Udine, al Castello la mostra “Terremoti e trasformazioni” sul sisma del Friuli
Inaugurata al Castello di Udine l’esposizione dedicata al terremoto del 1976 e alla ricostruzione del Friuli
UDINE - Il terremoto del Friuli e la ricostruzione tornano al centro di una nuova esposizione al Castello di Udine, dove è stata inaugurata la mostra “Terremoti e trasformazioni”, dedicata al sisma del 1976 e agli effetti che ha avuto sul territorio, sulla comunità e sul modo di leggere il rapporto tra fotografia e scienza.
All’inaugurazione è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, che ha richiamato il valore della memoria del terremoto e il compito di trasmetterla alle nuove generazioni. Secondo Bordin, dal sisma il Friuli ha ereditato non solo una ferita storica ma anche una responsabilità: raccontare ai giovani lo spirito che ha reso possibile una ricostruzione indicata ancora oggi come un modello di riferimento in Italia e anche fuori dai confini nazionali.
Il ricordo del volontariato e delle istituzioni
Nel suo intervento, Bordin ha ricordato che la ricostruzione fu possibile grazie a un vasto movimento di volontariato, con il coinvolgimento di Croce rossa, Donatori di sangue, Alpini e cittadini comuni. A questo, ha aggiunto, si affiancò una risposta istituzionale puntuale a tutti i livelli.
Un passaggio è stato dedicato anche al ruolo della Chiesa friulana di quegli anni, con l’arcivescovo Battisti e il clero impegnati a seguire da vicino le famiglie colpite nei momenti più difficili. Bordin ha richiamato inoltre l’accoglienza garantita da molte famiglie friulane e non solo, che aprirono le proprie case agli sfollati.
La ricostruzione come modello friulano
Per il presidente del Consiglio regionale, proprio l’insieme tra solidarietà diffusa, capacità organizzativa e uso attento delle risorse disponibili ha permesso al Friuli di ripartire in tempi rapidi e, soprattutto, negli stessi luoghi colpiti dal sisma.
È questo, nelle parole di Bordin, il “modello Friuli”: un’esperienza collettiva di reazione e ricostruzione di cui la comunità continua a essere orgogliosa e che oggi viene riproposta anche attraverso iniziative culturali come la mostra allestita a Udine. In queste settimane il tema della memoria del sisma è al centro anche di altri appuntamenti, come la mostra Terremoti e Trasformazioni ospitata nel capoluogo friulano.
L’obiettivo, ha spiegato ancora Bordin, è fare in modo che anche i più giovani possano riconoscersi in una storia comune costruita cinquant’anni fa, quando il Friuli seppe reagire al terremoto consolidando uno spirito di comunità ancora presente.
La nuova esposizione al Castello di Udine si inserisce quindi nel percorso di iniziative dedicate alla memoria del terremoto del 1976, accanto ad altri progetti che raccontano testimonianze, immagini e ricostruzione del territorio, come il lavoro svolto a Spilimbergo sulle memorie del sisma e dei decenni successivi.