Udinese, il 5-2 con la Roma allunga la crisi: a Udine sette sconfitte in dieci gare

Al Bluenergy Stadium i bianconeri incassano quattro reti prima dell'intervallo, reagiscono nella ripresa ma restano a cinque punti dopo dieci giornate. Il prossimo passaggio è la trasferta di Venezia.

31 ottobre 2026 21:12
Udinese, il 5-2 con la Roma allunga la crisi: a Udine sette sconfitte in dieci gare -
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UDINE – Il 5-2 incassato dall'Udinese contro la Roma non è soltanto una sconfitta pesante nel punteggio. Al Bluenergy Stadium, sabato 31 ottobre, la squadra friulana ha subito quattro gol nel primo tempo e ha provato a riaprire la partita nella ripresa senza riuscire a cambiare l'esito. Il risultato lascia i bianconeri a cinque punti dopo dieci giornate di Serie A, con sette sconfitte, e rende ancora più delicato il passaggio verso la prossima gara: venerdì 6 novembre la trasferta sarà a Venezia.

Per il Friuli Venezia Giulia il dato da leggere non è una generica “giornata storta”. È la ripetizione di un problema che il pareggio di Parma aveva solo interrotto: un avvio di campionato nel quale l'Udinese ha raccolto poco e ha troppo spesso rincorso la partita. Alla vigilia, nella nostra guida a Udinese-Roma al Bluenergy Stadium, il punto era la difficoltà a trovare continuità offensiva e a proteggere la porta nei momenti chiave. Novanta minuti dopo, il primo tempo ha spostato l'attenzione soprattutto sulla tenuta collettiva senza palla.

Quattro gol subiti prima dell'intervallo

La Roma ha costruito il vantaggio già nei primi minuti e ha chiuso la prima frazione sullo 0-4. Bryan Cristante ha aperto il punteggio al 10', poi Rodrigo Mora al 31', Donyell Malen al 33' e Evan Ndicka al 37' hanno dilatato il divario. La sequenza e il risultato sono riportati nel resoconto di ANSA della partita.

Non è necessario trasformare quattro reti in una diagnosi assoluta su ogni reparto. Una gara non sostituisce l'analisi dello staff, né consente di attribuire responsabilità individuali senza dati tecnici completi. Ma la distribuzione dei gol conta: quando un incontro si compromette in meno di quaranta minuti, la possibilità di correggere assetto, distanze e fiducia durante l'intervallo si riduce a un tentativo di rimonta contro un avversario già in controllo.

Il pubblico di Udine ha visto una partita in cui la Roma è riuscita a sfruttare gli spazi e a trovare soluzioni diverse: un colpo di testa, inserimenti e combinazioni nella metà campo friulana. È un fatto concreto, non un'etichetta definitiva sulla stagione. Tuttavia si aggiunge a un percorso nel quale l'Udinese, prima del fischio d'inizio, arrivava da sei sconfitte consecutive interrotte dallo 0-0 di Parma. Il pareggio emiliano non è stato seguito dalla svolta cercata: il 2-5 rimette il conto delle battute d'arresto a sette sulle prime dieci partite.

La reazione non basta, ma dice qualcosa

Nella ripresa l'Udinese non ha smesso di giocare. Nicolò Zaniolo ha segnato al 50' e Matteo Palma ha accorciato al 79', portando il punteggio sul 2-4. Sono due gol che impediscono di raccontare la serata come una resa dopo l'intervallo e che restituiscono almeno una parte della risposta richiesta da uno stadio rimasto dentro alla gara. Nel recupero Daniele Ghilardi ha però firmato il quinto gol romanista, fissando il 2-5.

La differenza tra reazione e rimonta è qui. Segnare due volte dopo un passivo di quattro reti può offrire indicazioni su orgoglio e capacità di restare nella partita; non cancella però l'effetto dei primi 37 minuti sulla classifica. Per l'Udinese la priorità non può essere soltanto produrre una ripresa migliore quando il risultato è già compromesso. Deve diventare evitare che le partite vengano indirizzate così presto.

Il confronto con la Roma non era un appuntamento neutro. La squadra giallorossa arrivava a Udine senza sconfitte tra campionato e Coppa Italia, mentre l'Udinese cercava il primo segnale di inversione dopo una lunga serie negativa. Questa differenza di momento spiega il valore dell'avversario, ma non assolve il rendimento friulano: cinque punti in dieci turni sono la fotografia da cui ripartire, non una previsione su come finirà il campionato.

Che cosa cambia nella classifica e nel calendario

La conseguenza immediata è semplice: l'Udinese resta ferma a cinque punti e la Roma, secondo quanto riporta ANSA, si avvicina a un punto dalla coppia di testa. Per i bianconeri sarebbe fuorviante parlare già di verdetti: il torneo è ancora nella sua prima parte e la posizione esatta dipende dal completamento della giornata. Ma il margine per considerare le gare successive come semplici occasioni di assestamento si è ridotto.

Il calendario non offre molto tempo per isolare il problema. L'Udinese torna in campo venerdì 6 novembre a Venezia, alle 20.45, in una partita già inserita nel programma ufficiale dei bianconeri per ottobre e novembre. Dopo la pausa internazionale, il 22 novembre è previsto il viaggio a Bologna. Non sono incontri da caricare di significati eccessivi prima del loro svolgimento, ma sono le due tappe che diranno se il 2-5 resterà un crollo isolato contro una squadra di vertice o se confermerà una difficoltà più resistente.

Per chi segue l'Udinese, la domanda concreta non è se una vittoria possa da sola “aggiustare” tutto. È quali segnali vadano cercati: un primo tempo meno esposto, una capacità di restare ordinati dopo lo svantaggio, una presenza offensiva che non dipenda soltanto dalla rincorsa finale. Sono elementi osservabili, più utili di giudizi definitivi dopo un singolo sabato.

Un tema che riguarda anche il territorio

L'Udinese è una squadra di Serie A, ma a Udine ha un peso che va oltre i novanta minuti: lo stadio è luogo di incontro per tifosi provenienti da tutta la regione e il club è parte della visibilità esterna del Friuli Venezia Giulia. La Regione ha rinnovato per tre stagioni la partnership con il club e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” resta sulle maglie; il quadro dell'accordo e della sua estensione è stato raccontato da Nordest24 nel pezzo sulla partnership tra Udinese e Regione FVG e nell'analisi degli sponsor del Nordest nella stagione 2026-27.

Questo non significa che un investimento di comunicazione si misuri dal risultato di una singola gara. Significa però che un inizio di stagione così difficile viene vissuto in modo diffuso: nelle attività che gravitano attorno alle partite, nei club di tifosi, per chi raggiunge lo stadio dalla provincia e per un pubblico regionale che riconosce nell'Udinese uno dei principali riferimenti sportivi. Proprio per questo è utile separare il fatto – sette sconfitte, cinque punti, un 2-5 maturato con quattro gol prima dell'intervallo – da conclusioni che oggi non hanno base.

Il prossimo esame sarà quindi Venezia-Udinese. Il calendario, già comunicato dal club, offre una settimana per lavorare e non un mese per rinviare le risposte. A Udine il risultato con la Roma non chiude la stagione; cambia però la soglia minima richiesta alla squadra: prima di inseguire una prestazione brillante, dovrà ritrovare una partita intera, ordinata e competitiva fin dal calcio d'inizio.

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