Sanità, oltre 30 mila chiamate al 116117 nel primo mese su scala regionale

Dal 13 aprile al 12 maggio circa mille contatti al giorno: risposta immediata nell’86% dei casi e attesa media di 90 secondi.

25 maggio 2026 22:08
Sanità, oltre 30 mila chiamate al 116117 nel primo mese su scala regionale -
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TRIESTE - A un mese dall’estensione del numero unico 116117 a tutto il territorio regionale, i primi dati sull’attività indicano un utilizzo costante del servizio per le cure mediche non urgenti. Dal 13 aprile al 12 maggio, cioè dopo la conclusione della fase sperimentale, la centrale operativa ha gestito 30.844 chiamate, con una media di circa mille contatti al giorno.

A commentare i risultati è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, secondo cui i numeri confermano la validità della scelta di portare il servizio su scala regionale. L’assessore ha parlato di uno strumento che sta iniziando a ridurre quel disorientamento che spesso accompagna i cittadini prima di individuare la risposta più adatta al proprio bisogno.

Secondo il report, l’86% delle chiamate riceve una risposta immediata al primo contatto, mentre il tempo medio di attesa si attesta intorno ai 90 secondi. Per Riccardi, il sistema consente di distinguere i bisogni reali di continuità assistenziale dalle urgenze, recuperando appropriatezza e contribuendo a ridurre gli accessi impropri nei Pronto soccorso.

La provincia di Udine risulta il principale bacino di utenza, con il 34% delle chiamate complessive. Seguono Pordenone con il 21% e Trieste con il 20%. La parte prevalente delle richieste riguarda la Continuità assistenziale, cioè l’ex Guardia medica.

Le chiamate di competenza dell’emergenza, indirizzate a Sores, sono state 219 su oltre 60.000 contatti totali gestiti dall’avvio di gennaio. Un dato che, nelle valutazioni della Regione, viene letto come indicativo della capacità di filtro del servizio.

Tra gli aspetti evidenziati dall’assessore c’è anche l’introduzione della figura laica nella gestione del primo contatto. Riccardi ha spiegato che, di fronte alla limitata disponibilità di personale infermieristico, l’operatore laico preparato, affiancato all’infermiere, si sta dimostrando un supporto efficace, assicurando che ogni chiamata si concluda con una risposta o con un’indicazione per l’utente, senza lasciare il cittadino senza orientamento.

Riccardi ha definito il 116117 uno dei pilastri della nuova assistenza territoriale che la Regione sta costruendo insieme alla sanità territoriale e che dovrà essere sempre più integrato con la medicina generale. Ha aggiunto che il prossimo obiettivo è concentrare istituzionalmente questo tipo di servizi in un unico punto di governo regionale, così da consolidare strumenti ritenuti utili a garantire risposte e a ridurre le tensioni nel sistema di salute.

Il bilancio del primo mese pienamente operativo su scala regionale riguarda quindi 30.844 chiamate tra il 13 aprile e il 12 maggio, con 219 contatti di competenza dell’emergenza su oltre 60.000 gestiti complessivamente dall’avvio di gennaio.

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