Trieste, al Caffè degli Specchi il confronto su “Le ragioni di Giuda” con Tommaso Cerno
L’incontro al Caffè degli Specchi è stato introdotto dall’assessore Fabio Scoccimarro, con un intervento su libertà di pensiero.
TRIESTE - Al Caffè degli Specchi si è tenuto oggi, 3 settembre 2026, un confronto pubblico a partire da “Le ragioni di Giuda”, l’ultimo libro di Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale. A introdurre la conversazione tra Cerno e Ferdinando Avarino è stato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, che ha inquadrato il volume come uno spunto di discussione sul tradimento, sulla libertà di pensiero e sulla possibilità di cambiare posizione seguendo la propria coscienza.
Nel suo intervento, Scoccimarro ha definito il libro «non solo un titolo, ma un invito a discutere senza pregiudizi, a non accettare verità imposte e a difendere la libertà di pensiero, anche quando costa fatica, isolamento o sacrificio personale», aggiungendo che questo atteggiamento, a suo giudizio, Cerno lo pratica nel proprio lavoro.
Il senso del libro al centro dell’incontro
Secondo l’assessore, il titolo del volume è volutamente provocatorio e serve ad aprire una riflessione sul significato del tradimento, sul coraggio di andare controcorrente e sul diritto di rivedere le proprie posizioni quando lo impone la coscienza. Il confronto triestino è partito proprio da questi temi, messi al centro del dialogo con Ferdinando Avarino.
Scoccimarro ha anche ricordato un episodio personale legato a Cerno: per i suoi cinquant’anni gli aveva regalato un elmetto da generale italiano, definendolo un dono ironico perché, ha spiegato, «Tommaso è sempre in prima linea». Nello stesso passaggio ha richiamato il fatto che il direttore de Il Giornale vive sotto scorta, collegando questa condizione al suo lavoro e alle sue prese di posizione pubbliche.
I riferimenti a Grilz, al terremoto del Friuli e agli Anni di piombo
Nel corso dell’introduzione, Scoccimarro ha citato anche Almerigo Grilz, indicandolo come figura da cui ha imparato il valore del coraggio controcorrente. Un altro riferimento è stato quello al terremoto del Friuli: «Tommaso era nato un anno prima, io facevo il volontario spalando macerie, ed entrambi abbiamo imparato da lì», ha detto l’assessore, richiamando quell’esperienza come passaggio formativo.
Infine, l’intervento si è spostato sul clima politico e sui rischi legati all’intolleranza. Scoccimarro ha richiamato la contrapposizione degli Anni di piombo, sostenendo di vedere riaffiorare, nelle frange più estreme, segnali di una nuova rigidità politica.
A questo ha collegato un ultimo passaggio sul rischio del pensiero unico, con un riferimento critico a «certa sinistra». «Quando qualcuno pretende di avere una superiorità morale e di essere l’unico depositario della verità - ha affermato - il confronto politico finisce e cominciano la delegittimazione, l’insulto e, nei casi più gravi, l’intimidazione».
L’appuntamento si è svolto al Caffè degli Specchi di Trieste ed è stato costruito come una conversazione pubblica tra Tommaso Cerno e Ferdinando Avarino a partire dall’ultimo volume firmato dal direttore de Il Giornale.