TreeArt Festival chiude a Buttrio: 4 giorni, 15 incontri e il ritorno nel 2027 con lo Spazio
Alla Villa di Toppo Florio quattro giorni tra scienza, arte e spettacolo. Tutto esaurito per Gabriella Greison.
BUTTRIO - Si è chiusa a Buttrio la settima edizione del TreeArt Festival, quattro giorni di appuntamenti alla Villa di Toppo Florio e nel parco storico dedicati al tema “Tempo: il ritmo della Terra”. Il bilancio finale parla di una ventina di ospiti tra ricercatori, docenti, ecologi, architetti, urbanisti, scrittori e divulgatori, una quindicina di incontri, sette spettacoli dal vivo e due laboratori, con la conferma del ritorno nel 2027 per il secondo capitolo del progetto triennale “TreeLogy”, che sarà dedicato allo Spazio.
Il festival, ideato e curato da Patrizia Minen e promosso dall’associazione TreeArt con il contributo della Regione, il sostegno di Fondazione Friuli, la collaborazione del Comune di Buttrio e dell’Ert Fvg, ha concentrato in un unico programma divulgazione scientifica, arti performative e riflessione sul rapporto tra uomo, natura e futuro.
Tra gli appuntamenti più seguiti dell’edizione appena conclusa anche la presenza di Gabriella Greison, fisica, scrittrice e divulgatrice scientifica, protagonista di uno spettacolo accolto dal tutto esaurito. Il festival di quest’anno è stato raccontato anche nel programma del Treeart Festival Buttrio.
La mostra di Celiberti resta visitabile fino al 1 agosto
Uno dei lasciti concreti dell’edizione 2026 riguarda il doppio omaggio a Giorgio Celiberti. Da una parte la mostra personale dell’artista, che resterà visitabile fino al 1 agosto; dall’altra la stele monumentale “Lettera aperta”, destinata a entrare stabilmente nel museo d’arte contemporanea a cielo aperto del parco della villa.
La sede del festival, la Villa di Toppo Florio, si conferma così anche spazio espositivo permanente, oltre che luogo di incontri e spettacoli.
Il tema del tempo tra clima, città e paesaggio
Il filo conduttore della settima edizione è stato il tempo, letto non solo come successione delle stagioni ma come chiave per interpretare i cambiamenti climatici, il mutare dei paesaggi e il ruolo degli alberi come archivi viventi della memoria del pianeta.
A guidare questo percorso di riflessione sono stati anche i rappresentanti del comitato scientifico del festival, Fabio Salbitano, ecologo forestale e docente dell’Università di Sassari, e Maurizia Sigura, docente dell’Università di Udine. Salbitano ha richiamato l’attenzione sul fatto che il cambiamento climatico non riguarda soltanto l’aumento delle temperature, ma una vera riconfigurazione dei tempi del clima, con fenomeni che un tempo si sviluppavano nell’arco di decenni e oggi si concentrano in pochi anni o addirittura nella stessa stagione.
Nel ragionamento proposto al pubblico, gli alberi diventano quindi anche uno strumento di progettazione civile: parlare di verde urbano significa parlare di città più abitabili, infrastrutture verdi e paesaggi capaci di reggere meglio gli effetti della crisi climatica.
Il progetto TreeLogy guarda già alla prossima edizione
Con la chiusura del festival si conclude il primo capitolo di “TreeLogy”, il percorso triennale avviato quest’anno per mettere in dialogo arte e scienza sui grandi temi contemporanei. Dopo il Tempo, il tema scelto per la prossima edizione sarà lo Spazio, inteso come luogo di relazione tra ambiente, paesaggio e comunità.
Patrizia Minen, direttrice artistica del festival, ha parlato di un’edizione segnata dalla qualità del confronto tra discipline, linguaggi e pubblici diversi. L’obiettivo dichiarato resta quello di costruire un festival capace di usare la funzione degli alberi nel pianeta e nelle città come chiave per immaginare modi diversi di abitare il mondo.
L’appuntamento, dunque, è già fissato per il 2027, quando TreeArt Festival tornerà a Buttrio per proseguire il percorso tra ricerca scientifica, arti e natura avviato con questa settima edizione.