Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e resilienza

L’11 giugno apertura dei lavori nel salone del Parlamento; domani confronto all’Università sul Manifesto della resilienza territoriale.

11 giugno 2026 12:03
Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e resilienza -
Condividi

UDINE - Si è aperta oggi, 11 giugno, nel salone del Parlamento del Castello di Udine, l’assemblea nazionale dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali. Al centro della giornata ci sono tutela del territorio, gestione delle emergenze, prevenzione dei rischi e ruolo delle competenze tecniche legate ad agricoltura e foreste.

All’apertura dei lavori ha portato il saluto della Regione l’assessore alla Salute con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi. Presenti anche il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e i rappresentanti dell’Ordine professionale.

Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e
Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e

Il punto più concreto emerso nell’intervento istituzionale riguarda il metodo con cui affrontare i problemi del territorio: secondo Riccardi, tutela ambientale ed emergenze richiedono sempre più un lavoro tra competenze diverse, con modelli “orizzontali” capaci di mettere in relazione saperi scientifici, tecnici e professionali.

Cosa si è detto all’apertura dell’assemblea

Nel suo intervento, l’assessore ha indicato il comparto agricolo e forestale come un elemento ancora centrale per la sicurezza del territorio, la produttività e la capacità di risposta delle comunità. Il riferimento è al contributo che queste professionalità possono dare non solo nella gestione ordinaria del paesaggio, ma anche nella prevenzione dei rischi e nella tenuta delle aree più fragili.

Riccardi ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto il Friuli Venezia Giulia come sede dell’assemblea nazionale e ha richiamato il valore del collegamento tra professioni diverse. In questo quadro ha citato anche il lavoro avviato con l’Università di Udine per valorizzare competenze scientifiche interconnesse, con l’obiettivo di costruire sistemi territoriali più preparati.

Un tema che si inserisce anche nel più ampio dibattito regionale sulla pianificazione e sulle regole del territorio, affrontato di recente con la nuova legge sul governo del territorio.

Il richiamo al terremoto del 1976 e alla resilienza del Friuli Venezia Giulia

In apertura dell’assemblea è stato proiettato il video realizzato dalla Regione per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. Da quel passaggio Riccardi ha collegato la memoria del sisma all’idea di una regione capace di leggere la propria storia come base per affrontare le fragilità attuali.

L’assessore ha parlato della possibilità di candidare il Friuli Venezia Giulia come “Regione della resilienza”, indicando come rilevante il percorso che l’Ordine sta portando avanti verso un Manifesto della resilienza territoriale.

Il richiamo non è rimasto solo simbolico: il riferimento è al lavoro tecnico necessario per migliorare prevenzione, manutenzione del territorio, gestione delle aree esposte e coordinamento tra discipline diverse quando si parla di rischio ambientale e sicurezza delle comunità.

Il confronto prosegue all’Università di Udine

Il tema del Manifesto della resilienza territoriale sarà al centro del confronto in programma domani all’Università di Udine tra le professioni tecniche. È il passaggio successivo di un’assemblea che, nella giornata inaugurale, ha posto l’attenzione soprattutto sul legame tra conoscenze specialistiche e capacità di intervento sul territorio.

Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e
Udine, assemblea nazionale di agronomi e forestali al Castello: focus su rischi e

Nella parte finale del suo intervento, Riccardi ha ribadito il ruolo strategico dell’agricoltura e della gestione forestale nella prevenzione dei rischi, nella cura del paesaggio e nella sostenibilità delle aree più fragili. Il messaggio emerso dall’apertura dei lavori è che queste competenze non riguardano solo il settore produttivo, ma incidono direttamente sulla sicurezza e sull’equilibrio del territorio regionale.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail