Trieste Next, Riccardi: sanità da riformare con tecnologia e alleanze tra pubblico e privato
Una criticità che, nelle parole dell'assessore, richiede risposte strutturate sia a domicilio sia nelle residenze dedicate.
TRIESTE - La sanità del Friuli Venezia Giulia deve fare i conti con una domanda di cura cambiata dall'invecchiamento della popolazione, dall'aumento delle patologie croniche e dalla carenza di personale. A Trieste Next, l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha indicato le linee su cui, secondo la Regione, va ripensata l'offerta: più integrazione tra pubblico e privato, uso della tecnologia nella diagnostica, rafforzamento delle Case della comunità e risposte più solide sul fronte della non autosufficienza.
L'intervento è arrivato oggi, 25 settembre 2026, durante l'incontro “Sanità privata in un mondo pubblico”, dove Riccardi ha dialogato con Vincenzo Papes, amministratore delegato del Centro di medicina, realtà attiva nella sanità del Nord Italia.
Le priorità indicate dalla Regione
Secondo l'assessore, il nodo principale è tenere insieme sostenibilità economica e capacità di aggiornare servizi e cure in tempi coerenti con l'innovazione. Riccardi ha parlato della necessità di ottimizzare la spesa sanitaria attuale e di riformare un'offerta assistenziale giudicata troppo lenta rispetto allo sviluppo tecnologico.
Nel suo intervento ha indicato anche un modello di rapporto tra settore pubblico e privato basato su una collaborazione strutturata: controllo pubblico sulla programmazione e sui livelli di sicurezza, con un contributo del privato alla sostenibilità complessiva del sistema. In questo quadro, ha richiamato la necessità di superare le resistenze al cambiamento e di ripensare l'efficienza del personale e delle risorse disponibili.
Personale, appropriatezza e nuove tecnologie
Uno dei passaggi centrali ha riguardato la carenza di medici e infermieri e il tema dell'appropriatezza prescrittiva. Riccardi ha evidenziato una disconnessione tra i bisogni reali dei pazienti e le richieste effettive che arrivano al sistema sanitario, indicando questo squilibrio come un problema di sostenibilità.
Su questo fronte, l'assessore ha spiegato che la Regione si è già attivata per utilizzare nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale nella diagnostica, con l'obiettivo di ridurre i costi superflui e limitare la mobilità passiva dei pazienti. Sul tema del personale sanitario, nelle ultime ore la Regione ha fatto il punto anche sugli interventi per la carenza di personale nell’Isontino, tra incentivi e nuove assunzioni.
Riccardi ha inoltre sostenuto la necessità di garantire una tutela legale ai medici rispetto alle pressioni esterne e al ricorso agli esami difensivi, indicando questa misura come funzionale a cure più mirate e coerenti con i principi costituzionali.
Case della comunità e assistenza h24
Nel ragionamento sulla riorganizzazione dei servizi, l'assessore ha richiamato il ruolo delle Case della comunità. Per la Regione, uno dei pilastri della strategia è assicurare una presenza assistenziale capillare h24, così da ridurre i disagi dei pazienti e avvicinare i servizi sanitari alle aree periferiche.
L'obiettivo indicato è quello di rafforzare l'assistenza territoriale e rendere più semplice l'accesso alle cure, soprattutto nei contesti dove distanza e organizzazione dei servizi pesano di più sulla vita quotidiana dei cittadini.
Il nodo della non autosufficienza
Tra i temi affrontati a Trieste, Riccardi ha definito la non autosufficienza come la vera emergenza nascosta del sistema. Una criticità che, nelle parole dell'assessore, richiede risposte strutturate sia a domicilio sia nelle residenze dedicate.
Il riferimento è a una pressione crescente sui servizi, destinata ad aumentare con l'invecchiamento della popolazione e con la necessità di integrare assistenza sanitaria e presa in carico sociale. In altre realtà del Nordest, modelli organizzativi dedicati all'assistenza stagionale e ai servizi di prossimità hanno già ricevuto riconoscimenti, come nel caso del progetto Vacanze in salute dell'ULSS 4 Veneto Orientale.
A chiudere l'intervento, il richiamo a una collaborazione più stretta tra istituzioni e attori locali, per spiegare con chiarezza ai cittadini come usare i servizi disponibili ed evitare che il mercato libero lasci indietro le fasce più deboli della popolazione.