Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte

L’esposizione al terzo piano del Castello di Udine celebra i 160 anni del 1866 con dipinti, incisioni, foto e un focus sul restauro

17 giugno 2026 18:56
Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte -
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UDINE - Al terzo piano del Castello di Udine apre al pubblico da 18 giugno 2026 la mostra “1866-2026. Restauri per riscoprire l’arte della libertà”, percorso espositivo che riporta in sala opere e materiali storici del Museo del Risorgimento rimasti per lungo tempo non accessibili dopo il sisma del 1976. L’esposizione resterà visitabile fino al 13 settembre 2026.

La novità, per la città e per il Friuli, è doppia: da un lato tornano visibili beni artistici e documenti delle collezioni civiche restaurati negli ultimi mesi; dall’altro la mostra usa questi recuperi per rileggere il 1866, anno del congiungimento di Udine e di gran parte del Friuli al Regno d’Italia e anche anno di fondazione del Museo Friulano.

Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte
Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte

Curata da Fabio Franz, conservatore del Museo del Risorgimento, la rassegna è stata inaugurata nel pomeriggio di mercoledì 17 giugno e nasce attorno al doppio anniversario dei 160 anni. Le opere sono state restaurate grazie ai contributi 2025 della Regione Friuli Venezia Giulia, al cofinanziamento della Fondazione Friuli attraverso il Bando Restauro 2025 e ai fondi 2025 dei Civici Musei di Udine.

Cosa racconta la mostra

Il percorso mette in relazione protagonisti friulani e asburgici del Risorgimento, scegliendo una lettura meno rigida della stagione risorgimentale e superando la tradizionale contrapposizione tra “noi” e “gli altri”. L’impostazione si basa anche sui progressi più recenti della ricerca storiografica, con l’obiettivo di rileggere vicende e figure spesso interpretate in passato attraverso la retorica nazionalista.

In mostra ci sono dipinti, incisioni, cartoline, fotografie e rare oleografie, cioè litografie colorate rifinite a olio, pastello o acquerello che circolavano nei salotti della piccola e media borghesia come espressione del sentimento patriottico. Attraverso questi materiali il pubblico può seguire temi come la rappresentazione del potere, la costruzione della memoria civile e le trasformazioni urbanistiche ed economiche di Udine e del Friuli tra l’età napoleonica e la Prima guerra mondiale.

Un passaggio che richiama anche altri interventi recenti sul patrimonio artistico veneto è quello dei restauri delle opere, sempre più centrali nella programmazione culturale e museale.

Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte
Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte

Le opere recuperate e le nuove attribuzioni

Una parte rilevante della mostra riguarda proprio ciò che il restauro ha fatto emergere. Non solo recupero conservativo, quindi, ma anche nuove informazioni per gli studiosi.

Tra i casi segnalati c’è il “Ritratto del generale von Culoz”, indicato tradizionalmente come opera della figlia del militare asburgico. Durante l’intervento è però emersa una firma che sembra rimettere in discussione questa attribuzione. Le analisi tecniche hanno inoltre consentito di identificare gli autori dei ritratti di due protagonisti friulani del Risorgimento, aggiungendo elementi utili per ricerche future.

Le immagini diffuse con la mostra documentano anche il prima e dopo di quattro opere: “La famiglia di Garibaldi”, attribuita a ignoto e datata 1863 (?); “Karl von Culoz”, attribuito a Ida Maria Regina von Culoz e datato 1838 (?); “Papa Pio IX”, opera di ignoto collocata tra 1846 e 1848 (?); “Sacri Monumenti alla Memoria dei Martiri della Libertà Italiana” di Luigi Bassi, successivo al 20 settembre 1870.

Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte
Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte

Il video sul lavoro dei restauratori

La parte finale dell’esposizione è dedicata al lavoro di conservazione. Un video raccoglie le testimonianze dei professionisti del territorio che hanno seguito gli interventi, mostrando al pubblico il percorso tecnico e scientifico che accompagna il recupero delle opere.

È un taglio che affianca la visita alle sale con uno sguardo sul dietro le quinte, in una linea che richiama anche iniziative come Mi Sta a Cuore 2026, dedicate al sostegno dei restauri e alla restituzione pubblica del patrimonio.

Enti coinvolti e patrocinio

La mostra è organizzata dai Civici Musei di Udine con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Hanno concesso il patrocinio l’Università degli Studi di Udine, il Comitato di Udine e Pordenone dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano e la sezione friulana “Luciana Bolis” dell’Associazione Mazziniana Italiana.

L’assessore alla Cultura Federico Pirone ha definito l’iniziativa un’occasione per restituire alla comunità opere rimaste invisibili per decenni e per rileggere il Risorgimento come una storia complessa, europea e attraversata da persone, idee, conflitti e trasformazioni.

Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte
Castello di Udine, 160 anni del 1866 raccontati con opere restaurate e nuove scoperte

La mostra “1866-2026. Restauri per riscoprire l’arte della libertà” è visitabile al terzo piano del Castello di Udine fino al 13 settembre 2026.

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