Trieste e Monfalcone, attivo il primo impianto mobile d’Italia per le acque di zavorra

Il sistema mobile opera nei porti di Trieste e Monfalcone, tratta fino a 300 metri cubi all’ora e punta a ridurre il rischio di specie

09 giugno 2026 15:52
Trieste e Monfalcone, attivo il primo impianto mobile d’Italia per le acque di zavorra -
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TRIESTE - Nei porti di Trieste e Monfalcone è entrato in servizio Pure Ballast, il primo e unico impianto mobile in Italia dedicato al trattamento delle acque di zavorra delle navi. Il sistema, realizzato e gestito da Itelyum Sea FVG, sarà utilizzato direttamente in banchina per ridurre il rischio di introduzione di specie acquatiche aliene e microorganismi potenzialmente dannosi per l’ecosistema marino dell’Alto Adriatico.

Come funziona il nuovo servizio nei porti

L’attivazione del nuovo impianto mette a disposizione dei due scali del Friuli Venezia Giulia un servizio specializzato per il trattamento delle acque di zavorra, cioè quelle utilizzate dalle imbarcazioni per garantire stabilità e sicurezza durante la navigazione. Da decenni, a livello internazionale, queste acque sono considerate una delle principali vie di diffusione di organismi estranei agli ecosistemi locali.

Pure Ballast è un impianto completamente containerizzato e trasportabile, progettato per operare in prossimità delle aree portuali. La capacità di trattamento arriva fino a 300 metri cubi all’ora. Il processo impiegato combina filtrazione e raggi ultravioletti, eliminando particelle, organismi e microorganismi presenti nell’acqua senza utilizzare sostanze chimiche e restituendo acqua trattata conforme agli standard internazionali.

Perché il tema riguarda l’Adriatico

Il controllo delle acque di zavorra è indicato come uno degli strumenti più efficaci per prevenire nuove contaminazioni biologiche dei mari. L’Adriatico, infatti, è uno dei bacini più produttivi del Mediterraneo e presenta una notevole varietà di ecosistemi marini, ma è anche tra i più esposti alla pressione del traffico navale e delle attività umane.

Le specie non indigene trasportate dalle navi possono alterare gli equilibri naturali, entrare in competizione con quelle autoctone e danneggiare habitat di pregio come le praterie di Posidonia. Sul fronte scientifico, il tema si inserisce nel quadro delle attività di osservazione dell’Alto Adriatico, dove sono in corso anche progetti di ricerca sullo stato degli ecosistemi marini e delle praterie sommerse.

Secondo le stime del Progetto ALIENA, programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027 di cui Arpa FVG è partner, nel Mediterraneo sono presenti circa 1100 specie non indigene. Di queste, circa 217 nel solo Adriatico e quasi 90 nel Golfo di Trieste. La stima riportata indica inoltre che almeno il 50% delle specie aliene nel Mare Adriatico sia stato introdotto attraverso il traffico navale, che rappresenta quindi il principale veicolo di diffusione.

Collaudo e soggetti coinvolti

La nuova soluzione è stata collaudata alla presenza dell’Autorità Marittima, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, dei tecnici della Regione Friuli Venezia Giulia e di Arpa FVG, che ne hanno confermato la funzionalità.

Per Itelyum Sea FVG, ha spiegato l’amministratore delegato Alessandro Bullo, la tutela della biodiversità marina e la prevenzione dell’introduzione di specie invasive richiedono strumenti concreti e innovativi. In questo senso, l’entrata in servizio di Pure Ballast mette a disposizione del territorio una tecnologia definita unica nel panorama nazionale, pensata per unire efficienza operativa e protezione ambientale.

Ricadute per il sistema portuale regionale

L’investimento rientra nel percorso di innovazione ambientale portato avanti da Itelyum, orientato allo sviluppo di tecnologie per una gestione più sostenibile delle risorse e dei servizi ambientali. Per i porti del Friuli Venezia Giulia, l’arrivo dell’impianto aggiunge un tassello sul fronte della sostenibilità e dei servizi tecnici disponibili in banchina, in un’area già centrale per i flussi marittimi e anche per la gestione del traffico navale e della logistica dell’Adriatico orientale.

Il nuovo impianto mobile è operativo nei porti di Trieste e Monfalcone dal 9 giugno 2026.

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