Udine, gara per gli arredi del nuovo polo 0-6 di via Adige: apertura nel 2027/2028
Edificio già concluso e collaudato nell’area dell’ex caserma Osoppo. Il polo potrà accogliere fino a 180 bambini.
UDINE - Entra nella fase finale il nuovo polo educativo 0-6 di via Adige: il Comune ha avviato la gara per la fornitura e la posa degli arredi e dei complementi della struttura realizzata nell’area dell’ex caserma Osoppo, già completata e collaudata. Il nuovo servizio potrà accogliere fino a 180 bambini tra nido e scuola dell’infanzia, con la prospettiva di aprire alle iscrizioni per l’anno scolastico 2027/2028.
L’intervento riguarda uno degli ultimi passaggi necessari per rendere operativa la nuova scuola, che sarà inserita nell’istituto comprensivo II. Al centro della progettazione non ci sono solo gli spazi, ma anche il modo in cui saranno vissuti ogni giorno da bambini, educatori e insegnanti.
Come sarà organizzata la nuova scuola
Il progetto degli spazi educativi e del sistema degli arredi è stato curato da Amalia Masi, al termine di un percorso di co-progettazione che ha coinvolto insegnanti, pedagogisti, educatori, tecnici e operatori. Il polo è stato pensato come una struttura integrata per la fascia da zero a sei anni, con ambienti distinti per nido e scuola dell’infanzia, spazi comuni e una mensa a servizio dell’intero complesso.
All’esterno è prevista un’area verde di oltre 3.500 metri quadrati, considerata parte integrante dell’esperienza educativa. L’edificio è stato progettato anche con attenzione alla sostenibilità energetica e al rapporto diretto tra interni e verde, valorizzato dalle ampie superfici vetrate.
Il lavoro di co-progettazione durato 200 ore
La definizione degli arredi arriva dopo il progetto “VAU – Spazi di crescita: co-progettazione e progetto esecutivo degli spazi educativi e del sistema degli arredi del Plesso integrato 0–6 anni di Via Adige”, costruito attraverso circa 200 ore di lavoro collettivo. Il percorso ha incluso momenti di ascolto, sopralluoghi, confronto, verifica e restituzione tra amministrazione, dirigenza scolastica, personale educativo, pedagogisti, operatori e tecnici.
Il metodo seguito ha preso come punto di partenza le pratiche quotidiane della scuola: bisogni, criticità e aspettative sono stati analizzati e trasformati in criteri progettuali concreti. L’obiettivo è creare ambienti capaci di sostenere autonomia, inclusione, relazioni e una diversa configurazione degli spazi in base alle attività e alle esigenze dei bambini.
Il riferimento metodologico richiama gli studi sugli ambienti di apprendimento sviluppati da INDIRE, in particolare il principio dello spazio come “terzo educatore”, cioè un ambiente che partecipa direttamente al percorso educativo e accompagna relazioni, autonomia e apprendimento.
Corridoi, nicchie e ambienti flessibili
La linea scelta dal Comune è quella di una “scuola da abitare”, in cui il benessere delle persone guida le soluzioni progettuali. Gli ambienti saranno costruiti per permettere ai bambini di riconoscere lo spazio, comprenderlo, scegliere come usarlo e modificarlo nel tempo.
Anche le aree di collegamento tra le sezioni avranno una funzione educativa: i corridoi non saranno soltanto spazi di passaggio, ma luoghi di connessione, relazione, gioco e sosta, con sedute, nicchie e piccoli ambienti destinati all’attesa, alla lettura, all’osservazione o ad attività informali.
Secondo l’assessore all’Istruzione Federico Pirone, con la gara si compie un passaggio decisivo dopo la realizzazione dell’edificio, perché ora si definiscono gli ambienti nei quali bambini, insegnanti ed educatori trascorreranno una parte significativa della loro quotidianità. Pirone sottolinea che la scelta è stata quella di partire dalle esigenze educative e dalle persone che utilizzeranno questi spazi, con l’obiettivo di favorire autonomia, incontro, concentrazione, gioco e inclusione.
Il polo nell’area ex caserma Osoppo
Il progetto architettonico è stato sviluppato fin dall’inizio nel confronto tra il servizio Istruzione e quello delle Opere pubbliche, con l’obiettivo di costruire una struttura aderente alle esigenze della comunità scolastica. Il nuovo polo si inserisce nella rigenerazione dell’area dell’ex caserma Osoppo e della zona orientale della città, ampliando l’offerta educativa pubblica per la fascia da zero a sei anni.
Con l’avvio della gara per gli arredi si apre quindi l’ultima fase verso la piena operatività della struttura. Il traguardo indicato resta l’ingresso dei primi bambini nell’anno scolastico 2027/2028.