Udine, ARLeF e Fogolâr Civic in visita alla Sala Parlamento del Castello
L’incontro del 9 agosto 2026 al Castello con Eros Cisilino e Alberto Travain riporta al centro il valore storico della sede parlamentare.
UDINE - Una visita al Castello di Udine riaccende l’attenzione sul valore storico e istituzionale della Sala Parlamento e sull’avvicinarsi degli otto secoli della più antica testimonianza documentaria dell’assemblea della Patria del Friuli. Domenica 9 agosto 2026 il presidente dell’ARLeF, Eros Cisilino, è stato accompagnato dal presidente del Fogolâr Civic di Udin, il professor Alberto Travain, in un percorso dedicato alla storia del Parlamento friulano.
Al centro della visita non c’è stato solo il richiamo alla memoria di una delle più antiche esperienze rappresentative d’Europa, ma anche una critica precisa all’uso attuale della sede storica. Travain ha contestato la trasformazione della Sala Parlamento in spazio espositivo, sostenendo che un luogo di tale rilievo non possa essere ridotto a semplice contenitore di mostre e allestimenti che, a suo giudizio, ne alterano solennità e significato originario.
La visita nel giorno di san Lorenzo
Il richiamo simbolico scelto per l’incontro non è secondario. Sotto la ricorrenza di san Lorenzo, per secoli il Parlamento della Patria del Friuli si riunì infatti a Udine, nel Castello. Da qui la scelta di ripercorrere idealmente i passi degli antichi parlamentari fino all’accesso alla Sala Parlamento, sede che per il Fogolâr Civic conserva un valore centrale nella storia civile del Friuli, dell’attuale Friuli Venezia Giulia e più in generale dell’area Alpe Adria.
Durante la visita Travain ha illustrato a Cisilino i cerimoniali che regolavano l’assemblea e i ruoli delle diverse componenti che la componevano, soffermandosi sul significato politico e istituzionale di quella rappresentanza territoriale. Il presidente del Fogolâr Civic ha richiamato anche il primato storico udinese legato a quell’esperienza parlamentare e il valore degli affreschi della sala, letti come testimonianza di educazione civica e di cultura politica.
La richiesta: leggere la sala come luogo istituzionale
Secondo Travain, la Sala Parlamento dovrebbe essere restituita a cittadini e visitatori con una lettura prima di tutto istituzionale, più che soltanto storico-artistica o museale. L’obiettivo indicato è recuperare il senso complessivo di ciò che fu l’assemblea friulana, dalle origini fino alla sua fine, collocando la sala non come semplice contenitore ma come contenuto storico in sé.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato anche l’avvicinarsi della scadenza legata agli 800 anni del più antico documento riferito all’istituzione parlamentare friulana. Travain ha sottolineato come, nella sede attuale di età veneziana, debba essere raccontata l’intera parabola di uno dei più antichi Parlamenti d’Europa, che in età patriarcale arrivò, secondo la ricostruzione proposta, a imporre al principe-presidente il proprio assenso per la promulgazione delle deliberazioni legislative.
Dalla Sala Parlamento alla Sala degli Stemmi
La visita è proseguita nella cosiddetta Sala degli Stemmi. Qui Travain ha indicato tra i blasoni presenti quello di Marquardo di Randek, il patriarca legato alla promulgazione delle Costituzioni friulane del 1366, ricordate come il codice civile storico regionale sul quale si fondarono, con successive riforme, istituzioni e società locali fino all’arrivo di Napoleone.
Su questo punto il presidente del Fogolâr Civic ha formulato un’ulteriore osservazione sulla valorizzazione degli spazi del Castello: lo stemma di Marquardo di Randek, ha sostenuto, dovrebbe accogliere il visitatore all’ingresso del Parlamento, invece di restare come elemento quasi anonimo all’interno del percorso museale.
Le parole di Cisilino
Al termine della visita, il presidente dell’ARLeF Eros Cisilino si è detto particolarmente colpito dal significato storico e civile della sede. Secondo quanto riferito dal Fogolâr Civic, Cisilino ha definito la Sala Parlamento un patrimonio della comunità capace di parlare dal passato al futuro in modo ancora attuale e persuasivo.
L’incontro del 9 agosto rimette così al centro due temi concreti: da una parte la tutela e la corretta interpretazione pubblica della Sala Parlamento del Castello di Udine, dall’altra la preparazione del passaggio che porterà alle celebrazioni per gli otto secoli della più antica attestazione del Parlamento friulano.