Udine, al Museo Etnografico una giornata di studio sulle donne del tessile

Sabato 30 maggio 2026 al Museo Etnografico del Friuli focus su Anita Pittoni, Elda Pavan Cecchele, Gina Morandini e Lina Di Dominissini

29 maggio 2026 14:18
Udine, al Museo Etnografico una giornata di studio sulle donne del tessile -
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UDINE - Sabato 30 maggio 2026 il Museo Etnografico del Friuli ospiterà nel Salone al piano nobile di Palazzo Giacomelli la giornata di studio “Protagoniste del tessile e della moda del Novecento”, dedicata a quattro figure femminili che hanno segnato il mondo del tessile, dell’arte applicata e della moda nel Novecento friulano e italiano. L’iniziativa è organizzata dal CIRT – Centro Internazionale di Ricerca Tessile APS di Villa Santina.

L’appuntamento metterà al centro il contributo culturale, artistico e imprenditoriale di donne che hanno interpretato il tessile in ambiti diversi, dal linguaggio creativo alla ricerca, dal patrimonio identitario all’iniziativa imprenditoriale. Le protagoniste scelte per la giornata sono Anita Tosoni Pittoni, Elda Pavan Cecchele, Gina Morandini e Lina Di Dominissini.

Il programma prenderà il via alle 9.30 con una serie di interventi affidati a studiose ed esperte chiamate a ricostruire il percorso umano e professionale delle quattro protagoniste. La giornata si svolgerà dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 15.30 al Museo Etnografico del Friuli, nel Salone di Palazzo Giacomelli, in via Grazzano 1 a Udine. L’ingresso sarà da via Grazzano 1.

Anita Tosoni Pittoni

La figura di Anita Tosoni Pittoni sarà presentata dalla dott.ssa Rossella Cuffaro, storica dell’arte e studiosa di Anita Pittoni. Nata a Trieste nel 1901 e morta nel 1982, fu artista, artigiana e imprenditrice culturale, considerata una presenza pionieristica nell’arte tessile e decorativa del Novecento.

Attiva nella Trieste di inizio secolo, in un contesto di confine aperto alle avanguardie europee, trasformò tecniche tradizionalmente femminili come il lavoro a maglia, ai ferri e all’uncinetto in strumenti di ricerca moderna. Tra gli anni Venti e Trenta insegnò al Laboratorio Artigiano Triestino e fondò nella propria abitazione lo Studio d’arte decorativa e moda d’eccezione, dove realizzò pannelli murali, tappeti, arazzi, cuscini, costumi teatrali, capi e accessori d’abbigliamento.

Le sue opere si distinguevano per rigore compositivo, qualità tecnica e attenzione alla texture. Espose in Italia e all’estero, partecipando alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, alla Fiera dell’Artigianato di Firenze e a mostre internazionali. Collaborò inoltre con architetti razionalisti e ottenne riconoscimenti su riviste come Domus, Casabella e The Studio. Dopo la chiusura del laboratorio nel 1948 si dedicò all’editoria, fondando Le edizioni dello Zibaldone per valorizzare autori della Venezia Giulia.

Elda Pavan Cecchele

A Elda Pavan Cecchele sarà dedicato l’intervento della dott.ssa Chiara Squarcina, direttrice scientifica MuVe Venezia. Nata a San Martino di Lupari nel 1915 e morta a Cittadella nel 1998, fu tessitrice, artigiana e artista, tra le figure più originali dell’artigianato tessile veneto del Novecento.

Imparò la tessitura da giovane e, dopo il matrimonio con Gino Cecchele, allestì il proprio laboratorio in una filanda dismessa a San Martino di Lupari, lavorando esclusivamente con telai manuali. Negli anni Cinquanta sviluppò una ricerca che univa tradizione e sperimentazione, realizzando tessuti artistici per moda, arredamento e accessori e utilizzando materiali inconsueti come laminette, velluti, tulle, passamanerie e soutache.

Nel corso della sua attività espose alla Fondazione Bevilacqua La Masa, a Monaco di Baviera, Oslo, Firenze e nel 1956 alla Biennale di Venezia nella sezione Arti Decorative. Collaborò con Giuliana Camerino per Roberta di Camerino, con Salvatore Ferragamo, Franca Polacco, Fedon, Malìparmi e altri protagonisti della moda e del design italiano. Nel 1965 registrò il marchio “Cecchele” e nel 1975 ricevette l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. L’ultima fase del suo lavoro portò ai “Pannelli Scarpa”, realizzati con Afra e Tobia Scarpa. Il laboratorio, ancora conservato con telai e strumenti originali, resta una testimonianza della sua attività.

Udine, al Museo Etnografico una giornata di studio sulle donne del tessile
Udine, al Museo Etnografico una giornata di studio sulle donne del tessile

Gina Morandini

La prof.ssa Annamaria Poggioli, presidente di Le Arti Tessile aps di Maniago, presenterà Gina Morandini, nata a San Giorgio di Nogaro nel 1931 e morta a Udine nel 2021. Nel testo di presentazione viene ricordata come docente innovativa, project manager, ricercatrice e Fiber Artista, punto di riferimento nel tessile internazionale e in numerosi ambienti culturali del Friuli Venezia Giulia.

Diplomata all’Istituto Tecnico Femminile Bianchini di Udine, nei primi anni Cinquanta aprì in città un laboratorio di tessitura a mano nel quale progettava e produceva tessuti per arredo e abbigliamento dal design innovativo, collaborando con architetti e artisti locali. Nel 1960 divenne docente della Sezione Arte del Tessuto, Tappeto e Arazzo della Scuola d’Arte, oggi Liceo Artistico “Giovanni Sello” di Udine.

Dagli anni Ottanta si avvicinò alla Fiber Art, sperimentando materiali, tecniche e nuovi linguaggi espressivi. Negli anni Novanta entrò nel comitato DARS Donna Arte Ricerca e Sperimentazione di Udine e sviluppò un dialogo con la poesia, tradotta attraverso il medium tessile, anche nel confronto con le letterate del gruppo Anna Achmatova. A lei si devono la fondazione dell’Associazione Le Arti Tessili nel 1987 e l’istituzione del Premio Valcellina Concorso Internazionale di Arte Tessile Contemporanea per artisti under 35, indicato come evento di riferimento internazionale e legato a collaborazioni con scuole e accademie d’Italia e d’Europa.

Lina Di Dominissini

L’ultima figura in programma sarà quella di Lina Candidi Tommasi Crudeli - Atelier Lina Di Dominissini, presentata dalla dott.ssa Lucrezia Armano, presidente del DARS di Udine. Lina Dominissini, indicata come figura del XX secolo nata a Udine, crebbe nell’atelier di famiglia di via Codroipo, noto con il cognome materno “Dominissini”.

La madre, tra le sarte più conosciute della città dagli anni Cinquanta, la formò al rigore del mestiere e alla continuità dell’impresa familiare, di cui Lina divenne titolare nel 1980. Il profilo tracciato per la giornata la descrive come una professionista dalla forte personalità, con talento creativo e determinazione, capace di trasformare l’abito in uno strumento per interpretare e valorizzare l’identità di chi lo indossava.

Le sue collezioni sfilarono in Friuli, a Roma, Milano e all’estero, da Budapest a Rio de Janeiro, fino a New York e in Canada. Accanto all’attività sartoriale, svolse anche un lavoro nelle scuole attraverso corsi e laboratori e si impegnò nella tutela e nella promozione del settore artigiano. Tra gli incarichi ricoperti figura quello di Capo categoria delle sarte artigiane.

La giornata di studio si terrà al Museo Etnografico del Friuli, nel Salone di Palazzo Giacomelli in via Grazzano 1 a Udine, con orario 9.30-12.30 e 13.30-15.30.

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