Caro carburanti, trasporti sociali per anziani e fragili a rischio stop

Carburanti in aumento fino al 20%: a rischio i trasporti solidali per anziani e fragili nel trevigiano.

27 marzo 2026 10:15
Caro carburanti, trasporti sociali per anziani e fragili a rischio stop -
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TREVISO - Gli aumenti del costo dei carburanti dovuti al conflitto in Medio Oriente, stimati da alcuni analisti attorno al 20%, rischiano di mettere in crisi l’intero sistema dei trasporti sociali svolti dalle associazioni di volontariato anche nel trevigiano.

Tra questi, la rete associativa di “Stacco” impegnata ogni giorno con i propri volontari nel trasporto di anziani, disabili e persone fragili verso strutture sanitarie, medici di base, farmacie, negozi per acquisti di prima necessità, centri sollievo, strutture religiose e ritorno. Gli aumenti rischiano di imporre la diminuzione di prese in carico all’intera rete, che si regge sul lavoro di oltre 600 volontari nella Marca, e che eroga i trasporti a titolo totalmente gratuito per gli utenti. Quest’ultimi, gli utenti, sono persone in condizione di fragilità fisica e sociale: senza questo tipo di servizio potrebbero vedersi costrette a rinunciare a recarsi dal medico di base, in ospedale, in farmacia o al supermercato, con le gravi conseguenze che da tutto ciò derivano.

I numeri di “Stacco” parlano di una realtà in crescita di anno in anno nella Marca. Nell’ultima annualità di esercizio (ovvero da novembre 2024 ad ottobre 2025) sono stati 245.795 i chilometri percorsi dai volontari, 7.886 i trasporti solidali effettuati (+12% rispetto all’anno precedente), 75 i comuni coperti dal servizio nel territorio trevigiano. Le persone aiutate, che hanno potuto beneficiare del servizio di trasporto, sono state complessivamente 1.302. I volontari impegnati in questo servizio sono 610, di cui 479 come autisti dei mezzi. In totale sono oltre 40.000 le ore di volontariato effettuate dalla rete (con costo figurativo pari a 800.000 euro calcolando un valore equivalente a 20 euro/ora per volontario). I mezzi utilizzati per i trasporti sono invece 109, tra auto (31), auto attrezzate (25), pulmini (3) e pulmini attrezzati per il trasporto disabili (50). Risultano rilevanti i trasporti riservati all’integrazione con il Progetto Sollievo Alzheimer sostenuto dalla Regione del Veneto: gli accompagnamenti verso i Centri Sollievo sono stati 3.757 nel 2025. Sono 28 le associazioni trevigiane attivamente coinvolte. La Regione del Veneto finanzia annualmente il progetto con un contributo per il trevigiano di 160.000 euro, risorse necessarie al rifornimento e manutenzione dei mezzi utilizzati e ad altri costi fissi necessari all’erogazione del servizio. Gli operatori invece non percepiscono alcun compenso, trattandosi appunto di attività di volontariato. Attivo nel trevigiano dal 2014, “St.acco” Treviso, che vede come capofila di progetto Volontarinsieme OdV. I volontari si troveranno nei prossimi giorni per fare il punto della situazione.

“La situazione è critica, gli aumenti dei costi dei rifornimenti rischiano di mettere in crisi l’intero sistema dei trasporti solidali - spiega Anna Corò, presidente di Volontarinsieme OdV – un fattore che aggrava una situazione già sufficientemente precaria, a causa degli alti costi di gestione e manutenzione dei mezzi di trasporto, al numero contenuto di volontari e agli oneri cui le associazioni devono far fronte, ormai equiparate a delle imprese dal punto di vista della mole di burocrazia con cui fare i conti. Nel territorio trevigiano il trasporto sociale, anche dentro al sistema Stacco, funziona bene nel coordinamento, ma il carico di richieste supera le risorse reali: la differenza viene coperta dai volontari, con il loro tempo e spesso anche con le loro risorse economiche. Questo è il punto critico: il sistema regge, ma scaricando verso il basso. Se si fermano i trasporti sociali, il rischio è che a pagare le conseguenze di questa situazione siano, come sempre, le persone fragili, i soggetti più deboli della società. Per questo chiediamo a Regione e Comuni un confronto serio e consapevole con la massima urgenza, per trovare una soluzione che ci consenta di proseguire nei trasporti sociali per gli utenti fragili. Il ruolo svolto dalle associazioni è di vitale importanza per la tenuta del tessuto sociale, per il sostegno alle fasce più deboli, e a beneficiarne sono le comunità locali. Il problema non è organizzativo e temporaneo, ma strutturale ed evidenzia responsabilità sistemiche, inoltre legato al contesto territoriale; serve quindi una risposta pubblica, non solo buona volontà”.

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