Udine, all’Università la proiezione del documentario dedicato a Giulio Regeni
Alla Biblioteca scientifica dell’Ateneo friulano l’iniziativa del progetto nazionale “Le università per Giulio Regeni”
UDINE - Alla Biblioteca scientifica dell’Università di Udine si è svolta nel pomeriggio la proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, appuntamento inserito nel progetto nazionale “Le università per Giulio Regeni”, promosso a dieci anni dall’omicidio in Egitto del giovane ricercatore.
A portare il saluto della città è stato il vicesindaco Alessandro Venanzi, intervenuto prima dell’avvio dell’iniziativa organizzata dall’Ateneo friulano. Il progetto coinvolge in tutta Italia 76 università e circa 15 mila persone tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini, con incontri e proiezioni dedicati alla libertà della ricerca.
L’iniziativa all’Ateneo friulano
L’appuntamento ospitato dall’Università di Udine si inserisce nel percorso nazionale avviato per mantenere alta l’attenzione sul caso Regeni e sul tema della libertà di ricerca. La proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” ha rappresentato la tappa locale di una mobilitazione che mette insieme il mondo universitario e la società civile.
Nel suo intervento, Venanzi ha richiamato il significato civile della richiesta di verità e giustizia per il ricercatore friulano, osservando che, a dieci anni dalla sua morte, quella domanda resta ancora aperta. Il vicesindaco ha ricordato che, dopo processi celebrati senza la presenza dei presunti responsabili, ostacoli giudiziari e continui depistaggi, la famiglia Regeni e il Paese non hanno ancora ottenuto “quella piena verità e quella piena giustizia che spettano a qualsiasi cittadino”.
Le parole del vicesindaco
Nel corso del saluto istituzionale, Venanzi ha definito Giulio Regeni “un ricercatore, un’eccellenza italiana, un giovane europeo che credeva nello studio, nell’approfondimento e nella libertà di indagine”. Difenderne la memoria, ha aggiunto, significa difendere anche il valore dell’università come luogo libero, critico e aperto, principi che secondo il vicesindaco sono stati messi in dubbio negli ultimi anni.
Richiamando il ruolo svolto in questi anni da studenti, università, cittadini, amministrazioni, associazioni e giornalisti, Venanzi ha sottolineato che non è stato accettato il silenzio attorno a una vicenda che continua a interrogare la coscienza democratica dell’Italia e dell’Europa. Alla Biblioteca scientifica dell’Università di Udine, il vicesindaco ha anche sostenuto che la dignità di Giulio “è stata messa in secondo piano rispetto alla convenienza istituzionale” e che questo, ha rimarcato, “non lo abbiamo mai accettato”.
L’iniziativa si è svolta mentre in città era già stata annunciata anche l’anteprima del documentario su Giulio Regeni tra Udine e Pordenone, in un quadro di appuntamenti che riportano al centro la vicenda del ricercatore e il tema della libertà di studio e di indagine.
Il riferimento al docufilm
Nel suo intervento, Venanzi ha citato anche il mancato finanziamento al docufilm da parte del ministero della Cultura, ricordando il successivo intervento del ministro Giuli. “La verità non è scomoda. E la richiesta di giustizia non ha scadenza”, ha affermato il vicesindaco chiudendo il suo intervento prima della proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”.