Raffica di tentate truffe agli anziani nel Friuli Occidentale: due vanno a segno

Numerosi tentativi di truffa agli anziani nel Pordenonese con la tecnica della targa clonata. Due raggiri andati a segno.

10 marzo 2026 14:20
Raffica di tentate truffe agli anziani nel Friuli Occidentale: due vanno a segno -
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FRIULI OCCIDENTALE - Cinque tentativi di truffa ad anziani della provincia di Pordenone si sono registrati ieri, lunedì 9 marzo, tra la tarda mattinata e il primo pomeriggio, fortunatamente non andati a buon fine, ma molto probabilmente le telefonate di raggiro, che hanno raggiunto anziane e anziani della zona, sono state molte di più: 5, infatti, sono le persone che, dopo aver ricevuto la telefonata-trappola e non essere cadute nel tranello, hanno pensato di avvisare i Carabinieri, per raccontare quello che gli era appena accaduto. Due truffe, invece, purtroppo sono andate a segno.

La tecnica utilizzata, in tutti i casi, è stata la stessa: quella della targa clonata e del conseguente falso coinvolgimento dell’anziano (o di un suo prossimo parente, generalmente il figlio o il nipote), in un furto di gioielli, con conseguente richiesta, da parte del falso carabiniere che chiamava, di raccogliere gli ori posseduti e i contanti, per mostrarli a un “collega”, che sarebbe passato, di lì a poco, a casa della vittima, per controllarli personalmente.

Il primo tentativo si è verificato attorno alle 11:00 a Zoppola, frazione Ovoledo, ai danni di una signora classe 1942. Ad intervenire sul posto i Carabinieri (veri) delle Stazioni di Fiume Veneto e Casarsa. Analoghe telefonate sono state ricevute, tra le 13:00 e le 15:00, da anziani di Pinzano al Tagliamento, Maniago e Arba. In questi casi sono intervenuti, per rassicurare i pensionati e cercare i truffatori, i militari dell’Arma di Spilimbergo e Maniago. Una telefonata è stata segnalata anche da Castelnovo del Friuli, dove sono intervenuti i Carabinieri del locale Comando Stazione.

Fortunatamente questi anziani – alcuni dei quali avevano partecipato agli incontri informativi sul tema, tenuti dai Carabinieri – non hanno creduto ai truffatori e hanno interrotto la comunicazione, chiamando subito il 112: i veri Carabinieri li hanno rassicurati circa la falsità della richiesta ricevuta e le truffe non si sono concretizzate. I colpi, purtroppo, andati a segno, invece, si sono verificati:

- a Zoppola, frazione Orcenico Superiore, dove un uomo, rientrato a casa per pranzo, ha scoperto che la madre, classe 1941, aveva creduto alla storia della targa clonata e aveva consegnato, a due sconosciuti presentatisi presso la sua abitazione e qualificatisi come carabinieri, gioielli in oro e denaro contante per un valore stimato in circa 2.000 euro;

- a Montereale Valcellina, dove una signora del 1937, raggirata con la stessa tecnica, ha consegnato 800 euro in contanti e alcuni gioielli in oro, di valore da quantificare, a un uomo presentatosi alla sua porta e qualificatosi come carabiniere.

La tecnica utilizzata è quella, al momento, più frequente. Analogamente ad altri tipi di raggiri, i truffatori instillano paura e mettono fretta, per ottenere gioielli in oro e denaro.

L’Arma ricorda che nessun Carabiniere chiede oro né gioielli! L’invito è sempre quello di non credere a questo tipo di storie, interrompere la chiamata e telefonare subito al 112.

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