Anziani nel mirino tra Trieste e Udine: scoperta la regia delle truffe via chat

Truffe agli anziani tra Trieste e Udine: 54enne in custodia cautelare. Contestati almeno tre episodi per oltre 20mila euro.

28 agosto 2026 09:14
Anziani nel mirino tra Trieste e Udine: scoperta la regia delle truffe via chat - Immagine di repertorio
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UDINE - TRIESTEAnziani selezionati come bersagli, istruzioni che sarebbero arrivate quotidianamente attraverso servizi di messaggistica e una precisa “sceneggiatura” per convincere le vittime di essere coinvolte in inesistenti indagini giudiziarie. È il sistema ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Miramare nell’ambito di un’inchiesta sulle truffe ai danni delle persone anziane tra le province di Trieste e Udine.

Al centro degli accertamenti c’è un 54enne originario della provincia di Salerno, nei confronti del quale l’8 agosto 2026 è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, è stato eseguito dai Carabinieri di Miramare con il supporto dei militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore.

All’uomo vengono contestati, allo stato delle indagini, reati di truffa aggravata ai danni di anziani.

Almeno tre episodi tra Trieste e Udine

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, avrebbe permesso agli investigatori di collegare il 54enne ad almeno tre distinti episodi commessi con modalità simili tra le province di Trieste e Udine.

Il valore complessivo di denaro e beni preziosi sottratti alle vittime supererebbe i 20mila euro.

Secondo la ricostruzione investigativa, le persone prese di mira sarebbero state prevalentemente anziani pensionati, spesso soli e in condizioni di particolare vulnerabilità emotiva.

Un fenomeno che continua a ripetersi anche in altre zone del Friuli. Soltanto nei giorni scorsi a Nimis un 19enne è stato fermato dopo che un’anziana aveva consegnato gioielli e due orologi a seguito della telefonata di un falso Carabiniere.

La scoperta nei dispositivi informatici

Uno degli elementi più significativi dell’indagine sarebbe emerso dall’analisi dei supporti informatici sequestrati all’indagato.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il 54enne avrebbe svolto il ruolo di una sorta di “trasfertista”, spostandosi nei luoghi indicati da altri soggetti.

Attraverso servizi di messaggistica avrebbe ricevuto istruzioni, indirizzi, nominativi e informazioni sui possibili bersagli.

Una presunta regia a distanza che, secondo gli investigatori, consentiva di organizzare gli interventi individuando preventivamente persone anziane sulle quali esercitare una forte pressione psicologica.

Si fingevano Carabinieri o funzionari degli uffici giudiziari

Il meccanismo utilizzato sarebbe stato costruito facendo leva soprattutto sulla paura di avere problemi con la giustizia.

I truffatori, secondo l’ipotesi investigativa, si sarebbero presentati come appartenenti all’Arma dei Carabinieri oppure esponenti degli uffici giudiziari.

Alle vittime venivano prospettate inesistenti indagini, responsabilità o imminenti provvedimenti giudiziari.

Una situazione creata ad arte per generare ansia e impedire agli anziani di ragionare con lucidità, fino a convincerli a consegnare contanti, gioielli e altri beni preziosi.

La paura utilizzata per convincere le vittime

La forza di questo tipo di truffe sta proprio nella credibilità della storia raccontata e nella rapidità con cui viene costruita l’emergenza.

Telefonate, riferimenti alle forze dell’ordine e presunti problemi giudiziari servono a mettere la vittima in uno stato di forte preoccupazione, spingendola a seguire le indicazioni ricevute senza confrontarsi con parenti o persone di fiducia.

Gli investigatori descrivono un sistema nel quale la pressione psicologica avrebbe avuto un ruolo determinante nel convincere gli anziani a separarsi dai risparmi accumulati nel corso degli anni.

In un altro caso raccontato da Nordest24, a Pavia di Udine un’anziana e i Carabinieri in borghese erano riusciti a smascherare un falso militare prima che il raggiro andasse a segno.

Il Gip dispone la custodia cautelare in carcere

Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati sottoposti all’autorità giudiziaria.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste ha quindi disposto nei confronti del 54enne la custodia cautelare in carcere, misura eseguita l’8 agosto.

Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio il sistema e gli eventuali collegamenti con altre persone.

L’appello: non consegnare mai denaro agli sconosciuti

Accanto all’attività investigativa, i Carabinieri continuano a promuovere iniziative di prevenzione rivolte soprattutto agli anziani e ai loro familiari.

La regola fondamentale è diffidare da chi, telefonicamente o presentandosi alla porta, chiede la consegna immediata di soldi, oro o altri oggetti preziosi sostenendo di agire per conto delle forze dell’ordine o dell’autorità giudiziaria.

In presenza di una telefonata sospetta è consigliabile interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112, senza utilizzare numeri indicati dall’interlocutore.

Proprio per contrastare questo fenomeno vengono organizzati anche incontri informativi con i Carabinieri dedicati alla prevenzione delle truffe.

L’Arma ribadisce che la tutela delle persone anziane rimane una delle priorità dell’attività di prevenzione sul territorio.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi raccolti hanno carattere provvisorio, così come le contestazioni e il provvedimento cautelare adottato. La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata definitivamente nel corso del procedimento e vale il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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