Tragico epilogo delle ricerche di Simone Dal Bon: ritrovato il suo corpo senza vita - VIDEO
L'escursionista di Schio era scomparso dallo scorso 27 dicembre. Il corpo esanime ritrovato in un canale innevato
VALLI DEL PASUBIO (VICENZA) – È stato ritrovato senza vita il corpo di Simone Dal Bon, classe 1983, l’escursionista originario di Schio, di cui si erano perse le tracce da ormai sette giorni tra Veneto e Trentino.
La triste notizia di oggi, 4 gennaio, ha posto fine a giorni di apprensione, dopo un’imponente operazione di ricerca che ha coinvolto numerosi enti e forze specializzate.
È stato individuato nel primo pomeriggio, intorno alle 13:30.
La sua auto, invece, era stata individuata nei giorni scorsi a Pian delle Fugazze, punto di confine tra le due regioni, elemento che aveva indirizzato fin da subito le ricerche verso l’area montana circostante.
Uscito per un'escursione in solitaria il 27 dicembre
Il corpo dell’uomo è stato individuato al termine di un’attività complessa e articolata, condotta in condizioni ambientali difficili. Le operazioni si sono concentrate tra Pian delle Fugazze, il rifugio Campogrosso e le pendici del monte Baffelan, zone frequentate da escursionisti ma rese insidiose dal clima invernale.
Secondo quanto emerso, Simone Dal Bon potrebbe essere uscito per un’escursione in solitaria. Un’ipotesi che ha spinto il Soccorso alpino ad attivare immediatamente le procedure di emergenza, diffondendo anche un appello pubblico a contattare il 112 in caso di avvistamenti.
In campo Vigili del fuoco, Soccorso alpino e Guardia di Finanza con il supporto di elicottero e cani molecolari
Le ricerche, svolte senza sosta, hanno portato al ritrovamento dell'auto di Simone. Gli operatori hanno aperto l’auto per consentire ai cani molecolari di individuare eventuali tracce utili.
Sul campo hanno operato diverse Stazioni del Soccorso Alpino e Speleologico di Trentino e Veneto, impegnate nelle perlustrazioni via terra. Fondamentale anche il supporto dall’alto garantito dall’elicottero del Nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento.
Accanto alle squadre specializzate, hanno preso parte alle operazioni anche i Vigili del Fuoco permanenti di Trento, supportati da droni per la mappatura dall’alto delle aree più impervie. Coinvolti inoltre i Vigili del Fuoco volontari e la Guardia di Finanza, impegnata nelle verifiche sulle celle telefoniche e sulle immagini delle telecamere presenti nella zona.
Una segnalazione di due persone, che avrebbero visto un escursionista lungo il sentiero 177, ha contribuito a restringere ulteriormente il campo delle ricerche, poi purtroppo concluse con l’esito tragico.
Il corpo giaceva in un canale innevato sotto Punta Favella
l corpo dell’uomo è stato localizzato in un canale innevato sotto Punta Favella, nel gruppo del Pasubio, sul versante veneto. Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio delle autorità, la causa della morte potrebbe essere riconducibile a una scivolata lungo un vaio ghiacciato, con una caduta stimata di oltre 150 metri.
Determinante per il ritrovamento è stato l’intervento di una squadra di terra del Soccorso Alpino e Speleologico, che durante le perlustrazioni ha individuato tracce di ciaspole sulla neve. A un certo punto, però, le impronte si interrompevano improvvisamente, facendo scattare l’allarme.
Un sorvolo in elicottero ha consentito di individuare dall’alto il corpo dell’uomo, in un canale sottostante, in una zona impervia e difficilmente raggiungibile a piedi.
Il recupero della salma in elicottero
Dopo il nullaosta delle autorità competenti, si è proceduto al recupero della salma tramite l’elicottero dei Vigili del Fuoco di Mestre, con a bordo personale specializzato del Soccorso Alpino. Le operazioni si sono rivelate particolarmente complesse, a causa della morfologia del terreno, delle condizioni di neve e ghiaccio e della posizione del corpo. Una volta recuperata, la salma è stata trasportata al piazzale del Rifugio Balasso, dove ad attenderla c’era il carro funebre. Le attività di recupero e identificazione si sono concluse alle 16:30.