Udine, Casa Cavazzini riapre la collezione FRIAM con oltre 100 opere donate dopo il sisma
Al piano terra del museo un nuovo percorso dedicato alla raccolta nata dalla solidarietà internazionale per il Friuli colpito dal terremoto
UDINE - A Casa Cavazzini è stato inaugurato il nuovo allestimento della collezione FRIAM, raccolta unica in Italia nata dopo il terremoto del Friuli del 1976. Il riallestimento, ospitato al piano terra del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, restituisce al pubblico quasi per intero oltre cento opere tra dipinti, stampe e sculture, con un percorso che intreccia valore artistico e memoria storica.
La notizia interessa da vicino la città e il Friuli perché la collezione non è soltanto un nucleo museale di rilievo: è anche una testimonianza concreta della rete di solidarietà internazionale che si attivò dopo il sisma. L’apertura del nuovo percorso si inserisce inoltre nel calendario che accompagna il ricordo dei cinquant’anni del terremoto del 1976.
Il nuovo percorso a Casa Cavazzini
Il riallestimento propone una lettura più ampia della raccolta FRIAM, presentandola non solo come insieme di opere d’arte ma anche come documento di un passaggio decisivo nella storia friulana. Il museo riporta così al centro una collezione che mette in relazione Udine, il territorio e la scena artistica internazionale del secondo Novecento.
Nel corso dell’inaugurazione l’assessore alla Cultura Federico Pirone ha collegato l’operazione al percorso cittadino di memoria sul sisma, citando anche le mostre per il terremoto del Friuli, tra cui “Terremoti e Trasformazioni”, annunciata in apertura la prossima settimana. Dopo l’intervento istituzionale ha preso la parola Luca Pietro Nicoletti, professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Udine, che ha richiamato l’unicità della raccolta nel panorama italiano e il suo valore storico-artistico.
Una collezione nata dalla solidarietà dopo il sisma
La storia della FRIAM affonda le radici nel 1976, quando il Friuli fu colpito dal terremoto. In quel contesto il comitato italo-statunitense FRIAM, insieme ad artisti americani e a personalità del mondo politico e diplomatico, promosse la donazione di opere d’arte inizialmente pensate per un’asta destinata a sostenere la ricostruzione.
La scelta presa allora dal sindaco di Udine Angelo Candolini e dal consiglio comunale fu diversa: non disperdere quella raccolta, ma conservarla come patrimonio della città. È questa decisione ad aver trasformato un gesto di sostegno economico immediato in una eredità culturale stabile, ancora oggi conservata nel museo civico.
Pirone ha definito il riallestimento come il ricordo di una esperienza di solidarietà nata dal dolore del terremoto, sottolineando come agli aiuti arrivati nell’emergenza si sia affiancata una visione più lunga, capace di guardare anche all’identità culturale del territorio.
Gli artisti presenti nella raccolta
Il nuovo allestimento permette di rileggere la collezione nella sua complessità e di avvicinarsi a un insieme di opere rare dell’arte americana tra la fine degli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento. Tra i nomi presenti figurano Willem de Kooning, Roy Lichtenstein, Sol LeWitt, Donald Judd, Frank Stella e Carl Andre.
Si tratta di autori centrali per comprendere gli sviluppi dell’arte contemporanea americana del secolo scorso, e la loro presenza a Udine conferma il profilo particolare di questa raccolta civica. Negli ultimi anni Casa Cavazzini ha continuato a muoversi anche sul fronte della valorizzazione del contemporaneo, come mostra anche la vicenda di Bcc Banca di Udine, che ha ampliato la propria collezione con un’opera di Martina Zanin.
Con il nuovo allestimento, Casa Cavazzini rende di nuovo leggibile quasi integralmente il patrimonio FRIAM, riportando al pubblico una raccolta nata da donazioni internazionali e diventata negli anni una delle testimonianze culturali più originali conservate a Udine.