Migranti, Pellegrino attacca il Governo: «Rientro dei dublinanti, linea fallimentare»

La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra critica la gestione del Governo sui richiedenti asilo rinviati in Italia dai Paesi.

24 agosto 2026 11:11
Migranti, Pellegrino attacca il Governo: «Rientro dei dublinanti, linea fallimentare» -
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TRIESTE - Il ritorno in Italia dei cosiddetti dublinanti, cioè i richiedenti asilo che diversi Paesi del Nord Europa stanno rinviando nel Paese di primo ingresso, riapre il confronto politico anche in Friuli Venezia Giulia. A intervenire è la consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra Serena Pellegrino, che definisce questo scenario il segno di una strategia migratoria ed estera «fallimentare» da parte del Governo.

Secondo Pellegrino, i rientri da Paesi come Germania, Austria, Svizzera, Svezia e Finlandia mostrano gli effetti concreti dell'applicazione delle regole europee sul primo ingresso e smentiscono, a suo dire, la narrazione dei «confini chiusi» e dei «blocchi navali» sostenuta dall'esecutivo.

Le critiche sul Patto europeo e sui rientri

Nel suo intervento, la consigliera sostiene che il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo stia presentando «il conto» all'Italia, con il ritorno di persone che per anni erano rimaste bloccate nei trasferimenti secondari. Per l'esponente di Avs, l'idea che l'Italia riuscisse a imporre la propria linea in Europa sarebbe stata smentita dai fatti.

Pellegrino cita in particolare le richieste arrivate da Berlino, Berna, Vienna e Helsinki, che, afferma, stanno chiedendo il rispetto delle norme sul Paese di primo ingresso, rispedendo in Italia centinaia di persone.

Il peso sulle strutture locali

Uno dei punti centrali della presa di posizione riguarda le ricadute sul territorio. Secondo Pellegrino, a pagare il prezzo di questa impostazione sarebbero ora le strutture di accoglienza e le comunità locali italiane, chiamate di nuovo a gestire i trasferimenti secondari che erano rimasti congelati per anni.

La consigliera parla di un isolamento diplomatico dell'Italia e critica una gestione dei flussi migratori basata, a suo giudizio, su «forza muscolare» e scontri politici di facciata. Questa linea, aggiunge, avrebbe lasciato il Paese senza alleati nei tavoli europei più importanti.

La posizione della consigliera regionale

Nella sua valutazione finale, Pellegrino sostiene che la propaganda nazionalista non abbia protetto i confini, ma abbia invece isolato l'Italia. A suo giudizio sarebbe servita fin dall'inizio una trattativa europea impostata su basi solidali, mentre la linea dura rivendicata dal Governo si starebbe trasformando in un «boomerang» con il ritorno dei richiedenti asilo rinviati dai Paesi del Nord Europa.

L'intervento della consigliera regionale arriva da Trieste, 24 agosto 2026, in un momento in cui il tema dei rientri e della gestione dell'accoglienza torna al centro del dibattito politico nazionale e locale.

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