Trieste, il Consiglio regionale boccia il referendum sulle Province: 24 no e 18 sì

Respinta in Consiglio regionale la richiesta delle opposizioni di consultare i cittadini sul ripristino delle Province a elezione diretta

11 giugno 2026 15:39
Trieste, il Consiglio regionale boccia il referendum sulle Province: 24 no e 18 sì -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha respinto la richiesta di indire un referendum consultivo sul ripristino delle Province come enti di area vasta eletti a suffragio universale diretto. La mozione 216 è stata bocciata con 24 voti contrari del Centrodestra e 18 favorevoli delle opposizioni.

La proposta chiedeva alla Giunta di consultare i cittadini prima della riforma degli enti di area vasta prevista con il disegno di legge 86, così da orientare le scelte del Consiglio regionale sulla base della volontà popolare. Il testo era firmato dal capogruppo Pd Diego Moretti e dagli altri consiglieri dem, con l'adesione di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, M5S e Open Sinistra Fvg. Serena Pellegrino di Avs ha poi votato a favore motivando la sua scelta in aula, mentre Marko Pisani (Ssk) non figurava tra i firmatari.

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Cosa prevedeva la mozione respinta

Nel documento si chiedeva di indire un referendum consultivo per interpellare i cittadini sul ritorno delle Province come enti di primo grado, con organi eletti direttamente. La richiesta comprendeva anche tempi certi per la consultazione, da svolgere prima del riassetto istituzionale degli enti di area vasta.

Tra i punti sollevati dai firmatari c'erano i possibili costi di gestione legati al ripristino degli apparati burocratici di area vasta, gli oneri per indennità e strutture di supporto, oltre alle divisioni emerse anche dentro la maggioranza sull'opportunità di tornare a questo modello.

La mozione richiamava inoltre il fatto che la riforma statutaria prevede espressamente l'ascolto delle popolazioni dei territori riferiti alle ex province di Gorizia, Udine, Trieste e Pordenone per definire confini e competenze dei nuovi enti.

Il percorso istituzionale dal 2014 a oggi

Nel testo respinto si ripercorreva anche la vicenda istituzionale degli ultimi anni. A gennaio 2014 il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia aveva presentato al Parlamento una proposta di legge nazionale approvata all'unanimità. Due anni dopo, l'intervento delle Camere aveva eliminato dallo Statuto speciale le Province come enti costitutivi della Regione.

Trieste, il Consiglio regionale boccia il referendum sulle Province: 24 no e 18 sì
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In quella fase erano state introdotte le Uti, le Unioni territoriali intercomunali, previste dalla legge regionale 26 del 2014 come enti associativi di supporto agli enti locali. Le Uti sono poi state abrogate nel 2019 dal Centrodestra con la legge regionale 21, che ha istituito gli Edr, enti di decentramento regionale, come nuovi soggetti strumentali di area vasta.

Nel resto d'Italia, invece, dopo la legge Delrio del 2014 le Province hanno mantenuto la natura costituzionale, ma con organi di secondo grado eletti dai rappresentanti dei Comuni e non direttamente dai cittadini.

La riforma approvata a gennaio 2023

Un altro passaggio centrale richiamato in aula riguarda l'iniziativa legislativa del Centrodestra approvata a maggioranza dal Consiglio regionale nel gennaio 2023. Quel provvedimento ha avviato la revisione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia per reintrodurre la possibilità di istituire enti di area vasta con organi elettivi scelti a suffragio universale e diretto.

La revisione è stata accolta definitivamente dal Senato il 21 gennaio scorso, aprendo così la strada al successivo intervento legislativo regionale. Sullo sfondo resta anche il dibattito più ampio sulla riorganizzazione amministrativa del territorio, già emerso negli ultimi mesi anche con la proposta di legge popolare sui due enti di area vasta in Friuli Venezia Giulia.

Come si è diviso il Consiglio

Le argomentazioni dei proponenti non hanno però modificato la posizione della maggioranza. Lega, Fedriga Presidente, Fratelli d'Italia e Forza Italia hanno votato contro la mozione, chiudendo il confronto sull'ipotesi di un passaggio referendario prima della riforma.

Trieste, il Consiglio regionale boccia il referendum sulle Province: 24 no e 18 sì
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Il voto ha quindi fissato un punto politico preciso: il percorso verso i nuovi enti di area vasta proseguirà senza referendum consultivo preventivo, nonostante la richiesta delle opposizioni di coinvolgere direttamente i cittadini delle ex province interessate.

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