Udine, firmati i verbali per il trasferimento di beni statali in otto Comuni

Coinvolti Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Fagagna, Tarvisio, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Cormons

20 maggio 2026 19:42
Udine, firmati i verbali per il trasferimento di beni statali in otto Comuni -
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Udine - È stato formalizzato oggi nella sede della Regione il trasferimento di immobili e infrastrutture statali destinati a otto Comuni del Friuli Venezia Giulia. Alla firma dei verbali di consegna erano presenti i sindaci, i funzionari regionali, i referenti dell'Agenzia del demanio e l'assessore regionale al Patrimonio e demanio Sebastiano Callari.

Secondo quanto spiegato dall'assessore, il risultato è arrivato attraverso un'interlocuzione stabile con il Governo e il lavoro della Commissione paritetica. L'obiettivo indicato dalla Regione è quello di restituire ai territori aree che hanno perso la loro funzione originaria e che le amministrazioni comunali hanno chiesto per progetti di interesse pubblico.

I beni interessati dal trasferimento si trovano nei Comuni di Malborghetto-Valbruna, Pontebba, Fagagna, Tarvisio, Bordano, Cavazzo Carnico, Verzegnis e Cormons.

I beni trasferiti Comune per Comune

Nel dettaglio, a Malborghetto-Valbruna passa l'aliquota della caserma D'Incau. A Pontebba sono stati trasferiti l'ex deposito munizioni di San Leopoldo e l'ex strada militare 133. A Fagagna riguarda l'area del demanio militare.

Nel Comune di Tarvisio il trasferimento interessa l'ex fortino-casermetta difensiva di confine a Camporosso. Per Bordano è stato consegnato il tratto della strada Bordano-Cavazzo Carnico-Venzone che ricade nel territorio comunale.

A Cavazzo Carnico rientrano invece la strada ciclabile Cavazzo-Pioverno, l'ex strada militare Sot Clapiz, l'ex strada militare 91, la fortificazione di Cesclans-Cuel di Mena e l'aliquota dell'ex fortificazione permanente di Palude Vuarbis. A Verzegnis passano le ex strade militari 86, 88, 89, 90 e 91. A Cormons, infine, il verbale riguarda l'ex campo sportivo di Brazzano.

Il quadro normativo

Il passaggio diventa effettivo con la sottoscrizione dei verbali ed è previsto dal decreto legislativo 5 agosto 2025, numero 114. Il provvedimento dispone il trasferimento alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia di beni immobili appartenenti al demanio pubblico dello Stato, ramo difesa esercito, con la possibilità di un successivo trasferimento gratuito ai Comuni che ne abbiano fatto richiesta.

I possibili utilizzi indicati dai Comuni

Nel corso dell'incontro è stato ricordato che le finalità segnalate dalle amministrazioni locali riguardano percorsi ciclabili e naturalistici, viabilità locale, sicurezza, valorizzazione storico-turistica, gestione silvo-pastorale, funzioni sociali, attività sportive e aree di protezione civile.

Callari ha anche richiamato la possibilità di valutare, caso per caso, l'impiego di alcune aree già infrastrutturate per impianti fotovoltaici, ma solo in situazioni compatibili e con un minore impatto sul territorio.

Studi di fattibilità e iter amministrativi

L'assessore ha spiegato inoltre che la Direzione regionale ha predisposto una norma per consentire il finanziamento di eventuali studi di fattibilità. Il tema, ha osservato, riguarda soprattutto i Comuni che, una volta ricevuti i beni, potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di risorse o di personale. Da qui l'intenzione della Regione di accompagnare il riuso concreto di queste aree e strutture.

Durante la riunione è stato messo in evidenza anche il lavoro amministrativo necessario per arrivare alla consegna. Le procedure, in particolare quando si tratta di beni militari, richiedono verifiche tecniche, passaggi ministeriali e il coinvolgimento di più soggetti istituzionali. Nel confronto è stata confermata la collaborazione tra Agenzia del demanio, Regione e amministrazioni locali per procedere con la massima celerità possibile.

In chiusura, Callari ha ribadito l'obiettivo indicato dalla Regione: trasformare beni statali non più utilizzati per la loro funzione originaria in opportunità concrete per i Comuni e per le comunità locali.

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