Udine, all’università la presentazione del libro su Pietro Manzini "Ercole"

Giovedì 28 maggio alle 17.30 in aula 1 l’incontro promosso dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale

26 maggio 2026 14:17
Udine, all’università la presentazione del libro su Pietro Manzini "Ercole" -
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UDINE - Giovedì 28 maggio, alle 17.30, nell’aula 1 di Palazzo Antonini-Cernazai in via Petracco 8, l’Università di Udine ospiterà la presentazione del libro “Le due guerre di Pietro Manzini”, dedicato alla storia del partigiano Ercole.

L’incontro è promosso dal Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo. Interverranno i curatori del volume, Paolo Ferrari, docente di Storia contemporanea dell’Università di Udine, e lo storico Mimmo Franzinelli della Fondazione Rossi – Salvemini. A discuterne con loro saranno Giuseppe Mariuz, dell’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione, e Gianluca Volpi, docente di Storia dell’Europa orientale dell’Università di Udine.

L’appuntamento è organizzato in collaborazione con l’Istituto friulano per la storia del movimento di liberazione e con il comitato provinciale di Udine dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, Anpi.

Il libro e la figura di Ercole

L’autobiografia di Pietro Manzini, nome di battaglia “Ercole”, è introdotta da un saggio di Eraldo Canegallo e propone un racconto della Resistenza visto dall’interno. «Senza retorica né esagerazioni – spiega il professor Ferrari –, ma con lo spessore morale di un giovane curioso della vita, gettato dal fascismo in una guerra rovinosa che lo fa maturare anzitempo, assumendo posizioni critiche verso il regime».

Nel giugno 1940 Manzini si trova sul fronte italo-francese nel Genio militare. L’anno successivo viene inviato in Jugoslavia, dove è catturato e successivamente rilasciato in uno scambio di prigionieri.

Dalla guerra nei Balcani all’8 settembre

Secondo Ferrari, hanno un valore particolare le osservazioni lasciate da Manzini sulla repressione dei partigiani in Croazia e sulla guerriglia contro gli occupanti. «Le sue osservazioni sulla repressione dei partigiani in Croazia e la guerriglia contro gli occupanti – sottolinea Ferrari – sono preziose in quanto riguardano una pagina spesso taciuta per un malinteso senso di patriottismo o perché l’orrore impediva ai reduci di rivivere quelle tragedie e di farle conoscere ai tanti che le ignoravano».

Dopo il rimpatrio per frequentare il corso Allievi ufficiali, l’artigliere Manzini vive ad Alessandria l’esaltazione per la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943. Un mese e mezzo dopo affronta invece lo sconvolgimento dell’armistizio: l’8 settembre si trova a Roma e da lì riesce a tornare in Piemonte, sfuggendo alla caccia dei tedeschi che catturano molti suoi commilitoni.

Dalla renitenza alla lotta partigiana

Il volume segue poi il suo percorso esistenziale, militare e politico, dalla renitenza alla Resistenza, con la costituzione del “Gruppo Ercole” tra Liguria e Piemonte. «Le cronache partigiane racchiuse in questo volume descrivono con ricchezza di particolari le dinamiche della lotta dietro le linee, rettificando in più punti le ricostruzioni storiografiche – evidenzia Paolo Ferrari –. Tra le parti più significative vi sono le pagine sui rapporti con i civili e sullo scatenarsi dei rastrellamenti contro i partigiani e i loro simpatizzanti».

Il racconto di Manzini arriva fino al dopoguerra e alla cronaca di alcuni incontri tra vecchi compagni di lotta che si ritrovano in un’Italia diversa da quella immaginata, perquisiti e inquisiti nell’ambito del “processo alla Resistenza” che segnò la fase politica del centrismo tra le elezioni politiche dell’aprile 1948 e gli anni Cinquanta.

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