Trieste, crollo del soffitto in via Farneto: interrogazione sul futuro della sede Asugi
La richiesta è di fare chiarezza rapidamente, anche alla luce delle verifiche tecniche ancora in corso sull'edificio.
TRIESTE - Dopo il distacco dell'intonaco e il crollo di una parte del soffitto avvenuti il 9 settembre nella sede Asugi di via Farneto, si apre un fronte politico sul futuro dello stabile e sull'organizzazione dei servizi trasferiti in via temporanea. A sollevare il caso è il consigliere regionale Francesco Russo (Pd), che ha presentato un'interrogazione per chiedere alla Giunta regionale di chiarire quali siano le intenzioni sull'immobile e se esista l'ipotesi di un abbandono definitivo della struttura.
Secondo Russo, la sede di via Farneto rappresenta un punto di riferimento amministrativo e sanitario per la città e l'incidente dei giorni scorsi ha creato incertezza sia tra i cittadini sia tra i dipendenti. La richiesta è di fare chiarezza rapidamente, anche alla luce delle verifiche tecniche ancora in corso sull'edificio.
I servizi coinvolti dopo l'incidente
Il consigliere sottolinea che la priorità resta la sicurezza di lavoratori e utenti, ma chiede che alle verifiche sull'immobile si accompagni una garanzia sulla continuità delle attività. Nella sede di via Farneto, ricorda, sono ospitate funzioni sanitarie e medico-legali considerate rilevanti per l'utenza triestina.
Tra le attività che Asugi ha già riorganizzato ci sono il 116117, le emergenze territoriali e la Medicina legale, compresi i rinnovi delle patenti e le pratiche per l'invalidità civile. Per una parte del personale è stato previsto il lavoro da remoto, mentre per le funzioni che non possono essere svolte a distanza sono in valutazione sedi alternative.
Le richieste alla Giunta regionale
Nel testo dell'interrogazione, Russo chiede all'Amministrazione regionale di spiegare quali soluzioni intenda adottare nel breve e nel lungo periodo per via Farneto. Il nodo non riguarda soltanto lo stato dell'edificio, ma anche l'accessibilità dei servizi e l'organizzazione del personale coinvolto.
Per l'esponente del Pd, l'emergenza non deve trasformarsi in una redistribuzione stabile dei lavoratori o in uno svuotamento della sede senza un confronto chiaro sulle conseguenze. La richiesta è che ogni decisione tenga insieme la condizione dell'immobile, la tenuta dei servizi, la loro vicinanza ai cittadini e la tutela delle competenze presenti nelle équipe.
Il timore di un addio definitivo alla sede
Il punto politico sollevato riguarda le voci su un possibile abbandono definitivo dello stabile di via Farneto. Proprio su questo Russo chiede un chiarimento esplicito, insieme a indicazioni su come la Regione e Asugi intendano coinvolgere i lavoratori nelle prossime scelte organizzative.
Nella sua presa di posizione, il consigliere ribadisce che la sicurezza non può essere messa in discussione, ma aggiunge che anche la prossimità dei servizi resta un elemento centrale per la cittadinanza, soprattutto per attività sanitarie e medico-legali che richiedono continuità e facile accesso.