A Villalta di Fagagna il ballo diventa linguaggio: successo per il progetto “Cambiare le storie”

A Villalta di Fagagna il ballo sociale diventa strumento di relazione e comunità nel progetto “Cambiare le storie”.

06 aprile 2026 10:45
A Villalta di Fagagna il ballo diventa linguaggio: successo per il progetto “Cambiare le storie” -
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UDINE – Cambiare le storie è possibile, possiamo dare nuovi sguardi e nuove parole alle nostre relazioni e il nostro linguaggio rinnovato può passare anche attraverso il ballo: lo dimostra il nuovo progetto dei Racconti sonori, un percorso coinvolgente del cartellone “Cambiare le storie” di scena per tutto l’anno alla Cjase di Catine a Villalta di Fagagna, sede della Casa delle Culture bambine, per iniziativa di Damatrà onlus in sinergia con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, il Comune di Fagagna, l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Trieste, L’associazione di promozione sociale IoCiVado e la Comunità Collinare del Friuli. La narrazione come strumento di rigenerazione e coesione sociale sarà al centro anche delle serate di “ballo sociale”, un’esperienza di partecipazione dove il movimento e la musica sono elementi di dialogo, rispetto e ascolto reciproco. Venerdì 10 aprile, dalle 20.30 alle 22.30 sempre alla Cjase di Catine, è in programma il terzo appuntamento della serie: e sono attese decine di partecipanti, perché l’iniziativa ha raccolto un successo oltre ogni previsione. Ad accogliere danzatori e danzatrici saranno ancora una volta l’attrice e cantante Nicoletta Oscuro e il drammaturgo e regista argentino Hugo Samek, che spiegano: «non serviranno passi perfetti: basta la voglia di esserci, perché da sempre il ballo è un modo per stare insieme e riscoprire il valore dell’incontro reale, del rispetto e ascolto reciproco. Muoversi, incontrarsi e condividere la “narrazione” del corpo, ritrovarsi in un gesto semplice ma autentico attraverso il ritmo, il movimento e la presenza dell’altro permette di “cambiare le storie” con le nostre mani, con i piedi, con le gambe e la forza della condivisione. Permette di fare comunità ballando: perché il ballo sociale non è performance, ma partecipazione. In un tempo che ci fa comunicare attraverso lo schermo, riscoprire il valore dell’incontro reale diventa importante».

All’evento di venerdì 10 aprile – cui seguirà un ulteriore appuntamento venerdì 8 maggio, sempre dalle 20.30 a Cjase di Catine - potranno partecipare persone di ogni età – come avvenuto per i primi incontri del ciclo - in coppia o da soli. Può partecipare chi ha esperienza di ballo, ma anche qualsiasi neofita. «Non si balla necessariamente sempre con la stessa coppia, un po’ come avviene in tutti i corsi di ballo – raccontano ancora Oscuro e Samek – La nostra introduzione al ballo di coppia è molto destrutturata, senza passi preconfezionati: lavoriamo sugli elementi che alimentano la connessione della coppia quando balla insieme e che permettono alle persone di entrare in contatto, di cominciare a comunicare, per costruire una relazione mentre si sta ballando, e creare la propria comunicazione. Utilizziamo musiche di ogni epoca e di tutti i generi possibili, di tutto il mondo: dal contemporaneo al vintage, con una scelta molto accurata in cui la qualità della musica sia motore del ballo». Cambiare le storie è un progetto realizzato nell’ambito delle attività strategiche finanziate dal PR FESR 2021−2027, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.

Nicoletta Oscuro, attrice e cantante, lavora da anni con Matteo Sgobino in ambito teatrale, vocale e musicale. Dal 2016 collaborano all’allestimento dello spettacolo Tina Modotti, gli occhi e le mani, su drammaturgia di Alberto Prelli, da cui è nato l’omonimo cd coprodotto dall’associazione Genia e da Folkest. Recentemente ha debuttato con un nuovo spettacolo su Spoon River, Fabrizio De André e Fernanda Pivano dal titolo Vennero in tanti e si chiamavano gente, drammaturgia di Hugo Samek. Collabora con CSS Teatro Stabile d’Innovazione FVG in vari spettacoli per la regia di Rita Maffei come Assemblea, Sissignora, Il labirinto di Orfeo e con Teatrino del Rifo e Manuel Buttus per lo spettacolo Se non avessi più te. Hugo Samek, argentino, da sempre opera nel settore della cultura e dello spettacolo, con un approccio interdisciplinare, specificamente nei settori del teatro, la musica e la danza. In ambito teatrale lavora come drammaturgo e regista. In Argentina, a Buenos Aires, ha lavorato come docente presso il Colegio Superior de Artes del Teatro y la Comunicación. Nel 2022, insieme a Nicoletta Oscuro, è assistente in Europa di Claudio Tolcachir per l’Ecole des Maîtres CSS Teatro Stabile d'Innovazione FVG. Come percussionista si specializza nella ricerca e nello studio dei ritmi africani e afroamericani e nel folklore latinoamericano. È inoltre ballerino e maestro di tango argentino, e realizza da più di vent’anni un’intensa attività didattica. Al centro dell’attenzione l’abbraccio e la comunicazione della coppia, il rapporto con la musica e lo spazio, insieme a tutti gli elementi tecnici necessari per una corretta impostazione del corpo. Insegna in Italia dal 2004, dove tiene corsi di tango argentino, milonga e vals per tutti i livelli.

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