Trieste, ddl 90 sul territorio: approvati i primi 5 articoli, stretta sul consumo di suolo
Via libera ai primi cinque articoli della riforma regionale. Domani l’esame riparte alle 10 con il voto finale ancora da completare.
TRIESTE - Primo via libera in Consiglio regionale al ddl 90 sulla riforma del governo del territorio in Friuli Venezia Giulia: l’Aula ha approvato i primi 5 articoli del testo, introducendo modifiche su rigenerazione urbana, aree di confine, contrazione demografica e soprattutto consumo di suolo. L’esame riprenderà domani alle 10 e proseguirà fino all’approvazione complessiva del provvedimento.
La notizia più rilevante riguarda proprio il capitolo sul consumo di suolo, uno dei passaggi più delicati della riforma. In Aula è passata una linea più restrittiva: resta possibile nuovo consumo di suolo solo per opere pubbliche, mentre viene escluso il riferimento alle opere di interesse pubblico. Inoltre, per le nuove previsioni urbanistiche diventa obbligatorio verificare prima alternative adeguate nel riuso e nella rigenerazione di aree già urbanizzate o impermeabilizzate.
Il provvedimento, che si inserisce nel percorso della riforma urbanistica Fvg, ha ottenuto il sostegno del Centrodestra ma ha recepito anche alcuni emendamenti presentati dalle opposizioni. Su diversi articoli le minoranze si sono poi astenute, mentre il Pd ha votato contro l’articolo 2.
Le modifiche approvate nei primi articoli
Tra gli emendamenti accolti c’è quello di Marko Pisani (Ssk), che inserisce l’obbligo di tenere conto delle specificità culturali, linguistiche e identitarie delle comunità linguistiche storicamente presenti in regione.
Marco Putto (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha ottenuto un rafforzamento del principio di invarianza idraulica, mentre Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha fatto inserire il richiamo al rispetto delle normative europee e nazionali in materia di tutela e recupero naturale e ambientale.
Laura Fasiolo e Manuela Celotti (Pd) hanno invece visto approvata la promozione della cooperazione territoriale con le realtà contermini, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle aree di confine.
Un altro passaggio riguarda i Comuni colpiti da una forte e prolungata contrazione demografica, in particolare quelli montani. Su questo punto Mauro Di Bert (Fedriga presidente) ha ottenuto una previsione specifica, condivisa con Massimo Mentil (Pd), anche per definire cosa si debba intendere per contrazione demografica.
Rigenerazione urbana e demolizioni possibili
Sulla rigenerazione territoriale e urbana, tema centrale del disegno di legge, tutte le opposizioni hanno espresso astensione. Nel testo è entrata una modifica proposta da Serena Pellegrino (Avs): gli interventi dovranno produrre un miglioramento della qualità urbana, ambientale e sociale, oltre a garantire un ritorno di interesse pubblico.
È stata invece eliminata, su iniziativa dei consiglieri Pd Diego Moretti e Manuela Celotti, la specifica secondo cui la rigenerazione dovesse operare necessariamente sul costruito.
Sempre su questo capitolo, Mauro Di Bert e Massimo Mentil hanno condiviso un’ulteriore modifica: la rigenerazione può comportare anche la non riedificazione del costruito, quando sia dimostrato che i manufatti sono privi di interesse e che la loro demolizione produce un beneficio per la popolazione.
A chiudere il pacchetto di correzioni all’articolo 4 è stata l’assessore Cristina Amirante, che ha aggiunto tra gli strumenti di rigenerazione territoriale anche i progetti di territorio contenuti nell’accordo di programma.
Il nodo consumo di suolo
Sul fronte del consumo di suolo, il ruolo più incisivo è stato quello di Marco Putto. I suoi emendamenti hanno infatti modificato il meccanismo del bilancio del consumo di suolo, evitando che venga costruito soltanto attorno alla trasformazione insediativa e includendo anche l’infrastrutturazione.
Nello stesso passaggio, l’Aula ha imposto che ogni nuova previsione urbanistica debba cercare soluzioni alternative nel recupero e nella rigenerazione di aree già urbanizzate o impermeabilizzate, senza deroghe. Un punto che si lega anche al dibattito regionale sul consumo di suolo zero e sulle future regole urbanistiche.
L’esame del ddl 90 riprenderà domani, 1 ottobre 2026, a partire dalle 10, per proseguire fino all’approvazione totale del testo.