Fai della Paganella, Paganella Avisio e Trento-Monte Bondone e presenti casualmente al Rifugio Agostini, hanno raggiunto l’infortunata.

Spostata sul versante senza nebbia per consentire il recupero

Dopo le prime valutazioni, la donna è stata accompagnata sul versante nord-ovest di Cima d’Ambiez, dove la nebbia non impediva le operazioni.

Questa scelta ha permesso all’elicottero di raggiungere la zona e procedere al recupero.

La compagna di cordata, rimasta illesa, è stata invece calata in sicurezza lungo la via normale e accompagnata a valle.

L’intervento si è concluso intorno alle 23.

Nei giorni scorsi un altro intervento in montagna in Trentino aveva avuto un esito drammatico: a Tenno un escursionista danese era morto dopo essere precipitato per circa 70 metri.

Sbagliano il percorso di rientro e restano bloccati

Il secondo intervento ha coinvolto due arrampicatori tedeschi impegnati sulla via Claudia alle Placche Zebrate, in Valle del Sarca.

I due avevano sbagliato l’itinerario di rientro e, ormai sfiniti e impossibilitati a proseguire, hanno chiamato il 112 intorno alle 21.

La cordata si trovava molto più in alto rispetto all’uscita della via, in un punto particolarmente impervio.

I Vigili del fuoco hanno utilizzato una fotoelettrica per individuare con precisione la posizione dei due arrampicatori, mentre cinque operatori della Stazione Riva del Garda hanno iniziato l’avvicinamento via terra.

Con l’arrivo di altri soccorritori delle Stazioni Trento-Monte Bondone e Giudicarie Esteriori, sono stati complessivamente undici gli operatori coinvolti.

Recuperati appena prima del temporale

Una volta raggiunti i due tedeschi e prestate le prime cure, è stato richiesto l’intervento dell’elisoccorso.

L’elicottero è riuscito ad arrivare prima dell’arrivo del temporale, recuperando i due arrampicatori con il verricello e trasportandoli a valle.

Per i soccorritori rimasti sulla parete, invece, la situazione è diventata molto più complicata.

Il maltempo li ha investiti mentre si trovavano ancora in quota, costringendoli a ripararsi sotto le rocce per circa un’ora.

Solo successivamente hanno potuto iniziare la discesa attraverso ripidi ghiaioni e salti di roccia. L’intervento si è concluso alle 2.30 del mattino.

Il peggioramento meteorologico era stato previsto anche dall’allerta per temporali, piogge intense e raffiche di vento sul Nordest.

Bloccati sul ghiacciaio della Marmolada a 3.070 metri

Quando il secondo intervento era ancora in corso è arrivata una nuova richiesta di aiuto.

Intorno alle 23, due alpinisti nati nel 1987, residenti rispettivamente a Milano e in provincia di Oristano, hanno contattato il 112.

Si trovavano sul ghiacciaio della Marmolada, a circa 3.070 metri di quota, ed erano infreddoliti e impossibilitati a proseguire.

Anche in questo caso le condizioni meteorologiche rendevano inizialmente impossibile l’intervento dell’elicottero.

La Centrale Unica di Emergenza ha quindi attivato la Stazione Alta Val di Fassa, i cui operatori hanno cominciato l’avvicinamento a piedi da Passo Fedaia.

Una finestra di bel tempo permette il salvataggio

Durante l’avvicinamento delle squadre a terra si è però aperta una finestra di condizioni meteorologiche favorevoli.

L’elicottero ha potuto decollare e raggiungere i due alpinisti sul ghiacciaio, recuperandoli con il verricello e trasportandoli a valle.

L’ultimo intervento della notte si è concluso intorno alle 3.20.

Le condizioni meteorologiche e l’impervietà del territorio stanno rendendo particolarmente complessi numerosi interventi sulle montagne del Nordest: recentemente una famiglia con due bambini era rimasta bloccata a 2.180 metri sul Monte Siera a causa di nebbia e sentiero franato.

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