Trieste, premiato il concorso Viva Marga dedicato a Margherita Hack
All’iniziativa hanno partecipato quasi mille studenti, con il supporto di una settantina di docenti, da Trieste, Firenze e altri istituti
TRIESTE - La figura di Margherita Hack al centro di un concorso scolastico che mette in relazione astrofisica, divulgazione e giovani. Oggi a Trieste si è svolta la premiazione di “Viva Marga”, iniziativa dedicata alla celebre scienziata, alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione, Università e Ricerca Alessia Rosolen.
Nel suo intervento, Rosolen ha definito il concorso non solo una celebrazione di Margherita Hack, ma anche l’espressione di un sistema scientifico capace di uscire dai laboratori e incontrare la scuola. L’assessore ha sottolineato il valore della divulgazione scientifica come strumento di condivisione, utile ad abbattere stereotipi e ad aprire nuovi orizzonti alle giovani generazioni.
Il progetto e le scuole coinvolte
Il concorso “Viva Marga”, coordinato dall’associazione culturale Radici&Futuro di Trieste e sostenuto dalla Regione, coinvolge studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Trieste e Firenze, città strettamente legate alla vita di Margherita Hack, oltre a numerosi istituti del resto d’Italia e dell’estero. L’iniziativa si inserisce nel rapporto tra scuola e divulgazione che in città si affianca anche ad altre esperienze dedicate agli studenti, come Students4Cooperation.
Rosolen ha ringraziato la presidente di Radici&Futuro Laura Capuzzo e la professoressa Maria Luisa Princivalli, già collega di Margherita Hack e ideatrice del premio. Nel corso della cerimonia, l’assessore ha richiamato l’importanza di un orientamento scolastico strutturato, che consenta ai ragazzi di conoscere l’eccellenza dei poli scientifici locali e favorisca così il trattenimento dei talenti nel territorio regionale.
Il tema dell’edizione 2025-26
L’edizione 2025-26 di “Viva Marga” si è concentrata sul rapporto tra Margherita Hack e la luna. Al progetto hanno preso parte quasi mille studenti, supportati da una settantina di docenti.
I partecipanti hanno aderito individualmente o in gruppo, realizzando elaborati liberamente ispirati alla vita e all’attività della scienziata. Tra i lavori presentati ci sono stati saggi, racconti, poesie, fumetti, video, fotografie, animazioni teatrali e presentazioni digitali.
Nel suo intervento conclusivo, Rosolen ha invitato gli studenti a mettersi in gioco per “smontare e ricostruire il futuro, trasformando la conoscenza in un patrimonio collettivo ed emotivo”. Ha aggiunto che solo integrando il sistema della ricerca con la società civile il sapere può diventare uno strumento concreto per superare i confini geografici e mentali.