Trieste, il Podere di Štelavce rinasce a Borgo San Sergio: presentazione il 16 ottobre
Venerdì 16 ottobre 2026 a Borgo San Sergio la presentazione del recupero del podere, con focus su muretti a secco e attività sociali.
TRIESTE - Il Podere di Štelavce torna a vivere a Borgo San Sergio come spazio dedicato ad agricoltura sociale, educazione ambientale e inclusione. La presentazione del percorso di recupero è in programma venerdì 16 ottobre 2026 alle 11 in via Peco, nel rione triestino, con un incontro aperto sul valore storico e paesaggistico dell’area.
Al centro dell’iniziativa c’è il recupero di un patrimonio rurale legato da oltre settant’anni alla vita, al lavoro e alle tradizioni di Borgo San Sergio. Il podere, valorizzato da Querciambiente, viene restituito alla comunità con una nuova funzione sociale ed educativa, mantenendo però il legame con la memoria agricola del territorio.
Alla presentazione interverrà anche l’architetto Danilo Antoni, presidente del Partenariato per la conservazione e la popolarizzazione dell’edilizia carsica a secco, che approfondirà il significato di una tradizione costruttiva considerata identitaria per il paesaggio del Carso.
La presentazione a Borgo San Sergio
L’appuntamento è fissato al Podere di Štelavce, in via Peco, a Borgo San Sergio. Il progetto punta a trasformare il sito in una risorsa stabile per la comunità attraverso attività di formazione, inclusione e opportunità lavorative rivolte in particolare alle persone in condizioni di maggiore fragilità.
Il recupero è stato promosso da Querciambiente nell’ambito di un intervento sostenuto dall’Unione Europea con Next Generation EU, gestito dal Ministero della Cultura con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia come soggetto attuatore.
Muretti a secco e terrazzamenti
Tra gli elementi più rilevanti del podere ci sono i muretti a secco e i terrazzamenti, testimonianze di una tecnica contadina costruita con la pietra locale e senza leganti, in equilibrio con l’ambiente. Si tratta di manufatti che raccontano un rapporto antico tra uomo e territorio e che, nel caso di Štelavce, diventano parte centrale del progetto di valorizzazione.
La tecnica dei muretti a secco è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Per questo il recupero non riguarda soltanto la conservazione materiale del sito, ma anche la trasmissione di saperi e pratiche che hanno modellato il paesaggio carsico nel tempo.
Un podere nato nell’Ottocento con una nuova funzione sociale
Le origini del Podere di Štelavce risalgono al 1850. Nel corso dei decenni il luogo ha custodito storie di lavoro, trasformazioni del territorio e tradizioni rurali che oggi vengono rilette in chiave contemporanea.
La nuova impostazione del podere affianca infatti al recupero paesaggistico una funzione concreta: usare l’agricoltura sociale come strumento per promuovere partecipazione, sviluppare competenze e favorire l’inclusione. L’obiettivo è farne uno spazio aperto alla relazione con il territorio e alla crescita condivisa.
Area naturale tra Carso e Val Rosandra
Oltre agli aspetti storici, il podere si trova in un contesto ambientale di rilievo. La vicinanza alla Val Rosandra e la presenza di querceti, prati e boschi ne fanno un’area di interesse naturalistico, caratterizzata da un mosaico di habitat e da una biodiversità che il progetto intende far conoscere e tutelare.
Da qui nasce anche la parte educativa dell’iniziativa: il podere viene pensato come un’aula all’aperto per attività rivolte a bambini, giovani e adulti, con percorsi di educazione ambientale e occasioni di contatto diretto con la terra, i suoi ritmi e i suoi equilibri.
L’incontro del 16 ottobre servirà quindi a raccontare non solo il recupero fisico del sito, ma anche le funzioni che il Podere di Štelavce è chiamato a svolgere per il quartiere e per il territorio triestino.