Trieste, Erev/Layla fino al 25 giugno: tre concerti gratis sulla terrazza del Museo Ebraico
Sulla terrazza del Museo Ebraico Carlo e Vera Wagner spettacoli alle 21 a ingresso gratuito, anche in caso di maltempo
TRIESTE - Prosegue fino a giovedì 25 giugno 2026 il festival di musica e cultura ebraica “Erev/Layla - Nuove Tracce verso Gerusalemme”, in programma sulla terrazza del Museo Ebraico “Carlo e Vera Wagner”, in via del Monte 3. La rassegna propone tre concerti a ingresso libero: dopo l’apertura di martedì, restano in calendario gli appuntamenti del 24 e 25 giugno, entrambi con inizio alle ore 21 e accesso gratuito fino a esaurimento dei posti.
Il festival, giunto alla diciannovesima edizione, è organizzato dall’Associazione Musica Libera in collaborazione con Museo della Comunità Ebraica di Trieste, Comunità Ebraica di Trieste e Festival Viktor Ullmann. Gli spettacoli sono confermati anche in caso di maltempo, con trasferimento in una struttura al coperto.
La rassegna si inserisce nel calendario culturale cittadino di fine giugno, insieme ad altri appuntamenti come Erev Layla Trieste ospitati in questi giorni in città.
Gli appuntamenti del 24 e 25 giugno
Mercoledì 24 giugno è in programma “Te lo do io l'ebreo. Storia di un ebreo errante”, spettacolo teatral-musicale costruito tra ironia, memoria e musica dal vivo. Il lavoro unisce canzoni e racconti in una narrazione personale e collettiva sulla vita quotidiana degli ebrei di oggi, mantenendo un legame con il sapere e con la tradizione ebraica.
La chiusura, giovedì 25 giugno, è affidata a “Giovani pianisti sul palco”. Gli allievi e le allieve del pianista Pierpaolo Levi, collaboratore del Festival Viktor Ullmann e da anni vicino al museo, eseguiranno una selezione di musica cosiddetta “degenerata”, composta da autori che subirono la persecuzione durante la Seconda guerra mondiale.
Il concerto di apertura e il filo del festival
Il festival si è aperto martedì 23 giugno con “Akkiaia”, incontro con Enrico Fink, che ha presentato una storia tratta dal romanzo “Patrilineare” pubblicato da Lindau nel 2025. Il racconto attraversa vicende familiari e territori del Novecento, intrecciando anche un percorso musicale tra l’Est Europa del klezmer e della chazanut ashkenazita e le antiche tradizioni della musica sinagogale italiana.
Nel corso degli anni Erev/Layla ha ospitato artisti italiani e stranieri impegnati sui temi della musica e della cultura ebraica. Secondo il direttore artistico Davide Casali, la rassegna punta a proporre repertori rari e a coinvolgere giovani musicisti provenienti da diversi Paesi europei.
Il legame con Viktor Ullmann
Tra i riferimenti culturali del festival c’è anche la figura di Viktor Ullmann, compositore nato nel 1898 e morto ad Auschwitz nel 1944, la cui opera è al centro dell’attività del festival che porta il suo nome. La sua notorietà è cresciuta soprattutto dopo la riscoperta del “Kaiser von Atlantis”, composto a Terezin e rimasto ineseguito fino al 1975.
Accanto alle opere di taglio più atonale, Ullmann scrisse anche lavori dal linguaggio più diretto, come la “Rapsodia” per saxofono e orchestra del 1940, oggi proposta nella versione con pianoforte. Le composizioni nate a Terezin tra il 1942 e la deportazione mostrano, secondo il profilo artistico richiamato dagli organizzatori, l’esigenza di una comunicazione chiara e immediata senza rinunciare al rigore armonico.
Il “Melodram” su testo di Rainer Maria Rilke, scritto nell’estate del 1944 e dedicato alla moglie, è indicato tra le opere più significative di questa fase estrema della sua produzione. Nella lettura artistica proposta dal festival, i modelli di riferimento restano Gustav Mahler e Alban Berg, capaci di portare la sofferenza umana dentro l’espressione musicale. In città, tra gli appuntamenti di questi giorni, c’è anche il festival Triskell 2026 al Ferdinandeo.