Trieste Calling The Boss 2026, dal 6 al 9 agosto quattro giorni di rock in città
Quattordicesima edizione nel cartellone di TriesteEstate: appuntamenti tra mare, dibattiti e live a ingresso libero.
TRIESTE - Quattro giorni di musica e incontri dedicati al rock e all’universo di Bruce Springsteen: dal 6 al 9 agosto 2026 torna Trieste Calling The Boss, festival arrivato alla quattordicesima edizione e inserito nel cartellone di TriesteEstate. Il programma si distribuisce in più punti della città, da Piazza Verdi alla zona del mare, con appuntamenti a ingresso libero e una formula che unisce concerti, racconti e approfondimenti.
Nato nel 2012 per festeggiare il concerto di Springsteen a Trieste, il festival organizzato dall’associazione Trieste is Rock con l’apporto di Good Vibrations Entertainment è diventato negli anni un appuntamento fisso dell’estate cittadina. Il filo conduttore resta il rock in senso ampio, dalle sonorità più elettriche ai set più raccolti e cantautorali.
Il debutto tra terrazza sul mare e Piazza Verdi
La giornata inaugurale di giovedì 6 agosto ruoterà attorno al mare. Il primo appuntamento è fissato alle 17.45 alla Terrazza della Lega Navale, in Molo Fratelli Bandiera 9, con ingresso gratuito.
Qui è in programma l’incontro “Da Woody Guthrie a Bruce Springsteen, da ‘This land is your land’ a ‘Streets of Minneapolis’: la musica come strumento sociale e di protesta”, dedicato al rapporto tra canzone, impegno civile e racconto politico. L’analisi partirà da Woody Guthrie per arrivare fino ai giorni nostri, con un focus sul percorso artistico di Springsteen e sulle testimonianze di chi si è ispirato a quei valori anche nella propria attività pubblica.
Interverranno Massimo Bonelli, manager discografico con una lunga esperienza tra EMI e Sony Music accanto ad artisti come Bob Dylan e Bruce Springsteen; Dario Migliorini, scrittore, blogger e autore del progetto Words & Music; e Roberto Cosolini, già sindaco di Trieste e tra i promotori del concerto di Springsteen del 2012.
La parte musicale dell’incontro sarà affidata ad Anthony Basso, chitarrista udinese.
Il live serale con i Blood Brothers
In serata il festival si sposta in Piazza Verdi, dove alle 21.15 è previsto l’headliner della prima giornata, sempre a ingresso libero: sul palco saliranno i Blood Brothers – The Bruce Springsteen Show, tribute band di Livorno da anni presenza abituale della rassegna.
Il set annunciato guarderà in particolare al “Land of Hope and Dreams Tour 2026”, con una scaletta ispirata al repertorio del rocker americano. Il gruppo è indicato dagli organizzatori come una delle tribute band europee più riconoscibili nel repertorio springsteeniano.
Un festival diffuso in più luoghi della città
L’edizione 2026 si sviluppa in diverse location triestine, richiamate già nell’impianto del festival: Piazza Verdi, Sartorio, San Giusto e Ausonia. La scelta conferma la formula diffusa dell’evento, che alterna spazi centrali e affacci sul mare.
Nel cartellone generale compaiono, oltre ai Blood Brothers, anche Lovesick Duo, Bound for Glory, Renato Tammi, Jay Tommasini, Carlo Ozzella e Daniele Tenca. Tra i nomi segnalati per la parte musicale della prima giornata figurano anche Federica Crasnich, musicista di Capriva del Friuli già presente in precedenti edizioni del festival e del contest “Cover Me”, e Armandito, giovane artista triestino italo-dominicano che mescola urban, reggaeton e cantautorato contemporaneo.
Per chi segue i festival estivi dedicati alla musica dal vivo nel Nordest, l’appuntamento triestino si inserisce in una stagione che comprende anche rassegne come il Treviso Blues Festival.
Le origini del festival
Trieste Calling The Boss è nato quattordici anni fa attorno all’eco del concerto di Bruce Springsteen in città ed è cresciuto come appuntamento capace di richiamare pubblico locale e appassionati in arrivo da fuori Trieste. L’impostazione, fin dall’inizio, è stata quella di allargare il festival a pubblici diversi e a più sfumature del rock, senza fermarsi alla sola dimensione tributo.
Nel tempo la manifestazione ha affiancato ai live anche momenti di confronto e riflessione, una scelta che ritorna nell’apertura 2026 con l’incontro sulla canzone come strumento sociale e di protesta. Un’impostazione che richiama, per taglio musicale e attenzione agli interpreti, anche appuntamenti come il concerto dei Quinteto Porteno proposto a Zoppola alla fine di luglio.
Il festival proseguirà fino a domenica 9 agosto in altre sedi cittadine indicate nel programma generale, tra cui Sartorio, San Giusto e Ausonia, mantenendo come tratto comune l’ingresso libero agli appuntamenti annunciati per la giornata inaugurale.