Trieste ricorda Marko Sosič: il 9 luglio incontro al Teatro Stabile Sloveno

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria per l’appuntamento di Varcare la frontiera dedicato allo scrittore e regista triestino

04 luglio 2026 07:25
Trieste ricorda Marko Sosič: il 9 luglio incontro al Teatro Stabile Sloveno -
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TRIESTE - Un omaggio a Marko Sosič, tra i nomi più rilevanti della letteratura slovena contemporanea e figura centrale della cultura di confine triestina. L’appuntamento è fissato per giovedì 9 luglio 2026 alle 21 al Teatro Stabile Sloveno di Trieste, nell’ambito della tredicesima edizione di Varcare la frontiera. L’ingresso è libero, ma con posti limitati e prenotazione obbligatoria.

La serata, della durata di circa un’ora, riporta al centro l’opera e l’eredità dello scrittore e regista scomparso nel febbraio 2021, nato a Trieste nel dicembre 1958 e legato alle sue radici opicinesi. Il filo conduttore dell’incontro è la sua idea di identità di frontiera come risorsa, capace di leggere con naturalezza uno spazio europeo plurilingue.

Chi partecipa all’incontro

A ricostruire il suo percorso saranno quattro voci che lo hanno conosciuto da vicino: Darja Betocchi, traduttrice in italiano di gran parte della sua narrativa; Poljanka Dolhar, giornalista del quotidiano in lingua slovena di Trieste “Primorski dnevnik”; Valentina Repini, responsabile organizzativa del Teatro Stabile Sloveno; e Nikla Petruška Panizon, attrice della compagnia stabile, che curerà le letture della serata.

I brani scelti arrivano sia dai testi teatrali sia da quelli narrativi di Sosič, compresi i monologhi da Trst, mesto v vojni. Tra le letture è previsto anche un passaggio del romanzo Tito, amor mijo, nella scena in cui un bambino cerca sulla carta geografica il confine tra Slovenia, Italia e Austria seguendo la voce di una maestra ormai scomparsa. Lo stesso estratto era stato selezionato nel 2016 per il numero doppio della rivista “lo straniero”, nella sezione “Paese che vai” curata da Cristina Battocletti e Goffredo Fofi e dedicata alle regioni di confine del Nord Italia.

Il legame con il Teatro Stabile Sloveno

L’incontro si tiene nel luogo che Sosič ha diretto per due mandati, dal 1999 al 2003 e poi dal 2005 al 2009. In quegli anni introdusse i sovratitoli in italiano per tutti gli spettacoli in abbonamento, aprendo per la prima volta il teatro sloveno di Trieste anche a un pubblico di madrelingua italiana. L’obiettivo, spiegava allora, era favorire un confronto reale tra la cultura italiana e quella slovena che convivono in città.

Durante la sua direzione il teatro venne spinto anche oltre i circuiti dei teatri di minoranza, entrando in reti europee più ampie. Un percorso che si lega direttamente alla storia dello stesso Teatro Stabile Sloveno, unico teatro stabile pubblico italiano di lingua non italiana e principale ente culturale della minoranza slovena presente nelle province di Trieste, Gorizia e Udine.

Fondato nel 1907, il teatro fu distrutto nel 1920 nell’incendio fascista del Narodni dom e rinacque nel 1945. Dal 1964 ha sede al Kulturni dom di via Petronio, costruito proprio come risarcimento di quella distruzione. Nella città dove il tema della frontiera resta attuale anche nel dibattito sui controlli al confine con la Slovenia, la serata prova a rileggere il confine nel segno della lingua, della memoria e della convivenza culturale.

Romanzi, teatro e cinema

Sosič si era formato in regia cinematografica e teatrale all’Accademia per l’arte teatrale e cinematografica di Zagabria. Oltre all’esperienza triestina, era stato anche direttore artistico del Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica, esperienza da cui nacque il diario Mille giorni, duecento notti del 1996.

Come scrittore ha pubblicato romanzi tradotti in nove lingue, tra cui italiano, inglese, francese e tedesco. Tra i titoli più noti ci sono Ballerina, Ballerina, che ha ottenuto una menzione speciale al premio Umberto Saba ed è stato inserito tra i dieci migliori romanzi sloveni pubblicati dopo il 1989 nel progetto europeo “100 romanzi slavi”; Tito, amor mijo; e Che da lontano a me ti avvicini del 2012, indicato tra i cinque migliori romanzi dell’anno in Slovenia.

Per il cinema ha firmato, tra gli altri lavori, il lungometraggio La commedia delle lacrime del 2016, dedicato alle ombre della guerra nei Balcani e al rifiuto della xenofobia. Un tema che in questa parte d’Europa richiama anche il confronto sul ripristino di Schengen e sul significato concreto del confine.

Le informazioni utili e i prossimi appuntamenti

L’omaggio a Sosič rientra nel programma di luglio di Varcare la frontiera, festival multidisciplinare prodotto dall’associazione culturale triestina Cizerouno, che nel 2026 celebra venticinque anni di attività. La tredicesima edizione del festival è dedicata a “Interferenze” ed è realizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Dopo la serata del 9 luglio, il cartellone proseguirà nello stesso teatro con altri due appuntamenti: uno dedicato al poeta Carolus Cergoly e un altro a Pier Paolo Pasolini attraverso le parole di David Maria Turoldo e Libero Mazzi. Per l’incontro su Marko Sosič l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria e posti limitati.

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