Casa in Fvg, le opposizioni attaccano il ddl 80: nodi su fondi, Ater e rischio ghetti
Nel dibattito in Consiglio regionale Pd, Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e Avs contestano il ruolo delle Ater e chiedono più risorse
TRIESTE - Il disegno di legge 80 sulla riforma delle politiche abitative del Friuli Venezia Giulia entra nel vivo del confronto politico, ma dalle opposizioni arrivano critiche nette su alcuni punti considerati centrali: la regia dei Tavoli territoriali affidata alle Ater, la necessità di risorse più consistenti, il peso della burocrazia, il limitato coinvolgimento del Terzo settore e il rischio di creare nuove forme di marginalità abitativa.
Nel dibattito in Aula, i relatori di minoranza Massimo Mentil del Pd, Giulia Massolino di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg e Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra hanno messo in discussione l'impianto della riforma, sostenendo che il testo, così com'è, rischia di non rispondere in modo efficace ai bisogni reali del territorio e di molte famiglie escluse sia dall'edilizia pubblica sia dal mercato privato.
Mentil ha richiamato un dato che, a suo giudizio, misura la portata del problema: in regione ci sarebbero 180mila alloggi sfitti, con punte che in alcuni Comuni superano il 50%. Per il consigliere dem, la difficoltà crescente nel trovare casa impone un intervento straordinario sotto il profilo economico, professionale e normativo, con una dotazione finanziaria rilevante per sostenere un'azione pubblica forte nel settore dell'edilizia residenziale.
Secondo Mentil, il ddl non contiene strumenti sufficienti per dare risposte anche a quelle famiglie che fino a pochi anni fa appartenevano al ceto medio e che oggi non riescono più a soddisfare esigenze abitative minime. Tra i punti contestati c'è anche la scelta di affidare alle Ater il coordinamento dei Tavoli territoriali, uno dei nodi più discussi nel confronto sulle politiche abitative in Friuli Venezia Giulia.
Sulla stessa linea si è collocata Massolino, che ha posto l'attenzione proprio sulla governance della riforma. A suo avviso, il coordinamento dei Tavoli territoriali richiede professionalità specifiche e resta quindi aperto il dubbio che le Ater siano effettivamente nelle condizioni di svolgere quel compito in modo efficace. La consigliera ha osservato che dal funzionamento di questi organismi dipenderà in larga parte la capacità della riforma di produrre risultati concreti.
Massolino ha chiesto anche un cambio di impostazione, sostenendo che la casa debba essere considerata parte integrante delle politiche di welfare, inclusione sociale e contrasto allo spopolamento. In quest'ottica, ha indicato la necessità di valorizzare maggiormente gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo settore, anche attraverso modelli più flessibili di co-housing e housing sociale. Ha inoltre richiamato l'attenzione sulle situazioni di grave marginalità, per le quali, ha detto, servono risposte immediate e a bassissima soglia.
Critiche anche da Serena Pellegrino, secondo la quale il ddl 80 avrebbe richiesto un confronto più ampio e una maggiore disponibilità ad accogliere i rilievi della minoranza. L'esponente di Avs ha acceso i riflettori sulla cosiddetta fascia grigia, cioè quelle famiglie che non rientrano nelle condizioni di povertà ma che, allo stesso tempo, non riescono ad accedere né all'edilizia pubblica né al libero mercato.
Pellegrino ha espresso un giudizio favorevole sui contributi destinati alla stabilizzazione dei lavoratori in regione e sul recupero degli alloggi non assegnati, ma ha avvertito che le critiche al ddl casa riguardano soprattutto la qualità dell'abitare e gli effetti sociali delle scelte future. Per la consigliera, le politiche abitative non possono limitarsi alla distribuzione di contributi o alla gestione delle emergenze, ma devono contribuire a preservare la coesione sociale, evitando solitudine, isolamento e marginalità.
Da qui anche il richiamo a evitare la nascita di quartieri ghetto e la richiesta di introdurre criteri premiali nei futuri bandi, sia per l'abbattimento delle barriere architettoniche sia per gli interventi legati alla sostenibilità ambientale.
Il confronto passa ora all'Assemblea legislativa, dove le opposizioni annunciano una serie di emendamenti con l'obiettivo di modificare il testo della riforma prima dell'approvazione definitiva.