Trieste, la Contrada presenta la stagione 2026-2027 con 12 spettacoli e 6 eventi

Dodici titoli in abbonamento da ottobre 2026 a maggio 2027 e sei appuntamenti speciali tra novembre, dicembre e gennaio

03 giugno 2026 12:01
Trieste, la Contrada presenta la stagione 2026-2027 con 12 spettacoli e 6 eventi -
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TRIESTE – Dodici spettacoli in abbonamento, da 8 ottobre 2026 a 16 maggio 2027, e sei appuntamenti speciali già in calendario compongono la stagione 2026-2027 della Contrada. Il cartellone alterna commedie, classici, adattamenti letterari e testi contemporanei, con interpreti come Ariella Reggio, Amanda Sandrelli, Anna Valle, Giampiero Ingrassia, Marisa Laurito, Iva Zanicchi, Vanessa Gravina, Claudio Greg Gregori, Nando Paone, Giuseppe Pambieri, Tosca D’Aquino, Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio.

Ad aprire la stagione sarà “Ocio alla debegnac!”, in scena dall’8 al 25 ottobre 2026. Lo spettacolo è scritto e diretto da Davide Calabrese, con Ariella Reggio e la compagnia stabile della Contrada, scenografie e costumi di Andrea Stanisci, musiche a cura di Anselmo Luisi e Enza De Rose. Calabrese porta sul palco una commedia psicologica dalle sfumature dark ambientata in una casa isolata nel bosco sloveno. Le protagoniste sono due donne costrette a condividere una stanza: una è cinica, burbera e amante della solitudine, l’altra è solare, entusiasta e logorroica. Per risolvere l’incompatibilità e decidere chi dovrà lasciare la stanza, stringono un patto basato su una scommessa emotiva: la prima che perderà la pazienza a causa delle provocazioni dell’altra dovrà andarsene. Quella che parte come una serie di dispetti innocenti si trasforma in una guerra psicologica surreale e grottesca. Lo scontro, spingendosi oltre ogni limite e riportando a galla ricordi e segreti del passato, fa emergere fragilità profonde e trasforma la vicenda in un’indagine sulle difese che le persone costruiscono per sopravvivere.

Dal 12 al 15 novembre 2026 il cartellone prosegue con “La bisbetica domata” da William Shakespeare, nell’adattamento di Francesco Niccolini e con la regia di Roberto Aldorasi. In scena Amanda Sandrelli insieme a Maurizio Zacchigna, Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Adriano Giraldi, Riccardo Naldini e Marzia Postogna; scene di Francesco Esposito, costumi di Giuliana Colzi, musiche a cura di Elena Nico. La rilettura proposta presenta Caterina non come una semplice bisbetica, ma come una ragazza libera e romantica che sogna l’amore dentro una società ipocrita. Quella che appare come una commedia diventa la tragedia di una sottomissione: nel tentativo di ribellarsi a un mondo maschilista, Caterina subisce la violenza pianificata di Petruccio, che punta a spezzarne lo spirito. Mentre sul palco si ride, dietro le quinte si consuma un incubo, con la protagonista piegata e abbandonata da tutti, privata della propria identità. Di fronte al silenzio della sua prigione domestica, al pubblico resta l’amara finzione di un lieto fine che non esiste.

Dal 26 al 29 novembre 2026 arriverà “Scandalo”, nuovo spettacolo teatrale di Ivan Cotroneo, che ne firma adattamento e regia, con Anna Valle e Gianmarco Saurino. Al centro c’è Laura, una scrittrice cinquantenne rimasta sola dopo la morte del marito Goffredo, autore celebre e molto più grande di lei, con cui all’epoca aveva fatto scandalo come “sposa bambina”. Chiusa nella sua villa romana e isolata dal mondo, Laura vede la propria vita scossa dall’arrivo di Andrea, giovane e audace assistente assunto per riorganizzare la biblioteca di casa. Tra i due ci sono 24 anni di differenza, la stessa distanza d’età che separava Laura dal marito defunto. Cedendo all’attrazione per Andrea, la protagonista sceglie consapevolmente di sfidare un nuovo scandalo speculare al suo passato, cambiando per sempre la propria esistenza. Lo spettacolo affronta i temi del sentimento, della seduzione e della manipolazione.

Il calendario di dicembre si apre con “Ciò che vide il maggiordomo”, in programma dal 10 al 13 dicembre 2026. La commedia di Joe Orton è diretta da Giovanni Anfuso e vede in scena Giampiero Ingrassia e Paolo Triestino, Claudia Campagnola, Davide Sbrogiò, Michele Carvello e Giulia De Angelis. La vicenda si svolge interamente in tempo reale dentro uno studio psichiatrico, dove il dottor Prentice innesca una reazione a catena nel tentativo di nascondere alla moglie nevrotica l’aspirante segretaria che ha appena cercato di sedurre. Da qui nasce una girandola frenetica di equivoci che coinvolge un gruppo bizzarro di personaggi: un ispettore sanitario che commissaria la clinica, un poliziotto strambo alla ricerca dei pezzi di una statua di Churchill e un fattorino d’albergo opportunista. Tra scambi d’identità, diagnosi folli e continui nascondimenti, lo spettacolo unisce la precisione del vaudeville francese al paradosso del teatro dell’assurdo. Dietro il ritmo comicamente sfrenato e le battute sagaci, l’autore mette in scena temi come potere, alienazione e violenza, conducendo la storia verso un finale spiazzante in cui ogni certezza logica viene capovolta.

Il 2027 si aprirà con “Madre per sempre”, in scena dal 14 al 17 gennaio. Il testo è di Marta Barceló, la regia di Siddhartha Prestinari, le interpreti Marisa Laurito e Giorgia Würth. Lo spettacolo racconta l’incontro tra due donne molto diverse, una senza madre e l’altra senza figlia, che intrecciano le proprie vite e si riscoprono nelle rispettive solitudini. All’inizio si affidano a istruzioni precise per definire un accordo semplice: conoscere l’altra senza entrare nel suo mondo, nel suo “troppo”. Col tempo, però, quell’incontro cambia natura, supera le regole, abbatte i pudori, si perde nella tenerezza e diventa famiglia. La presenza di Marisa Laurito incontra la sensibilità contemporanea di Giorgia Würth in uno spettacolo intenso, ironico e delicato sul significato della maternità e sulla costruzione dei legami familiari.

Dal 28 al 31 gennaio 2027 toccherà a “Viva la mamma!”, adattamento e regia di Diego Ruiz, con Iva Zanicchi, Samuel Peron, Milena Miconi e Diego Ruiz. La commedia mette in scena sentimenti e ipocrisie tipici dei pranzi di Natale in famiglia. Al centro ci sono i fratelli Sofia e Sandro che, riuniti a casa della spumeggiante madre Michela, devono fare i conti con la presenza inaspettata e imbarazzante del suo nuovo compagno, un uomo giovane, aitante e apparentemente perfetto. La marcata differenza d’età scatena nei figli sospetti e malumori, trasformando il pranzo natalizio in una successione di battibecchi e tensioni ironiche. Nonostante i conflitti, la vicenda celebra i legami familiari come il dono più prezioso. Il copione è stato cucito su misura per valorizzare la personalità travolgente di Iva Zanicchi, il talento versatile di Milena Miconi e l’entusiasmo sfrontato di Samuel Peron.

Nel mese di febbraio, dall’11 al 14, andrà in scena “L’uomo la bestia e la virtù” di Luigi Pirandello, con la regia di Roberto Valerio e con Vanessa Gravina, Max Malatesta e Nicola Rignanese. Il testo è indicato come forse il più anomalo di Pirandello: grottesco, onirico, folle. Una commedia stranamente divertente, ricca di situazioni anche comiche, in cui l’apparente semplicità del classico triangolo amoroso tra marito, moglie e amante nasconde temi forti ancora attuali. Il salvare le apparenze, l’ipocrisia, il perbenismo, il senso della morale ai giorni nostri, la morbosità del sesso e il possesso del corpo della donna amata sono i nodi di una vicenda che continua a parlare al presente e che richiama storie spesso finite anche nelle pagine di cronaca nera.

Dal 4 al 7 marzo 2027 il pubblico troverà “Oltre il giardino”, da Jerzy Kosinski, con la regia di Fabrizio Coniglio e con Claudio Greg Gregori e Michela Andreozzi. Per la prima volta in assoluto il celebre romanzo viene portato a teatro in un adattamento che riscopre la potente semplicità dell’opera originale, accostata a una grande fiaba antica. La storia segue Chance Giardiniere, interpretato da Greg, un uomo che ha vissuto per sessant’anni isolato nel suo giardino e conosce il mondo esterno soltanto attraverso la televisione. Quando è costretto a lasciare la sua oasi, la sua umanità pacifica e stralunata ammalia chiunque incontri, comprese le persone più potenti della terra, fino a farlo diventare consigliere del Presidente degli Stati Uniti. Tra i personaggi affascinati dalla sua purezza spicca la moglie di un ex ministro, interpretata con ironia da Michela Andreozzi. In un contesto storico contemporaneo dominato da conflitti, slogan e leader privi di empatia, lo spettacolo si propone come una sfida poetica e rivoluzionaria capace di usare la metafora della cura dei fiori per riscoprire la vera natura dell’esistenza contro la violenza del mondo attuale.

Dal 18 al 21 marzo 2027 spazio a “40 ma non li dimostra” di Peppino e Titina De Filippo, con la regia di Luigi Russo e con Nando Paone e Anna Ammirati. La commedia, scritta nel 1933, ruota attorno alla famiglia di Don Pasquale Didomenico, padre vedovo tormentato dal futuro delle sue quattro figlie e in particolare da quello della primogenita Sesella, donna mite e timida che a quarant’anni si è ormai rassegnata a un destino da zitella vivendo all’ombra delle tre sorelle più giovani e spensierate. Nel tentativo disperato di trovarle marito, Don Pasquale genera una serie di gag e fraintendimenti tipici del teatro comico napoletano. La situazione precipita con l’arrivo di Luciano, giovane giornalista segretamente innamorato di un’altra delle figlie, Carmela; per una serie di circostanze fortuite, il padre si convince invece che l’interesse del ragazzo sia rivolto a Sesella, che accoglie l’equivoco come un inatteso barlume di speranza. Quando la verità emerge, l’intreccio si scioglie tra tensioni e momenti di profonda umanità. L’opera alterna leggerezza e malinconia, ironizza sui pregiudizi legati all’età e al matrimonio e porta Don Pasquale a capire che felicità e amore non possono essere orchestrati a comando.

Dal 1 al 4 aprile 2027 sarà in cartellone “I Promessi Sposi”, da Alessandro Manzoni, con la regia di Giuseppe Argirò e con Giuseppe Pambieri, Micol Pambieri, Paolo Triestino e Ruben Rigillo. L’adattamento, prodotto dal Teatro della Città di Catania, trasforma il romanzo manzoniano in un racconto epico capace di esaltare la spiritualità universale e l’anelito al trascendente dei suoi protagonisti. La messinscena affida a Giuseppe Pambieri il ruolo dello stesso Alessandro Manzoni, guida dello spettatore fino al vertice narrativo della conversione dell’Innominato. A questo momento di alta riflessione fa da contraltare il Don Abbondio di Paolo Triestino, emblema delle contraddizioni umane e religiose. Insieme a un ricco cast e alle scene di Vincenzo La Mendola, lo spettacolo inserisce le celebri vicende dei personaggi, dall’amore contrastato di Renzo e Lucia fino al dolore di Cecilia, dentro un misterioso e ineluttabile disegno divino, specchio dell’imperfetta commedia umana.

Dal 22 al 25 aprile 2027 è in programma “Cena con sorpresa”, di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, con la regia di Toni Fornari e con Tosca D’Aquino e Simone Montedoro. Stefania e Arnaldo, coppia sposata, affiatata e benestante, lui avvocato e lei architetto dedita alla beneficenza, invitano a cena il loro migliore amico Francesco, anche lui cinquantenne e architetto. I due coniugi ignorano però che Francesco ha da un anno una relazione segreta con la loro figlia ventenne Angelica. La ragazza decide che quella sera è il momento giusto per rivelare la verità e spinge il compagno a confessare tutto ai genitori. La commedia si sviluppa intorno a due domande: come troverà Francesco il coraggio di confidare il segreto ai suoi storici amici e come reagiranno loro? Il testo affronta con ironia e riflessione temi attuali come il divario generazionale nelle relazioni, le diverse visioni della vita, la messa in discussione dei legami familiari e dei valori tradizionali.

A chiudere la stagione in abbonamento sarà “Notte di follia”, dal 13 al 16 maggio 2027, di Josiane Balasko, con la regia di Corrado Tedeschi e con Corrado Tedeschi e Debora Caprioglio. In una stazione deserta nel cuore della notte, il bar diventa il luogo dell’incontro esplosivo tra Jacques, famoso conduttore televisivo in crisi, e Simone, donna ruvida appena uscita di prigione. Sotto gli occhi di un cinico barista, il duello verbale iniziale si trasforma con il passare delle ore nel crollo delle barriere sociali, facendo emergere una solitudine speculare e un segreto comune che li unisce profondamente. Il mattino seguente l’amnesia del protagonista scatena un vortice di situazioni comiche e paradossali in cui, tra ironia e inaspettata tenerezza, affiora la verità sui legami umani.

Accanto ai dodici titoli in abbonamento, la Contrada ha già fissato i primi eventi speciali. Il 20 novembre è previsto “Accabadora”, dal romanzo di Michela Murgia vincitore del Premio Campiello, con la regia di Veronica Cruciani e interpretato da Anna Della Rosa. Lo spettacolo è un monologo che adotta il punto di vista di Maria, ragazza sarda cresciuta come “figlia d’anima” da Bonaria Urrai. Soltanto in età adulta Maria scopre che la sua colta e amorevole madre adottiva è in realtà l’accabadora del paese, colei che concede l’eutanasia ai malati terminali. Sconvolta dal tradimento, fugge nel continente, ma anni dopo è costretta a tornare per accudire la donna sul letto di morte. Il dramma si consuma in questo sofferto ricongiungimento finale, dove rabbia e rancore del passato riaffiorano tra i ricordi affettuosi dell’infanzia.

Il 4 dicembre toccherà a “I Mezzalira”, scritto da Agnese Fallongo, con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo e con Adriano Evangelisti, regia di Raffaele Latagliata. Al centro c’è la famiglia Mezzalira, alle prese con il tentativo disperato di tenere chiuse dentro le mura di casa le proprie questioni e i propri segreti. Ma quelle mura non bastano sempre a contenere i tabù, che, come l’olio delle olive che raccolgono, scivolano in una spirale di infausti accadimenti. A raccontare la storia è Giovanni Battista Mezzalira, detto Petrusino, il più piccolo della famiglia, che una volta adulto riflette sulla propria esistenza e la attraversa in un caleidoscopio di ricordi e colpi di scena. Sarà costretto a fare i conti con i fantasmi del passato per accettare il presente, scoprendo di non essere stato il solo a custodire un segreto.

Il 15 dicembre è in calendario “Gli uomini vengono da Marte... le donne da Venere”, di John Gray, nella nuova versione di Paul Dewandre, con Gianluca Ramazzotti e la regia di Claudio Boccaccini. La rappresentazione non ripropone vecchi cliché, ma si propone come una riflessione sulla lotta per l’uguaglianza tra donne e uomini e sulla necessità di una migliore comprensione reciproca, ricordando che, al di là di ogni differenza culturale, biologica o sessuale, l’obiettivo comune resta l’amore. Attraverso l’ironia dell’attore si entra nelle logiche maschili e femminili tra sorrisi, risate e riflessioni. La versione, inedita per l’Italia e già reduce da un importante successo di pubblico e critica in Francia, amplia i contenuti originari sia nella forma sia nella sostanza.

Il 18 dicembre spazio a “Basta un filo di rossetto” con Barbara Foria. L’attrice torna a teatro con una comicità partenopea che traccia il bilancio esilarante di una cinquantenne “3.0”. Tra nevrosi quotidiane, sbalzi d’ormone e chili di troppo, lo spettacolo insiste sul fatto che le donne condividono le stesse insicurezze ma anche la stessa arma segreta: il rossetto, simbolo di libertà, sensualità e audacia. Diventa così lo strumento per affrontare le crisi e ritrovare il sorriso, in un invito ad accettare i difetti, ridere delle difficoltà e andare alla conquista del mondo cercando qualcuno disposto a rovinare il rossetto e mai il mascara.

Fuori abbonamento, il 31 dicembre arriverà “Tre sedie ovvero la scenografia”, di e con Alessandro Fullin e con Alessandra Ierse e Ussi Alzati. La storia prende avvio da tre amiche che ereditano una casetta orrenda in un panorama montano dimenticabile. Tra tisane drenanti e molti ricordi emerge una verità tagliente: anche un’amica può essere una lama che aspetta nel buio. Con una scenografia ridotta all’essenziale, tre sole sedie sul palco, Fullin orchestra una commedia grottesca, drammatica e comica che svela i drammi nascosti dietro la gente comune.

L’ultimo appuntamento speciale già indicato è “Prima Facie”, in programma il 10 gennaio. Il testo è di Suzie Miller ed è portato in Italia dalla Compagnia Finzi Pasca. Racconta la storia di Tessa, avvocata penalista la cui vita viene stravolta da un evento traumatico che la costringe a scontrarsi con le contraddizioni di un sistema giudiziario che, sul tema della violenza di genere e del consenso, spesso colpevolizza la vittima invece di tutelarla. Debuttato nel 2019 e consacrato da premi a Londra e Broadway, il testo è stato tradotto in venti lingue e rappresentato in tutto il mondo. L’impatto dell’opera ha superato il palcoscenico, trasformandosi in un movimento d’opinione che ha stimolato modifiche legislative nel Regno Unito e ha portato l’autrice fino all’ONU per difendere i diritti delle vittime.

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