Trieste, benedetti gli spazi del nuovo oratorio di San Pio X: progetto avviato dagli anni Novanta

Cerimonia il 13 giugno a Trieste con il vescovo Trevisi e l’assessore Roberti: coinvolti Regione, Fondo Trieste e Fondazione Crt

A cura di Web Team Web Team
13 giugno 2026 16:06
Trieste, benedetti gli spazi del nuovo oratorio di San Pio X: progetto avviato dagli anni Novanta -
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TRIESTE - La parrocchia di San Pio X ha segnato un nuovo passaggio nel percorso verso l’attivazione dell’oratorio: il 13 giugno il vescovo monsignor Enrico Trevisi ha benedetto gli spazi destinati alla struttura, alla presenza dell’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti. Si tratta di un progetto atteso da anni, nato per offrire alla comunità e in particolare ai ragazzi un luogo stabile per attività educative, sportive e di aggregazione.

La cerimonia non coincide ancora con l’apertura definitiva dell’oratorio, ma rappresenta un momento concreto in un iter cominciato da tempo e definito dalla Regione lungo e complesso. Nel suo intervento, Roberti ha collegato il valore dell’opera soprattutto alla prevenzione del disagio giovanile, sostenendo la necessità di affiancare all’azione delle forze dell’ordine la creazione di spazi capaci di intercettare le difficoltà prima che si trasformino in problemi più gravi.

Secondo l’assessore, luoghi come l’oratorio possono aiutare a indirizzare l’energia dei più giovani in un percorso di crescita fondato su fede, sport e senso di comunità. Il punto centrale, nelle parole pronunciate durante la cerimonia, è offrire ai ragazzi ambienti riconoscibili e sani, dove la dimensione educativa possa svilupparsi accanto a quella relazionale.

Un progetto partito negli anni Novanta

Uno degli elementi messi in evidenza durante l’incontro è la lunga storia dell’intervento. Roberti ha ricordato che il percorso per arrivare agli spazi dell’oratorio di San Pio X era stato avviato negli anni Novanta e ha attraversato un iter articolato prima di arrivare al risultato raggiunto oggi.

La benedizione degli ambienti assume quindi il significato di una tappa concreta dentro un progetto rimasto aperto per molti anni. Non viene indicata una data di conclusione dell’opera, ma la cerimonia è stata presentata come il segno di una volontà condivisa di accelerare i tempi, in modo da consentire alla comunità parrocchiale di beneficiare il prima possibile degli spazi realizzati.

Chi ha sostenuto l’intervento

Nel ricostruire il cammino dell’opera, l’assessore ha richiamato la rete di soggetti che ha contribuito a renderla possibile. Tra questi ci sono i benefattori che hanno donato il terreno e i parrocchiani che hanno sostenuto nel tempo l’iniziativa.

Trieste, benedetti gli spazi del nuovo oratorio di San Pio X: progetto avviato dagli anni
Trieste, benedetti gli spazi del nuovo oratorio di San Pio X: progetto avviato dagli anni

Accanto a questo supporto, Roberti ha citato anche il contributo di Fondo Trieste, della Fondazione Cassa di Risparmio e della Regione. Il riferimento è a un sostegno sia economico sia istituzionale che, secondo quanto spiegato durante la cerimonia, ha permesso di trasformare un progetto coltivato per anni in una struttura concreta per il territorio.

La presenza di più attori, pubblici e privati, è uno degli aspetti centrali della vicenda: il progetto dell’oratorio non viene presentato come un intervento isolato, ma come il risultato di una collaborazione costruita nel tempo tra comunità parrocchiale, benefattori ed enti sostenitori.

Il ruolo sociale dell’oratorio per il quartiere

Nel suo intervento a Trieste, Roberti ha insistito soprattutto sul significato sociale della nuova struttura. Il tema non è stato solo quello edilizio o organizzativo, ma il valore dell’oratorio come presidio educativo e comunitario.

L’assessore ha osservato che, se da una parte resta indispensabile il lavoro delle forze dell’ordine per prevenire criticità sul territorio, dall’altra serve un impegno più ampio per creare strumenti e luoghi in grado di agire a monte del disagio. In questa chiave gli spazi di San Pio X vengono letti come un investimento sulla prevenzione, attraverso relazioni, attività e presenza educativa.

Per il quartiere, l’oratorio è quindi destinato a diventare un punto di riferimento concreto per la vita parrocchiale e per i giovani, con una funzione che va oltre il singolo evento religioso del 13 giugno. La benedizione celebrata dal vescovo Trevisi sancisce infatti l’ingresso della struttura in una fase più avanzata del suo percorso, dopo un cammino iniziato oltre trent’anni fa.

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