A Pavia di Udine per truffare un’anziana, ma lei e i Carabinieri in borghese lo smascherano in un attimo
Falso Carabiniere tenta di truffare una 73enne a Pavia di Udine: la donna chiama il 112 e permette ai militari di bloccarlo.
PAVIA DI UDINE – Una telefonata studiata per spaventarla, la falsa accusa di essere coinvolta in una rapina e la richiesta di consegnare denaro e gioielli per inesistenti verifiche. Ma la vittima, una donna di 73 anni, non si è lasciata ingannare: ha chiamato immediatamente il 112, consentendo ai veri Carabinieri di organizzare un servizio di osservazione e bloccare il presunto truffatore davanti alla sua abitazione.
L’episodio si è verificato nei giorni scorsi a Pavia di Udine. Al termine degli accertamenti, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Udine hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 60 anni, proveniente dalla provincia di Napoli, per l’ipotesi di reato di tentata truffa ai danni di una persona anziana.
La telefonata del falso Carabiniere
Tutto è iniziato quando la 73enne ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si è presentato come un appartenente all’Arma.
Il sedicente Carabiniere ha raccontato alla donna che il suo nome sarebbe emerso nell’ambito di una rapina commessa ai danni di una gioielleria. Una storia costruita per generare paura e confusione, facendo credere alla vittima di essere coinvolta in una grave vicenda giudiziaria.
L’interlocutore le avrebbe quindi chiesto di raccogliere tutto il denaro e i preziosi presenti in casa, sostenendo che sarebbero stati necessari per una verifica.
Si tratta di un sistema già utilizzato in numerosi raggiri contro persone anziane. In un precedente episodio, una 93enne di Pasian di Prato aveva consegnato denaro e gioielli per circa 16mila euro dopo essere stata contattata da falsi appartenenti alle forze dell’ordine.
La 73enne non cade nel raggiro
La donna ha inizialmente mantenuto il contatto telefonico con il presunto militare, senza però eseguire immediatamente le sue richieste.
Poco dopo ha chiamato il numero unico di emergenza 112 per verificare se quanto le era stato raccontato corrispondesse alla realtà.
L’operatore della Centrale Operativa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Udine ha subito compreso che si trattava di un possibile tentativo di truffa e ha avviato l’intervento.
La collaborazione della 73enne è stata determinante: grazie alla sua prontezza è stato possibile evitare la consegna di soldi e gioielli e predisporre un controllo mirato nei pressi dell’abitazione.
Carabinieri in borghese davanti alla casa
La Centrale Operativa ha inviato sul posto alcuni Carabinieri in abiti civili, che hanno iniziato un servizio di osservazione senza attirare l’attenzione.
Poco dopo, i militari hanno notato un uomo di 60 anni avvicinarsi all’abitazione della vittima. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stato proprio lui a presentarsi per ritirare il denaro e i preziosi che la donna avrebbe dovuto preparare.
A quel punto i Carabinieri sono intervenuti, si sono qualificati e hanno bloccato il sospettato prima che potesse entrare in possesso dei beni.
L’uomo è stato accompagnato per gli accertamenti, mentre la 73enne non ha subito alcuna perdita economica.
Denunciato per tentata truffa
Al termine delle verifiche, il 60enne è stato deferito in stato di libertà per l’ipotesi di reato di tentata truffa aggravata ai danni di un’anziana.
La responsabilità dell’uomo dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
Nei suoi confronti è stata inoltre avanzata la proposta per l’applicazione del foglio di via obbligatorio dal Comune di Udine, una misura di prevenzione che può vietare a una persona di tornare in un determinato territorio per un periodo stabilito.
Il trucco della rapina in gioielleria
Il racconto di una rapina, di un incidente o di un problema giudiziario che coinvolgerebbe un familiare è tra le tecniche utilizzate più frequentemente per raggirare le persone anziane.
Il truffatore si presenta spesso come un Carabiniere, un poliziotto, un avvocato o un funzionario pubblico e comunica alla vittima una notizia particolarmente grave.
L’obiettivo è creare uno stato di ansia che impedisca alla persona contattata di riflettere con lucidità. Subito dopo viene chiesto di consegnare contanti, gioielli o altri oggetti di valore a un incaricato che si presenterà direttamente alla porta.
In altri casi, i malviventi utilizzano contatti fisici o richieste apparentemente innocue. Nel Cividalese, per esempio, due donne erano state denunciate dopo aver rubato una collana con la tecnica dell’abbraccio.
Nessun Carabiniere chiede denaro o gioielli
L’Arma ricorda che un vero appartenente alle forze dell’ordine non chiede mai di consegnare denaro, oro o gioielli per verifiche, cauzioni o procedimenti giudiziari.
In presenza di telefonate sospette è importante interrompere la conversazione e chiamare personalmente il 112, utilizzando possibilmente un altro telefono.
I cittadini non devono fornire informazioni sulla presenza di denaro in casa, sui propri risparmi, sui gioielli posseduti o sulle persone che vivono nell’abitazione.
È inoltre necessario evitare di aprire la porta a sconosciuti, anche quando mostrano tesserini o dichiarano di appartenere a enti pubblici, banche, società di servizi o forze dell’ordine.
L’importanza di chiamare subito il 112
Nel caso avvenuto a Pavia di Udine, la telefonata della vittima ha permesso ai Carabinieri di intervenire mentre il sospettato stava raggiungendo l’abitazione.
La rapidità della segnalazione può consentire alle pattuglie di individuare i responsabili ancora presenti nella zona e impedire che il raggiro venga portato a termine.
È importante raccontare all’operatore del 112 tutti i dettagli disponibili: il numero dal quale è arrivata la chiamata, le parole utilizzate, le richieste formulate e l’eventuale descrizione della persona che dovrebbe presentarsi alla porta.
La prevenzione rimane uno degli strumenti più efficaci. Anche in Veneto sono stati promossi incontri informativi con i Carabinieri dedicati alle truffe, rivolti ai cittadini e alle categorie maggiormente esposte.
I consigli dell’Arma contro i raggiri
I Carabinieri invitano innanzitutto a non fidarsi delle apparenze. Un tono autorevole, la conoscenza di alcuni dati personali o l’utilizzo di termini tecnici non dimostrano che l’interlocutore sia realmente un appartenente alle forze dell’ordine.
In caso di dubbi bisogna interrompere immediatamente la telefonata, contattare un familiare e chiamare il 112.
È utile parlare frequentemente di questi rischi con genitori, nonni, vicini anziani e persone che vivono sole, spiegando loro che non devono mai consegnare denaro o preziosi a sconosciuti.
Sul sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, nella sezione “In vostro aiuto”, sono disponibili le “pillole di prevenzione”, con schede informative dedicate alle modalità più diffuse utilizzate dai truffatori e ai comportamenti da adottare per proteggersi.