TRIESTE, mozione unanime in Regione su Electrolux Porcia contro dismissioni ed esuberi

L’11 giugno il via libera del Consiglio regionale. Honsell: “Non è un’emergenza, ma una vicenda strutturale”

11 giugno 2026 19:45
TRIESTE, mozione unanime in Regione su Electrolux Porcia contro dismissioni ed esuberi -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato l’11 giugno all’unanimità una mozione di solidarietà ai lavoratori di Electrolux Porcia, impegnando la Regione a difendere il sito produttivo e a sostenere le iniziative della Giunta nei confronti del Governo contro il piano di dismissioni ed esuberi.

Il voto dell’assemblea regionale mette nero su bianco una posizione condivisa su una delle principali vertenze industriali aperte in Friuli Venezia Giulia. A margine dell’approvazione è intervenuto anche il consigliere regionale Furio Honsell, di Open Sinistra Fvg, che ha spiegato di aver espresso un “convinto voto favorevole” alla mozione.

Il tema era già emerso nel confronto sulla crisi Electrolux in Consiglio regionale, ma con il via libera unanime di oggi il Consiglio assume una posizione formale a sostegno dei lavoratori e del mantenimento della presenza industriale a Porcia.

Cosa contiene la mozione approvata

Secondo quanto riferito da Honsell, il documento approvato in aula si articola su tre punti: solidarietà ai lavoratori, difesa di un’azienda che ha segnato la storia della manifattura regionale e italiana, sostegno alle azioni che la Giunta regionale intende portare avanti a livello nazionale per contrastare il piano annunciato.

L’elemento politico più evidente è l’unanimità del voto. Maggioranza e opposizione hanno infatti espresso la stessa linea su un dossier che riguarda occupazione, tenuta del comparto manifatturiero e futuro dello stabilimento pordenonese.

Per Honsell, la questione va oltre la gestione immediata della vertenza e tocca il tema più generale della politica industriale nazionale.

La posizione di Honsell: “Vicenda strutturale”

Nel suo intervento, il consigliere ha sostenuto che in Italia manchino politiche industriali solide e che il Governo intervenga soprattutto nelle situazioni emergenziali. Nel caso Electrolux, però, a suo giudizio non si tratterebbe di un problema temporaneo.

“Questa vicenda è strutturale e se non viene risolta con fermezza rischia di innescare una progressiva perdita di posti di lavoro e di competenze”, ha osservato.

Honsell ha inoltre affermato che lo stabilimento di Porcia non sarebbe un impianto in difficoltà. Se viene messo in discussione, ha aggiunto, ciò dipenderebbe dall’esistenza di soluzioni alternative in grado di garantire maggiori utili ai proprietari.

È un passaggio che sposta il baricentro del confronto dal solo piano di riduzione o riorganizzazione al nodo di fondo: cosa accade quando un sito industriale resta centrale per il territorio ma viene comunque esposto a ipotesi di ridimensionamento.

Acciaio, ricerca e regole ambientali tra i nodi indicati

Honsell ha indicato anche alcuni temi che, a suo avviso, una politica industriale seria dovrebbe affrontare in modo strutturale: il costo dell’acciaio, la ricerca e sviluppo, l’utilizzo delle norme ambientali e i profili di etica aziendale.

Nella stessa linea, il consigliere ha richiamato il tema della concorrenza internazionale. Secondo la sua valutazione, se un’azienda europea come Electrolux sceglie meccanismi che consentono di sfruttare manodopera in altre aree del mondo, dove sarebbero assenti regole capaci di ridurre le emissioni, allora andrebbero rimessi in discussione anche i vantaggi economici di cui beneficia come impresa europea.

La conclusione del ragionamento è politica e industriale insieme: per Honsell, essere europei significa anche rispettare criteri di responsabilità, etica e sostenibilità.

Il voto del Consiglio regionale non cambia da solo gli sviluppi della vertenza, ma rappresenta una presa di posizione ufficiale dell’assemblea del Friuli Venezia Giulia sul futuro di Porcia e dei suoi lavoratori.

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