Robe da Mati chiude il decennale sold out e da autunno si allarga ai quartieri di Treviso
La rassegna di Sol.Co. chiude l’edizione 2026 con affluenza record e annuncia una nuova fase itinerante in città.
TREVISO - Il decennale di Robe da Mati si chiude con il tutto esaurito e una novità già fissata per i prossimi mesi: da autunno 2026 il festival uscirà dai luoghi tradizionali per proporre appuntamenti distribuiti nei quartieri di Treviso. La prima data della nuova fase è annunciata al Cinema Edera, mentre l’edizione appena conclusa ha registrato un’affluenza record tra l’anteprima in Sol.Co. e i due sold out all’Auditorium Santa Caterina.
La notizia principale, oltre al bilancio positivo della decima edizione, è proprio il cambio di formato. Dopo dieci anni di attività, la rassegna ideata e promossa dalla cooperativa sociale Sol.Co. punta a diventare un progetto culturale più diffuso durante tutto l’anno, con l’obiettivo di raggiungere pubblici diversi e mantenere aperta in città una riflessione continua sui temi della salute mentale e della fragilità.
I numeri del decennale e gli spettacoli sold out
L’edizione 2026, intitolata “Matto a chi?”, ha confermato la capacità del festival di attirare pubblico su linguaggi molto diversi, dalla musica al teatro, dalla satira alla filosofia. Alla preview “È quasi… Robe da Mati” si è aggiunta la forte partecipazione agli spettacoli principali, con due serate sold out per Roberto Mercadini e Arianna Porcelli Safonov sul palco dell’Auditorium Santa Caterina.
Mercadini ha portato un monologo sul senso del vivere, mentre Porcelli Safonov ha proposto il suo sguardo satirico sulla società contemporanea, lavorando sul confine tra normalità e follia. Una presenza, quella dell’artista, che a Treviso aveva già chiuso nei giorni scorsi Robe da Mati.
Secondo Sol.Co., il risultato del 2026 conferma l’evoluzione della manifestazione, nata nel 2016 e diventata negli anni una delle rassegne più riconoscibili del territorio trevigiano. Il titolo scelto per questa edizione ha fatto da filo conduttore a un programma costruito per mettere in discussione stereotipi e pregiudizi legati al disagio mentale.
La nuova fase: appuntamenti nei quartieri e prima data al Cinema Edera
A spiegare la direzione del festival è il direttore artistico Nicolò Martin, che annuncia il passaggio a una formula itinerante: l’idea è portare la rassegna oltre i luoghi abituali, con eventi in spazi diversi della città. Il primo appuntamento della nuova fase è previsto all’inizio dell’autunno al Cinema Edera, mentre è in preparazione un cartellone più ampio.
L’obiettivo, nelle parole del direttore artistico, è far crescere il festival e renderlo ancora più presente sul territorio, mantenendo la gratuità delle iniziative e l’accesso aperto all’intera cittadinanza. Proprio l’alta affluenza registrata nel 2026, con la difficoltà di accogliere tutti gli interessati in alcune serate, ha spinto gli organizzatori a immaginare una presenza più capillare in città.
Salute mentale e spazi culturali accessibili
Per la presidente di Sol.Co. Luciana Cremonese, il decennale conferma che Robe da Mati è ormai un progetto riconosciuto dal territorio. In questi dieci anni, spiega, la cooperativa ha lavorato per usare arte, cultura e teatro come strumenti accessibili anche a chi, per ragioni economiche, fatica ad avvicinarsi a queste esperienze.
Accanto all’aspetto culturale resta centrale il lavoro contro lo stigma che accompagna il disagio psichico, un tema che nel Nordest torna anche in iniziative come il murale dedicato a Basaglia e alla salute mentale presentato a Gorizia. Nel caso di Robe da Mati, il festival continua a usare spettacolo e incontro pubblico per affrontare questi temi in modo accessibile.
Cremonese sottolinea anche un dato concreto emerso in questa edizione: la risposta del pubblico è stata così alta da non consentire sempre di accogliere tutte le richieste. Un elemento che, oltre al rammarico per chi è rimasto fuori, viene letto dagli organizzatori come segnale di un bisogno reale di luoghi culturali capaci di affrontare questi argomenti con profondità ma senza barriere.
Enti coinvolti e rete del festival
Robe da Mati 2026 è organizzato da Sol.Co. con il contributo istituzionale e organizzativo del Comune di Treviso. L’iniziativa ha inoltre il patrocinio della Provincia di Treviso, della Regione del Veneto, dell’ULSS 2 Marca Trevigiana, di Confindustria Veneto Est, della Camera di Commercio di Treviso-Belluno-Dolomiti, di Confcooperative Belluno e Treviso, del CSV Belluno Treviso e del Centro della famiglia.
Tra gli sponsor figurano Labomar, Bigaran, Consorzio Intesa CCA, Colfert, Banca CMB, Contarina SpA, Carat Servizi, Vettorello, Sumus, Service Vending e Pizzolato. Il festival fa parte anche del cartello Rete Eventi della Provincia di Treviso e di Treviso Festival, la rete dei festival culturali della città.