Treviso, a Palazzo Bomben il film di Crivaro chiude l'estate e racconta il turismo

Mercoledì 4 novembre alle 20.30 nuovo appuntamento di “Paesaggi che cambiano” con interventi di Gaetano Crivaro e Marco Pavan.

02 novembre 2026 10:27
Treviso, a Palazzo Bomben il film di Crivaro chiude l'estate e racconta il turismo -
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Paesaggi che cambiano

rassegna cinematografica dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011)

  • mercoledì 4 novembre ore 20.30 Auditorium di palazzo Bomben, via Cornarotta 7, Treviso

Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro

Mercoledì 4 novembre alle ore 20.30, prosegue, nell’auditorium di palazzo Bomben di Treviso, la rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Simonetta Zanon, e dedicata ad Andrea Zanzotto (1921-2011). In programma la proiezione del film Cosa rimane quando il mare si muove di Gaetano Crivaro (Italia, 2026, 67’). Interverranno Gaetano Crivaro e Marco Pavan (documentarista e fotografo). Come ogni anno, in Sardegna, i forti venti di maestrale e le prime piogge di settembre e ottobre, spazzano via la bella stagione e, con lei, spariscono chioschi, ombrelloni, sedie sdraio, canoe, tavole da surf, creme solari. Studiosi e volontari provano a incollare i frammenti sparpagliati qua e là da un turismo che diventa sempre più massivo.

Il mare prova a riprendere ciò che gli appartiene, per quel breve tempo in cui glielo concediamo. Un film sui sogni e le aspettative, le promesse mancate, il futuro incerto di una classe di lavoratori su cui la politica ha caricato il peso di una intera economia; sul lavoro stagionale nel periodo in cui non si lavora, il controcampo dell’estate ma anche il racconto di uno spazio conteso, al confine tra terra e mare.

Note di regia (Gaetano Crivaro)

«L’idea di questo film non è nata in un momento preciso, ma fa parte di un percorso di ricerca sui formati, sulle immagini, sugli immaginari e di osservazione dei processi coloniali in alcuni territori periferici. Ho girato il film in Sardegna, dove vivo da oltre dieci anni. Qui il turismo scandisce il ritmo della vita, cambia il modo in cui gli abitanti percepiscono la propria casa, perché per i visitatori questi luoghi esistono soprattutto come destinazioni di vacanza. Le aree costiere e quelle dell’entroterra funzionano a due velocità: l’estate, frenetica, affollata, quasi urbana, e l’inverno più lento, intimo, silenzioso. Il film si concentra su questo tempo più lento, esplorando uno spazio ricco di significati: la spiaggia, oggetto di desiderio, miniera d’oro, simbolo del turismo di massa. Di solito pensiamo alle industrie come a ciminiere, fumo e rumore, e al turismo come folclore e colore, gruppetti di croceristi in pantaloncini e infradito che affollano confusamente le strade delle città di mare. Ma il turismo è in realtà molto più un’industria di quanto tendiamo a credere. Il turismo è delocalizzato – inquina un po’ ovunque – mentre le fabbriche inquinano molto, ma in un solo luogo. Ci troviamo globalmente a fare i conti con un turismo confuso, sviluppato senza programmazione, senza gestione e senza pianificazione. Il film è nato in questo contesto, con il desiderio di indagare uno spazio costiero estremamente fragile (la spiaggia), ora che il turismo viene venduto, in alcuni territori, come l’unica via possibile. Cosa rimane quando il mare si muove invita anche a riflettere sul nostro impatto – non solo sulle spiagge, ma su tutti gli ecosistemi che tocchiamo».

L'ultimo appuntamento della rassegna

La rassegna si concluderà mercoledì 18 novembre alle ore 20.30, nell’auditorium di Palazzo Bomben di Treviso, con la proiezione di due lavori che mettono al centro il fiume Sile di Treviso: Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner (1949, 18’) e Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin (2026, ca 10’). Interverranno Marisa Mestriner, Alessio Barbazza (critico e giornalista cinematografico), Alessandro Casellato (professore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari), Luigi Latini (direttore della Fondazione Benetton), Francesco Vallerani (geografo), Marco Zuin (autore e regista di cinema documentario).

Informazioni

  • Ingresso libero, con inizio alle ore 20.30. Auditorium di palazzo Bomben, via Cornarotta 7, Treviso. Verranno riconosciuti i crediti formativi agli iscritti all’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti e Conservatori.

Gaetano Crivaro (Cosa rimane quando il mare si muove)

Crotone, 1983, è un regista, fotografo e ricercatore indipendente. Dalla Calabria si trasferisce prima a Roma poi a Barcellona e Valencia, per stabilirsi poi in Sardegna. Si laurea in Comunicazione presso l’università di Roma la Sapienza. Nel 2019 fonda la casa di produzione Ruga Film. Nel 2021, il film collettivo Rondò final è in concorso internazionale alla 52° edizione del festival Visions du Réel e al 62° Festival dei Popoli. È uno degli autori del film collettivo Nella colonia penale, Marco Zucchi Award - Semaine de la Critique - Festival di Locarno 2025 e Premio Corso Salani 2026 - Trieste Film Festival. Dedica molta parte delle sue ricerche al cinema d’archivio e ai formati analogici, specialmente il 16MM, realizzando diversi laboratori e progetti collaborativi. Il suo ultimo film, Cosa rimane quando il mare si muove, del 2026, riceve il premio come Miglior film per l’innovazione cinematografica al Bellaria Film Festival.

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