Trieste, Cavana Stories torna il 18 giugno: tour notturno tra Joyce, Cittavecchia e la Trieste “Out of Bounds”

Ritrovo alle 21 in piazza Cavana: prenotazione obbligatoria, percorso adatto dai 12 anni e chiusura all’Arco di Riccardo.

16 giugno 2026 10:35
Trieste, Cavana Stories torna il 18 giugno: tour notturno tra Joyce, Cittavecchia e la Trieste “Out of Bounds” -
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TRIESTE – Giovedì 18 giugno 2026 alle 21 torna Cavana Stories con il secondo appuntamento di giugno: un percorso notturno tra le vie della Cittavecchia che mette insieme letteratura, memoria urbana e storia del quartiere di Cavana. Il tour partirà da piazza Cavana e accompagnerà i partecipanti in uno dei rioni più identitari della città, raccontato attraverso James Joyce ma anche attraverso le sue trasformazioni nel tempo.

L’iniziativa è il 36esimo tour promosso da Cizerouno in collaborazione con l’Associazione Guide Turistiche del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito della rassegna Cavana Stories, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Assessorato Attività Produttive e Turismo.

A guidare il percorso sarà Francesca Pitacco, voce narrante di un progetto avviato nel giugno 2019 e che finora ha coinvolto oltre 889 persone. Il tour attraversa la Cavana più nota, quella legata alla “night town” di Joyce, ma anche la zona popolare delle osterie, dei pescatori, dei consolati e delle figure rimaste nella memoria cittadina.

Chi vuole approfondire il progetto può leggere anche il precedente appuntamento di Cavana Stories.

Dove si parte e come partecipare

Il ritrovo è fissato davanti alla Farmacia Al Redentore in piazza Cavana. La partenza è prevista alle 21.

La partecipazione costa 15 euro, con pagamento in loco. La prenotazione è obbligatoria e va effettuata scrivendo a [email protected].

Secondo le informazioni diffuse dagli organizzatori, il percorso non presenta particolari difficoltà ed è adatto a un pubblico dai 12 anni in su. In caso di maltempo, l’eventuale annullamento verrà comunicato ai partecipanti nel pomeriggio dello stesso giorno.

Cosa racconta il tour nel quartiere di Cavana

Il filo conduttore della serata è la pluralità di volti che Cavana ha avuto negli anni. Francesca Pitacco racconterà un quartiere che non è stato soltanto scenario letterario, ma anche uno spazio concreto della vita cittadina: sede di consolati, rifugio per pescatori, dedalo di osterie e luogo capace di ispirare artisti e scrittori.

Nei racconti del progetto sono già passati personaggi e autori molto diversi: Zeno Cosini con i suoi tormenti amorosi, le poesie di Umberto Saba, le canzoni popolari, i ricordi di Pino Roveredo, le vicende narrate da Ricarda Huch. E poi James e Nora, insieme a figure come la Muta, la Fernanda, la Zingara e la Francese, nomi che appartengono alle memorie del rione.

L’itinerario punta quindi a restituire la stratificazione del quartiere, senza fermarsi all’immagine più conosciuta. Cavana viene riletta come luogo letterario, ma anche come spazio urbano segnato da abitudini, presenze e confini sociali molto precisi.

Dalla “night town” di Joyce alla Trieste proibita del dopoguerra

Uno dei passaggi centrali del tour riguarda proprio la doppia identità di Cavana. Da una parte c’è la “night town” evocata da James Joyce, richiamata anche ogni notte da uno dei neon del progetto Doublin’ su Palazzo Morpurgo in via della Pescheria. Dall’altra c’è la storia di una zona considerata tra le più “calde” della città.

Il percorso nei vicoli e nelle strade di Cavana riprende infatti anche la topografia della Trieste “Out of Bounds”, cioè una delle aree proibite alle truppe del Governo Militare Alleato di stanza in città fino al 1954. È un dettaglio che sposta il racconto dal solo immaginario letterario a una lettura più ampia della città, dei suoi limiti e della sua vita notturna nel dopoguerra.

La chiusura del percorso all’Arco di Riccardo

Il tour si concluderà davanti all’Arco di Riccardo. Qui il finale richiama altre memorie del quartiere, tra ricordi di terrano e opollo di Lissa, mentre risuonano le parole di Cavana, la poesia con cui Claudio Grisancich rende omaggio alla rassegna e ai suoi partecipanti.

È l’ultimo passaggio di un itinerario che usa il cammino serale per rileggere il quartiere attraverso storie, personaggi e tracce ancora presenti nelle sue strade.

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