Casa e social housing, la Regione Fvg accelera sulle nuove politiche abitative

A Trieste il confronto internazionale sul futuro dell’abitare: al centro fondi europei, edilizia pubblica, costi e inclusione nei centri

05 giugno 2026 13:51
Casa e social housing, la Regione Fvg accelera sulle nuove politiche abitative -
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TRIESTE - Il tema della casa torna al centro del dibattito regionale con un doppio obiettivo: farsi trovare pronti rispetto alle future politiche europee e rafforzare il sistema dell’abitare pubblico e sociale. È questo il messaggio emerso a Trieste durante la conferenza “From West to East: Building a brighter housing future”, dove l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante ha richiamato le misure già adottate dal Friuli Venezia Giulia sul fronte residenziale.

Secondo quanto spiegato dall’assessore, la Regione ha già affrontato il tema con la legge 8 del 2025 e, nel corso di quest’anno, con il provvedimento dedicato alla componente pubblica del social housing. Un passaggio che, nelle intenzioni della Giunta, serve ad anticipare gli sviluppi normativi europei e a preparare il territorio a intercettare i futuri trasferimenti di risorse destinati a ricostruire un patrimonio pubblico di alloggi adeguato, in particolare per la cosiddetta fascia grigia e per le nuove esigenze dei lavoratori.

Il confronto europeo a Trieste

L’incontro ospitato nel capoluogo giuliano ha riunito Housing Europe, Federcasa, ATER Trieste e relatori internazionali, con l’obiettivo di discutere una delle questioni considerate centrali per i prossimi anni in Europa: l’accesso all’abitare e l’equilibrio tra offerta pubblica, sostenibilità economica e qualità urbana.

Amirante ha sottolineato che il Friuli Venezia Giulia ritiene necessario muoversi in anticipo sull’assetto del sistema casa, così da non arrivare impreparato quando saranno definite le prossime linee europee e i relativi strumenti di finanziamento.

I modelli osservati in Europa

Nel confronto internazionale, uno dei riferimenti richiamati è stato Vienna, indicata come esempio di modello che ha investito con continuità sulla residenzialità e sulla gestione pubblica. Un’esperienza considerata vicina anche alla tradizione storica di parte del territorio regionale.

Accanto a questo, la Regione guarda con interesse anche ad altre soluzioni legate alla prefabbricazione, intesa come industrializzazione del processo costruttivo. L’obiettivo dichiarato è contenere i costi e rendere l’abitazione più accessibile.

Non solo alloggi: il nodo è urbanistico

Nel suo intervento, l’assessore ha insistito su un punto: la questione abitativa non riguarda soltanto il numero di case disponibili, ma è prima di tutto una sfida urbanistica. Una politica efficace, è stato osservato, non può limitarsi ad aumentare il patrimonio edilizio pubblico e privato a canoni calmierati, ma deve poggiare su scelte di pianificazione strategica.

In questo quadro, collocare l’edilizia sociale in aree prive di servizi o isolate rispetto ai bisogni quotidiani della comunità rischia, secondo Amirante, di non assolvere alla funzione sociale che queste politiche dovrebbero garantire all’intera collettività.

Inclusione e ritorno ai centri urbani

La linea indicata dalla Regione punta quindi a una reale mixité di funzioni all’interno del tessuto urbano, con l’integrazione di fasce sociali ed economiche diverse. Per l’assessore, l’obiettivo deve essere favorire l’inclusione, riportando i cittadini verso i centri urbani e i cuori dei paesi e contrastando, in questo modo, il rischio di marginalizzazione verso le periferie.

Il confronto di Trieste ha così messo in evidenza i due assi su cui si giocherà la partita dei prossimi anni: da un lato il rafforzamento del patrimonio pubblico e del social housing, dall’altro una pianificazione urbana capace di legare casa, servizi e qualità della vita.

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