Udine, Il Gabbiano scuote il Teatro Nuovo: Čechov tra disillusioni e modernità
A Udine Il Gabbiano di Čechov con Filippo Dini e Giuliana De Sio dal 6 all’8 marzo al Teatro Nuovo.
UDINE – È in arrivo al Teatro Nuovo Giovanni da Udine Il Gabbiano di Anton Čechov, una delle commedie più ciniche e contemporanee dello scrittore e drammaturgo russo. In scena da venerdì 6 a domenica 8 marzo lo spettacolo, inserito nel cartellone di Prosa della Stagione 2025/26 firmato dal direttore artistico Roberto Valerio e realizzato anche con il sostegno di Fondazione Friuli, è diretto da Filippo Dini che, protagonista anche sul palcoscenico, ha voluto accanto a sé una grande interprete del Teatro italiano, Giuliana De Sio, e una Compagnia di attrici e attori di assoluto livello.
Tutti gli artisti incontreranno il pubblico sabato 7 marzo alle 17.30 in occasione di un nuovo appuntamento di Casa Teatro condotto dal critico teatrale Mario Brandolin (ingresso gratuito con prenotazione consigliata).
Testimonianza dell’assurdità del destino, Il gabbiano (1895) ci invita a riflettere sulla caducità delle cose e sulle disillusioni che accomunano gli esseri umani, ieri come oggi. Ogni estate, l’anziano Sorin si reca nella sua tenuta di campagna con la sorella Arkadina, attrice famosa, il suo amante Trigorin e il nipote Konstantin, aspirante scrittore. Nonostante l’amenità del luogo, emergono tutte le contraddizioni e le frustrazioni vissute dai personaggi: crisi d’identità, amori non corrisposti, incomprensioni. Ne Il gabbiano Čechov dipinge con maestria le sfumature dell’animo umano, tra speranze e delusioni: «L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità stanno proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”, una società sull’orlo del baratro» commenta Filippo Dini. «Questa umanità in miniatura ci racconta come possa accadere che le nostre migliori energie, i nostri più luminosi talenti, il nostro amore più appassionato, possano essere tutti stravolti e corrotti».
In scena, accanto a Filippo Dini e Giuliana De Sio, Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzuccato, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente. scene Laura Benzi, costumi Alessio Rosati, luci Pasquale Mari, musiche Massimo Cordovani. Regia della scena "lo spettacolo di Kostja" di Leonardo Manzan, produzione TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli - Teatro Nazionale
Dalle note di regia
[…] L’intero dramma è una testimonianza dell’assurdità del destino umano. Sembra non esistere progetto grandioso che non sia votato, prima o poi, all’insuccesso; come dovesse occorrere un’energia sovrumana per gettare una passerella sull’abisso che separa il sogno dalla realtà. O meglio, credo voglia indicarci in che modo, secondo quali principi e per quali cause, le migliori e più nobili pulsioni sono destinate a fallire.
La vicenda si svolge in un non luogo ai confini del mondo, popolato da un piccolo gruppo di esseri speciali per la loro impossibilità a convivere. Čechov sembra voler rappresentare una metafora di tutta l’umanità; come in un esperimento, mette insieme dieci esseri che, se inseriti nello stesso ambiente vitale, se fatti interagire, non potranno far altro che soccombere e fallire nei loro intenti.
Per rendere questo esperimento ancora più efficace, lo riempie d’amore e di sogno: il maestro Medvedenko ama Masa, ma lei ama Kostja, che a sua volta ama Nina; sia Nina che l’Arkadina (la madre di Kostja), amano Trigorin; Polina ama il dottor Dorn; Samraev (marito di Polina) odia tutti, Trigorin probabilmente non ama nessuno e il dottor Dorn forse ama l’umanità intera, ma comunque nessuno ricambia l’amore del suo/sua innamorato/a, non c’è nessun «amor, ch’a nullo amato amar perdona» in questa commedia, ogni amore è destinato a cadere nel nulla, nell’indifferenza, in alcuni casi nella disperazione.
Questa umanità in miniatura ci racconta di come possa accadere che le nostre migliori energie, i nostri più luminosi talenti, il nostro amore più appassionato, possano tutti essere stravolti e corrotti secondo le leggi del consorzio umano nel quale tentiamo di esprimerli. L’allegra comitiva de Il gabbiano, pur partendo con le migliori intenzioni, si dirige verso l’oblio, inesorabilmente. E ad osservarli c’è appunto un animale (che dà il titolo alla commedia) strano e contraddittorio, aggressivo e nobile nell’aspetto, elegante e volgare, un uccello attratto dalle acque del lago, che vola sulle loro teste, li osserva (come il pubblico che assiste allo spettacolo), ma ad un certo punto viene ucciso nella maniera più vile.
L’immortalità di questo testo e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una “umanità alla fine”, una società sull’orlo del baratro, che avverte l’arrivo di un’apocalisse, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento, di lì a vent’anni, infatti, ci sarà la Rivoluzione, e anch’essa sarà causa o effetto (a seconda dei casi) di tante rivoluzioni in Europa. Tutta la drammaturgia di Čechov racconta una fine imminente, i suoi personaggi sono un popolo di ombre che tentano di resistere con tutte le loro forze alla malinconia, alla tristezza, al rammollimento cerebrale, lottano, si scontrano, si sparano, tra di loro e a se stessi, cercando di non soccombere. Le somiglianze con la nostra epoca sono straordinarie e sconfortanti, come se il nostro Anton ci guardasse da lontano con quel sorriso e quell’ironia che gli sono certamente congeniali, nell’attesa che anche la nostra società, il nostro mondo, il nostro folle modo di condurre le nostre esistenze, arrivi all’esplosione, proprio come la boccetta di etere del dottor Dorn.
Info e biglietteria
La biglietteria del Teatro in via Trento 4 a Udine è aperta dal martedì al sabato (escluso festivi) dalle 16.00 alle 19.00 e a partire da 90 minuti prima di ogni spettacolo e concerto.
In occasione della Giornata internazionale della Donna, è attiva una speciale promozione per la recita di domenica 8 marzo con inzio alle ore 16.00 : biglietto unico a soli 12 euro. Promo
Per informazioni: tel. 0432 248418 (dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00). [email protected] www.teatroudine.it
TEATRO NUOVO GIOVANNI DA UDINE
venerdì 6 marzo 2026 - ore 20.30
sabato 7 marzo 2026 - ore 20.30
domenica 8 marzo 2026 - ore 16.00
IL GABBIANO
di Anton Čechov
traduzione Danilo Macrì
con (in o.a.) Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Giuliana De Sio, Gennaro Di Biase, Filippo Dini, Giovanni Drago, Angelica Leo, Valerio Mazzuccato, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente
scene Laura Benzi
costumi Alessio Rosati
luci Pasquale Mari
musiche Massimo Cordovani
regia della scena "lo spettacolo di Kostja" Leonardo Manzan
regia Filippo Dini
produzione TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli - Teatro Nazionale